“Nel 2015 – sottolinea Pisani – il legislatore francese ha stabilito che per esercitare la professione di modella è necessario ottenere un certificato che attesti lo stato di buona salute, tenuto conto anche dell’indice di massa corporea. Chiunque contravvenga a tale previsione è punito con la reclusione fino a sei mesi e con una multa di 75mila euro. Israele ha vietato la pubblicità di giovani donne con un IMC inferiore a 18,5. In Spagna dal 2006 tutte le modelle devono sottoporsi a visita medica prima di sfilare. Non basta un codice di autoregolamentazione: una modella con 91 cm di fianchi non può essere rifiutata perché troppo grassa. Occorre disciplinare la materia in maniera più vincolante rispetto a quanto non assicurino oggi i codici etici adottati. Sanzionare la violazione con l’irrogazione di multe che disincentivino la non osservanza. C’è bisogno che le regioni, le strutture sanitarie, istituiscano programmi per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare, in linea con le più recenti indicazioni ministeriali per contrastare la diffusione dell’ideale di magrezza e sviluppare una capacità critica relativa ai modelli identitari e corporei veicolati da pubblicità e media. La magrezza non è bellezza – conclude – è felicità in ogni forma”.
SANITA’: PISANI, CONTRASTIAMO DISTURBI ALIMENTARI A PARTIRE DAL CAMPO DELLA MODA
“Nel 2015 – sottolinea Pisani – il legislatore francese ha stabilito che per esercitare la professione di modella è necessario ottenere un certificato che attesti lo stato di buona salute, tenuto conto anche dell’indice di massa corporea. Chiunque contravvenga a tale previsione è punito con la reclusione fino a sei mesi e con una multa di 75mila euro. Israele ha vietato la pubblicità di giovani donne con un IMC inferiore a 18,5. In Spagna dal 2006 tutte le modelle devono sottoporsi a visita medica prima di sfilare. Non basta un codice di autoregolamentazione: una modella con 91 cm di fianchi non può essere rifiutata perché troppo grassa. Occorre disciplinare la materia in maniera più vincolante rispetto a quanto non assicurino oggi i codici etici adottati. Sanzionare la violazione con l’irrogazione di multe che disincentivino la non osservanza. C’è bisogno che le regioni, le strutture sanitarie, istituiscano programmi per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare, in linea con le più recenti indicazioni ministeriali per contrastare la diffusione dell’ideale di magrezza e sviluppare una capacità critica relativa ai modelli identitari e corporei veicolati da pubblicità e media. La magrezza non è bellezza – conclude – è felicità in ogni forma”.