Categoria: Comunicati Stampa

Indagine CNG – ANG – CENSIS “Generazione Post Pandemia – Bisogni e aspettative dei giovani italiani nel post Covid 19”

Roma, 10 ottobre 2022 – Più di sei giovani su dieci (62%) hanno cambiato la propria visione del futuro a seguito della pandemia: solo per il 22% il futuro sarà migliore, mentre il 40% ritiene che sarà peggiore. Manca una promessa di miglioramento e benessere per le giovani generazioni e di fronte a un futuro ignoto prevalgono incertezza (49%) e ansia (30%), che in alcuni casi si trasformano in paura (15%) e pessimismo (13%) soprattutto dinanzi a eventi le cui dimensioni e conseguenze vanno oltre la capacità di previsione e di intervento dei singoli.

È quanto emerge dal Rapporto realizzato dal Censis per il Consiglio Nazionale dei Giovani e l’Agenzia Nazionale per i Giovani dal titolo: “Generazione post pandemia: bisogni e aspettative dei giovani italiani nel post Covid”.

Secondo l’indagine, il 27% dei giovani dichiara che durante la pandemia la sua salute è peggiorata e la quasi totalità (97%) ha avuto almeno un piccolo malessere, tra mal di testa (69%), dolori articolari (57%) e problemi intestinali (42%). In aumento anche i disturbi del comportamento alimentare, quali l’anoressia e la bulimia: il 12% dei giovani tra i 18 e i 36 anni dichiara di soffrirne, in particolare il 13% delle donne e l’11 degli uomini, il 16% degli under 25 e il 10% di chi ha tra i 25 e i 36 anni.

Il 45% dei giovani dichiara, inoltre, che dopo la pandemia desidera trascorrere a casa più tempo possibile, con circa la metà degli under 35 (48%) che sviluppato una sorta di agorafobia. Il 47%, poi, dichiara di sentirsi fragile e il 32% si sente solo, quota che sale al 39% tra i giovanissimi. A soffrire di ansia e depressione, dopo il Covid, è ben 45% degli under 37enni (una percentuale che sale al 49% per gli under 25).

“I dati del Rapporto evidenziano chiaramente come la questione generazionale stia trascinando sulla pelle di troppe ragazze e troppi ragazzi le conseguenze di una crisi che ha creato forti squilibri economici, sociali e psicologici che non solo minano alla competitività del Paese ma rischiano di lasciare, ancora, indietro una generazione esausta”, ha dichiarato Maria Cristina Pisani, confermata presidente del Cng per i prossimi tre anni. “Ce n’è abbastanza per comprendere perché i giovani sempre di più scelgono di fuggire all’estero, perché non riescono a mettere su famiglia e fare un figlio e quali sono gli ostacoli che ancora oggi impediscono una loro piena emancipazione. Occorre riflettere su una concreta promessa di futuro per arginare l’onda d’urto della crisi pandemica, economica e delle attuali sfide su un’intera generazione, che oltre ad essere la più povera è anche la più sola.”

“In questo momento in cui il futuro appare così incerto a causa delle tante crisi in atto, i giovani chiedono alla politica e alle istituzioni delle risposte chiare e delle azioni efficaci a tutela dell’ambiente, dei diritti e della pace, contro le diseguaglianze e le discriminazioni”, ha aggiunto Lucia Abbinante, Direttrice Generale dell’Agenzia Nazionale per i Giovani. “La sfiducia delle nuove generazioni, così chiaramente evidenziata nel Rapporto, è un dato che non si può più trascurare. Occorre ascoltare i giovani, coinvolgerli nei processi decisionali, favorire il loro attivismo, lasciare che esprimano idee, visioni e competenze e soprattutto garantire che essi abbiano accesso alle informazioni e alle opportunità.”

Per quanto riguarda il rapporto tra giovani e politica, dallo studio emerge che l’Italia è un Paese in cui comanda una gerarchia di adulti che faticano a lasciare i posti di potere: il 64% della popolazione pensa che ci siano troppi anziani ai vertici delle Istituzioni. Si tratta di un’opinione che è trasversale alle diverse fasce di età, seppure sia maggiormente condivisa da giovanissimi (77% tra i 18-24enni) e giovani-adulti (71% tra quelli che hanno tra i 25 e i 36 anni), e che ha i maggiori sostenitori tra Generazione Z e Millennials che vivono nel Nord-est (82%), tra i laureati (77%) e gli studenti (83%).

Grande è la sfiducia nei confronti della politica: circa sette giovani su dieci (69%) non si sentono rappresentati, con quote che raggiungono il 75% tra quelli che risiedono nel Nord-est e il 77% tra i disoccupati. Il 23% degli under 35 (che sale al 24 % tra i giovani-adulti) pensa che la prossima volta non si recherà alle urne a votare.

Infine, per circa otto italiani su dieci (77%) oggi è difficile per un giovane veder riconosciuti l’investimento e le energie spesi nel lavoro e nello studio, e per il 72% è finito il tempo in cui i figli stavano meglio dei genitori.

Ma cosa sognano, alla fine, i giovani? Il 68% vorrebbe vivere innanzitutto in una società più inclusiva, mentre il 32% preferirebbe una società più meritocratica, in grado di premiare chi è bravo e ha voglia di fare, anche a costo di lasciare indietro qualcuno.

LEGGI L’INDAGINE.

GIOVANI E SERVIZIO CIVILE, L’INCERTEZZA DEL FUTURO INCIDE SULLA PARTECIPAZIONE

“Il servizio civile è un Istituto della Repubblica deputato alla difesa della Patria, che si realizza con mezzi ed attività non armate, ed è considerato un esempio di politica efficace ammirata in tutta Europa. Per i giovani rappresenta da sempre un’esperienza di partecipazione e di servizio al Paese, un’occasione per dare il proprio contributo alla comunità in un’età di crescita e di formazione alla vita adulta. Sono queste le caratteristiche sulle quali concentrare la comunicazione istituzionale del servizio civile, per non correre il rischio che sia invece visto e vissuto dai giovani come un’esperienza prevalentemente formativa, al pari di altre e, da questo punto di vista, meno conveniente in termini di impegno e durata”.

E’ il commento del presidente Enrico Maria Borrelli ai risultati diffusi oggi dell’indagine realizzata dalla Fondazione Amesci per approfondire le motivazioni di assenza ai colloqui di selezione dei candidati.

Lo scorso 9 marzo si è chiuso infatti il più grande bando di selezione nella storia del servizio civile, con ben 64.331 posti disponibili (nel 2021 erano 55.793: +15%), afferenti a 3.289 progetti da realizzare in Italia (3.090) e all’estero (199). Le domande di partecipazione dei giovani sono state 112.008, di cui 66.873 donne (63%) e 41.441 uomini (37%). Nel particolare sono 105.098 (1,7 domande per ogni posto disponibile) le domande presentate dai giovani tra i 18 e 28 anni per i progetti in Italia e 3.595 (3,1 domande per ogni posto disponibile), per quelli all’estero. Nonostante l’incremento dei posti messi bando sono diminuite dell’11% le domande presentate rispetto al 2021 (125.286) e desta, inoltre, preoccupazione il tasso di assenteismo al colloquio di selezione dei candidati, che si attesta intorno al 30% (quasi generalizzato per tutti gli enti).

Per analizzare le motivazioni di questo fenomeno, la Fondazione Amesci ha somministrato un questionario online ai 1.908 giovani (836 uomini e 1.072 donne) risultati assenti ai propri colloqui di selezione, ovvero il 29,33% delle candidature ricevute (in totale 6.505 di cui il 57,9% donne e il 42,1% uomini) per partecipare ai 166 progetti in Italia e i 15 progetti all’estero della Fondazione.

Al questionario hanno risposto 504 giovani (63,9% femmine, 36,1% maschi). Il 66,5% degli intervistati è in possesso di diploma di scuola superiore, il 16,1% di laurea triennale e l’8,7 di laurea magistrale, mentre il 7,5% di licenza di scuola media inferiore. Il 38,3% si dichiara studente, il 16,5% studente-lavoratore e il 22% lavoratore, il 18,8% è disoccupato in cerca di lavoro.

Guardando ai motivi di assenza a colloquio, il 41,7% ha indicato lo studio (15,7%) ed il lavoro (26%), mentre il 16% motivi personali (6,4%), di salute (4,4%) e di famiglia (5,2%). Il 22,6% dichiara di non aver ricevuto comunicazioni relative al colloquio, sebbene il bando chiarisse che l’obbligo di informazione è assolto attraverso la pubblicazione sui siti degli enti titolari dei progetti. Il 4,2% ha semplicemente cambiato idea: il 26,5% perché ha trovato lavoro (26,5%) e il 17,7% per aver valutato l’incompatibilità con altri impegni. Infine, l’80,9% ha risposto che ripresenterebbe domanda di partecipazione (si: 59,1% – forse: 21,8%), il 7,3% non la ripresenterebbe e l’11,7% non sa se la ripresenterà.

“Dall’indagine emerge che il 38% di quelli che non si presentano ai colloqui già lavora o è uno studente/lavoratore studio, il che significa che il servizio civile è un’opportunità che interessa molto i giovani, ma non sempre è conciliabile con i loro impegni e in molti casi lo scoprono dopo aver avanzato la candidatura.” osserva il Presidente della Fondazione, Enrico Maria Borrelli.

Borrelli continua evidenziando che “I canali di informazione di Amesci raggiungono oltre 2,5 milioni di utenti l’anno e per l’intera durata del bando la Fondazione ha messo in campo una massiva campagna di promozione, sia sul sito istituzionale che attraverso i canali social e i giornali. Ciò nonostante, non sembra esservi un problema di comunicazione o di appeal del sistema, quanto piuttosto di consapevolezza della scelta e di attenzione alle informazioni: l’80% dei giovani dichiara di non essere a conoscenza della possibilità di recuperare l’eventuale assenza, pur essendo tale opportunità chiaramente indicata nella medesima comunicazione con la quale sono stati informati della data del colloquio”.

A sostegno di questa ipotesi intervengono i dati degli anni passati, in cui Amesci ha registrato il 33,9% di assenti nel 2020 (ante covid) e il 21,1% nel 2021 (-12,8%) con l’introduzione dei colloqui online che hanno facilitato la partecipazione dei giovani. Nel 2022 i colloqui di Amesci si sono svolti prevalentemente online, eppure il dato delle assenze è tornato a salire significativamente rispetto al 2021 (+8,2).

“Non emergono elementi sufficienti a ritenere queste assenze ai colloqui una criticità del servizio civile, anche perché risulta essere conforme ai dati degli altri concorsi pubblici. Ma è sicuramente necessario che il Dipartimento realizzi, in occasione della pubblicazione dei bandi di selezione, una comunicazione adeguata al Servizio Civile, strumento unico per lo Stato di educare alla cittadinanza attiva e ridurre così la distanza con le istituzioni” segnala Borrelli.

“Sono mutate in realtà le motivazioni per le quali i giovani scelgono di fare servizio civile: meno voglia di impegnarsi per l’altro e più attenzione alla propria formazione e alle proprie motivazioni personali” afferma il presidente della Fondazione Amesci. Lo dimostra il significativo calo di candidature per i progetti di assistenza registrato dal Dipartimento per le Politiche giovanili e Servizio Civile Universale e, di contro, la crescita del numero di domande per i progetti di educazione e promozione culturale. “Un dato che invita tutti a prestare attenzione, per non mettere a rischio il futuro di questo istituto proprio quando si stanno festeggiando i suoi primi 50 anni di storia. E di successi”.

LEGGI I DATI EMERSI

GIOVANI: Il CNG lancia l’“Indagine sui fabbisogni formativi inevasi” – Assemblea Generale 17-19 giugno 2022, Savona

Roma, 20 giugno 2022 – Accompagnare i giovani verso i nuovi bacini di impiego di qui al 2025, identificando le professionalità necessarie per lavorare nei mestieri più richiesti dai principali settori produttivi, tra cui l’automotive, l’aerospazio e la salute. Questo l’obiettivo dell’“Indagine sui fabbisogni formativi inevasi e sulle competenze richieste dalla transizione digitale ed ecologica”, lanciata dal Consiglio Nazionale dei Giovani (CNG), in occasione di “GenerAzione Italia” l’annuale Assemblea generale tenutasi a Savona dal 17 al 19 giugno scorsi e dedicata ai temi della partecipazione giovanile, del lavoro, della formazione, della trasformazione digitale e della transizione verde.

Con un aumento del tasso di Neet di 1,8 punti percentuali per le donne e di 1,5 punti percentuali per gli uomini, dal 2019 al 2020, l’Italia si attesta terza tra i Paesi dell’area europea per numero maggiore di Neet con il 35% delle giovani e il 24% dei giovani disoccupati o inattivi (dati Eurostat). I giovani tra i 20 e i 24 anni senza un diploma di scuola superiore hanno inoltre quasi tre volte più probabilità di non avere un futuro nel mondo del lavoro rispetto a quelli con un’istruzione terziaria.

L’indagine si concentra su tre regioni campione, Piemonte, Lazio e Campania, e, anche alla luce dei suddetti dati, si pone l’obiettivo di cogliere gli elementi di innovazione tecnologica per declinare adeguatamente le figure da formare e le competenze da acquisire affinché siano “spendibili” nel mercato del lavoro regionale e nazionale, in ambito europeo e internazionale.

“La strada indicata all’interno della ricerca è quella di seguire la strategia di specializzazione intelligente, trovando collegamenti che mettano in presa diretta l’evoluzione delle strategie di specializzazione territoriali con i programmi formativi degli istituti tecnici e professionali” ha dichiarato Maria Cristina Pisani, Presidente del CNG. “Comprendere l’orientamento futuro delle aziende (anche quelle in transizione industriale) è fondamentale per creare percorsi formativi adatti ai giovani di oggi, eventualmente anche attraverso pratiche di skill forecast e di previsione delle competenze future, molto diffuse in altri paesi europei”.

La presenza del Cng a Savona – ha detto il Sindaco di Savona Marco Russo – è stata molto stimolante per la nostra città e per la nostra amministrazione che crede molto nel partecipazione delle nuove generazioni. Savona ha un Tavolo Giovani e il nostro Consiglio comunale si caratterizza per avere un alto numero di giovani e giovanissimi e questo ci aiuta ad avere un approccio basato non su politiche per i giovani, ma su politiche portate avanti insieme con i giovani. I ragazzi devono essere protagonisti di attività e iniziative, come è stato, ad esempio, per la candidatura di Savona a Capitale Europea dei Giovani, iniziativa da cui discende anche la tre-giorni Cng che si è appena conclusa in città. La cifra nelle politiche per i giovani deve essere quella dell’innovazione, solo così Savona tornerà ad essere un luogo in cui i ragazzi possono pensare di progettare il proprio futuro”.

“Dopo la candidatura della nostra città a Capitale europea dei giovani 2025 l’evento appena concluso è stato un altro importante passo verso una Savona più sensibile e accogliente verso le nuove generazioni. Tutto questo non vuole essere punto di arrivo, ma un punto di partenza di un percorso che porterà la nostra città a vincere la sfida generazionale” ha aggiunto il Consigliere comunale del Comune di Savona Luca Burlando.

I risultati dell’indagine forniscono indicazioni e orientamenti utili per le strategie di specializzazione regionale S3 per il settennio 2021-2027, unitamente alle risorse finanziarie e alle riforme introdotte dal PNRR, al rilancio delle Zone economiche speciali (ZES) e alla programmazione del Fondo Sociale Europeo 2021-2027 in ambito sia nazionale che regionale (POR e PON).

L’analisi del CNG riporta anche che, da un recente studio settoriale di Unioncamere e Anpal, nel settore “commercio e turismo” emerge attualmente una domanda di 568-698mila occupati nel prossimo quinquennio, determinata in prevalenza dalla necessità di sostituzione per naturale turnover, nel settore “salute” circa 500 mila unità e in quello “costruzioni e infrastrutture” circa 200 mila unità.

Secondo l’indagine, infine, nonostante l’affermazione dello smart working e del lavoro agile, non è pensabile scindere completamente il posto di lavoro dal domicilio del lavoratore. Pertanto, anche nel 2025, la prossimità all’impresa datrice di lavoro o ai clienti, per quel che riguarda il lavoratore autonomo/imprenditore, sarà ancora un elemento determinante, che trae forza anche dalla positiva contaminazione che le imprese in rete, un cluster o anche semplicemente un luogo di lavoro condiviso esercita sui suoi componenti.

Oltre a Maria Cristina Pisani, Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, e Marco Russo, Sindaco della Città di Savona, all’assemblea generale di CNG sono intervenuti, tra gli altri: Daniele Frongia, Gabinetto Ministero per le Politiche Giovanili, Franco Vazio, Deputato della Repubblica, Tiziano Treu, Presidente CNEL,  e Giovanni Berrino, Assessore regionale della Regione Liguria.

L’ASSEMBLEA GENERALE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DEI GIOVANI SI RIUNISCE A SAVONA: TRE GIORNI DI DEDICATI A LAVORO, DIGITALE E TRANSIZIONE VERDE

Da venerdì 17 a domenica 19 giugno alla Fortezza del Priamar a Savona, si svolgerà l’Assemblea Generale del Consiglio Nazionale dei Giovani, intitolata ‘GenerAzione Italia’ e dedicata ai temi della partecipazione giovanile, del lavoro, della formazione, della trasformazione digitale e della transizione verde.

“La presenza del Cng in città è molto stimolante per noi – ha detto il sindaco Marco Russo nel corso della conferenza stampa di presentazione di GenerAzione Italia – Il rapporto con il Consiglio Nazionale dei Giovani dà vita a modelli innovativi, anche sperimentali. Il nostro Consiglio comunale si caratterizza per avere un alto numero di giovani e giovanissimi e questo ci aiuta ad avere approccio basato non su politiche per i giovani, ma con i giovani. I ragazzi devono diventare protagonisti di attività e iniziative, come è stata, ad esempio, la candidatura a Capitale Europea dei Giovani da cui discende anche l’iniziativa che stiamo presentando oggi portata avanti dal consigliere Luca Burlando. La cifra nelle politiche per i giovani deve essere quella dell’innovazione, solo così Savona tornerà ad essere un luogo in cui i ragazzi possono pensare di progettare il proprio futuro”.

“Savona torna sul palcoscenico dei luoghi in cui vengono discusse le azioni necessarie per le politiche nazionali – ha aggiunto il vicesindaco Elisa Di Padova – e lo fa avendo come tema le nuove generazioni, già protagoniste del Tavolo savonese per i Giovani. Per una città come Savona con un evidente squilibrio generazionale tutto questo rappresenta una sfida. La cura e il rapporto con Cng sono per la nostra amministrazione qualcosa di prezioso, perchè ci aiuta ad avere dati e analisi aggiornati e a lavorare su quello spirito di innovazione che deve essere inteso anche in termini di attrattività”.

La presidente del Cng, Maria Cristina Pisani, ha dichiarato invece: Ringraziamo il Sindaco di Savona, Marco Russo, per aver ospitato in questa splendida città i lavori dell’Assemblea Generale del CNG, organo consultivo del Governo italiano, il vice sindaco Elisa Di Padova e il Consigliere Luca Burlando per lo straordinario lavoro fatto sin da subito insieme a noi. La candidatura della città a capitale europea dei giovani e’ stata infatti il punto di partenza di una collaborazione importante con un comune che ha deciso di scommettere sul protagonismo giovanile. È la ragione per cui abbiamo deciso di discutere in questi tre giorni anche di come questa amministrazione ha saputo creare nuovi strumenti di partecipazione giovanile ma anche delle opportunità che il nostro Paese può offrire alla giovani generazioni. Presenteremo infatti i risultati di una nostra importante indagine con cui abbiamo, a livello nazionale, voluto dimostrare la validità di un approccio previsivo e proattivo per accompagnare le giovani generazioni verso i nuovi bacini di impiego in un anno così importante come l’Anno europeo dei giovani.

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SERVIZIO CIVILE, BORRELLI (AMESCI): “LA TRANSIZIONE DIGITALE DEVE ORIENTARE LA RIORGANIZZAZIONE DELL’INTERO SISTEMA”

“Il Servizio Civile non può restare indietro rispetto alle innovazioni che stanno attraversando i modelli organizzativi nella sfera pubblica e in quella privata e del Terzo Settore. Saper valorizzare i cambiamenti che l’emergenza sanitaria ha portato nella vita di tutti e nel servizio civile, significa avere la capacità di trasformare i rischi della crisi in opportunità”.

Così il presidente Enrico Maria Borrelli commenta la pubblicazione dei risultati della seconda indagine condotta dalla Fondazione Amesci per raccogliere il giudizio dei candidati sull’esperienza del colloquio online, esigenza nata dall’emergenza epidemiologica da Covid-19 per le situazioni in cui non vi fossero le condizioni di svolgerli in presenza e che piace ai giovani.

Tra il 29 marzo ed il 22 aprile è stato infatti somministrato via e-mail un questionario anonimo di gradimento, ad un campione rappresentativo di 1.448 giovani, sul totale di 6.505 candidati che hanno partecipato alle selezioni per i 181 progetti SCU di Amesci che si avvieranno a partire dal prossimo 25 maggio su tutto il territorio nazionale ed in 13 Paesi esteri.

Su 1.448 intervistati (888 ragazze e 560 ragazzi), il 98.6% ha espresso un giudizio positivo sull’esperienza del colloquio on-line (il 70,8% l’ha giudicata “molto buona” ed il 27.8% “buona”). Promosse anche le piattaforme web predisposte da Amesci ritenute accessibili dal 96.1% degli intervistati (“molto facile” 70.3% e “facile” 25.8%) e gli strumenti di supporto (Guida online, mail dedicata con risposta rapida, assistenza telefonica) utilizzati dal 58.3% dei candidati.

“Questi dati dimostrano quanto attraverso il web si possa far vivere un’esperienza positiva e assolutamente soddisfacente ai ragazzi che, molto spesso, si trovano ad affrontare una prima prova di colloquio selettivo. Una trasformazione digitale vera deve fare proprio questo: mettere la tecnologia al servizio di una maggiore sostenibilità e semplicità dei processi, e accessibilità degli strumenti” afferma Borrelli.

“La transizione digitale che attraversa trasversalmente gli obiettivi del PNRR ed ha ispirato la prima sperimentazione di Servizio Civile Digitale, deve orientare anche la riorganizzazione del servizio civile, sostenere con convinzione l’utilizzo degli strumenti tecnologici per favorire gli incontri tra i giovani, la selezione dei candidati e la formazione a distanza, semplificare la gestione quotidiana dei progetti e rendere, in questo modo, il servizio civile un terreno non solo di sperimentazione, ma di concreta applicazione dei principi che ispirano la transizione digitale” conclude il presidente della Fondazione Amesci.

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Maria Cristina Pisani invitata a far parte della Giuria del Premio Cittadino Europeo 2022

La Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, Maria Cristina Pisani è stata invitata a far parte della Giuria del Premio Cittadino Europeo 2022 promosso dal Parlamento europeo. Il Premio Cittadino Europeo accoglie le iniziative che contribuiscono alla cooperazione dell’UE e alla promozione dei valori comuni.

La Giuria nazionale sarà composta da:

  • almeno tre deputati al Parlamento europeo;
  • un rappresentante di un’organizzazione nazionale della società civile;
  • un rappresentante di un’organizzazione nazionale per la gioventù.

La Giuria si riunirà ed avrà il compito di esaminare le candidature ed individuare una massimo di 5 potenziali finalisti.

Tale lista sarà proposta alla Cancelleria del Premio, nel corso di una riunione online venerdì 20 maggio 2022 alle ore 10.

Consiglio Nazionale dei Giovani
Via Novara n. 41 – 00198 Roma
Tel. +39 06 94523417