Categoria: Mondo dei Giovani

Città Italiana Dei Giovani 2023: Proroga e Incontro Informativo Online

Si comunica che la data di scadenza per la presentazione delle candidature al bando “Premio Città Italiana dei Giovani” è stata prorogata al prossimo 30 novembre.

Il Consiglio Nazionale dei Giovani organizza un incontro informativo online in merito al Bando rivolto a tutti i Comuni interessati a partecipare. L’incontro online si terrà lunedì 14 novembre 2022 alle ore 11.30 e intende fornire maggiori informazioni e chiarimenti.

Per partecipare è necessaria la registrazione tramite questo modulo entro l’11 novembre 2022 alle ore 13. Una volta effettuata la registrazione, sarà cura della nostra segreteria inviare il link per il collegamento online.

Promotori del Bando sono il Consiglio Nazionale dei Giovani in collaborazione con il Dipartimento delle Politiche Giovanili e del Servizio Civile Universale e l’Agenzia Nazionale per i Giovani.

Il Premio è assegnato, per il periodo di un anno, alla miglior città italiana che presenti progetti di valorizzazione, partecipazione e inclusione giovanile.

Le candidature saranno giudicate da una giuria composta da esperti scelti tra i rappresentanti delle istituzioni, del lavoro, dei media e della società civile.

Per maggiori informazioni, è possibile consultare il regolamento al seguente link

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Nazioni Unite – apertura bando del JPO Programme 2022 / 2023

Il Programma Giovani Funzionari delle Organizzazioni Internazionali, noto anche come Programma JPO, è un’iniziativa finanziata dal Governo Italiano attraverso la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale(MAECI) e curata dal Dipartimento degli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite (UN/DESA).

Il Programma permette a giovani qualificati di nazionalità italiana e di alcuni paesi in via di sviluppo di avere un’esperienza formativa e professionale nelle organizzazioni internazionali per un periodo di due anni, con la possibilità di un’eventuale estensione di un anno.

Lo scopo del Programma è quello da una parte di favorire le attività di cooperazione delle organizzazioni internazionali associando giovani talenti ad iniziative di sviluppo e dall’altra consentire a giovani professionisti, interessati alle carriere internazionali di compiere esperienze rilevanti che nel futuro ne potrebbero favorire il reclutamento da parte delle organizzazioni stesse o in ambito internazionale.

Si ricorda che la scadenza del Bando è fissata per il 15 dicembre 2022 alle ore 15:00

Leggi qui sotto il bando.

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Next Generation Fest

La Presidenza della Regione Toscana e Giovanisì organizzano, nell’Anno Europeo dei Giovani, il Next Generation Fest, un evento dedicato alle nuove generazioni, in cui saranno al centro temi come Europa, Innovazione, Digitale, Sostenibilità, Creatività, Inclusione e Cittadinanza, visti con gli occhi della Generazione Z.

L’evento, a cui parteciperà anche la Presidente del CNG, Maria Cristina Pisani, sarà un’occasione unica di incontro per sottolineare il protagonismo delle nuove generazioni, grazie a mentors, Istituzioni (nazionali ed europee), influencer, artisti.

Il Next Generation Fest, attraverso momenti di talk, speech ispirazionali e live performance, intende rilanciare i valori fondanti dell’Unione Europea con il coinvolgimento attivo dei giovani come costruttori di comunità.

L’evento intende anche permettere alle Istituzioni di intercettare le istanze dei giovani e raccontare le opportunità di autonomia offerte nell’ambito di Giovanisì, il progetto della Regione Toscana, cofinanziato con i fondi strutturali europei.

Il Next Generation Fest è un evento gratuito che si svolgerà in presenza sabato 5 novembre (h 10-23). L’evento sarà ospitato negli spazi del Teatro del Maggio (Piazza Vittorio Gui 1, Firenze).

Iscriviti entro il 27 ottobre 2022!

La formazione delle competenze avanzate ICT: linee guida per una Scuola diffusa – 15 novembre, Roma

Il prossimo 15 novembre dalle 15.30 alle 17.30, Anitec – Assinform, l’Associazione Italiana per l’Information and Communication Technology di Confindustria, organizza l’evento “La formazione delle competenze avanzate ICT: linee guida per una Scuola diffusa”  a Roma in Via Marsala 29H, durante il quale verrà consegnato il “Premio Nazionale sull’ Innovazione Digitale 2022”, giunto alla 3° Edizione.

Il «Premio Nazionale sull’Innovazione Digitale» è una iniziativa promossa da Anitec-Assinform in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione diretta alle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado. L’intento è quello di coinvolgere studenti e insegnanti in una azione proattiva di sensibilizzazione e orientamento per favorire la transizione al digitale del mondo della scuola, delle famiglie e della società nel suo insieme, valorizzando il ruolo e l’apporto delle tecnologie digitali.

Per registrarti all’evento clicca qui.

Il CNG su Milano Finanza sul tema pensioni

CorriereUniv – Intervista a Maria Cristona Pisani: “Serve un Reddito di opportunità per i giovani”

 Secondo l’OCSE in Italia meno di tre giovani su 10 hanno fiducia nelle istituzioni. “Welfare studentesco, misure di lungo periodo che migliorino le opportunità lavorative, combattere disuguaglianza intergenerazionale”

I giovani sono spesso i grandi esclusi dalle campagne elettorali. Prima di tutto perché sono pochi in un Paese anziano come l’Italia, non hanno solitamente potere economico, come invece è avvenuto per la generazione dei loro genitori, quella degli anni ottanta-novanta, e sopratutto non sono organizzati e non fanno blocco comune come facevano, invece, i loro nonni. Eppure sono quelli che più di tutti stanno pagando e pagheranno le scelte dei governi di questa legislatura arrivata al capolinea. Sono la generazione Z e quelle successive che rischiano di pagare salato il conto che è stato già presentato a quella dei loro “fratelli maggiori”, i Millennials ormai ultratrentenni.

Nei giorni scorsi ha fatto molto “rumore” nel web e sui social l’hashtag #20e30, lanciato dalla pagina satirica Aqtr, per dare un volto all’insofferenza delle giovani generazioni dopo l’ennesimo governo a cui è stata staccata la spina. I moderatori della pagina hanno chiesto di scrivere su un foglio cosa volessero i ragazzi e le ragazze d’Italia a meno di due mesi dal voto del 25 settembre. Cosa vogliono i giovani? Ma soprattutto cosa serve loro per diminuire questa guerra generazionale che sta covando sempre più sotto le braci di continui fallimenti della politica?

Risponde la presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, Maria Cristina Pisani, intervistata da CorriereUniv

Se i partiti vi dicessero “diteci cosa vi serve per migliorare la situazione dei giovani in Italia e noi lo faremo”, quali obiettivi cerchereste di portare a casa?

“Quello che chiediamo da tempo alle Istituzioni: sostenere, concretamente, l’emancipazione giovanile. Dalle misure per l’infanzia, al processo educativo e di acquisizione delle nuove competenze, all’accesso al mercato del lavoro, in particolare per il raggiungimento della riduzione del numero di NEET e lo sviluppo di una strategia per l’occupazione giovanile fino alla questione abitativa, attualmente uno degli ostacoli maggiori per il raggiungimento della piena autonomia e fattore di forte divario generazionale.

Come Cng, infatti, chiediamo da tempo di affrontare in maniera organica e strutturale la questione generazionale, per avere una visione di insieme che permetta di adottare strategie di lungo periodo. La crisi attuale ci insegna che le scelte politiche devono tornare ad essere lungimiranti, finalizzate a progettare il futuro piuttosto che a subirne l’impatto. È la ragione per cui abbiamo bisogno di interventi mirati a ridurre la disuguaglianza intergenerazionale, a garantire l’accesso alle opportunità da parte dei giovani e delle giovani con meno di 35 anni e un’istruzione e formazione adeguata ed equa che garantisca il funzionamento dell’ascensore sociale e la mobilità tra generazioni, che risulta ancora paralizzata soprattutto nel Sud Italia.”

Qual è la vostra idea in merito alla proposta del Pd su una dote di 10mila euro per i diciottenni?

“Come dicevo, il raggiungimento della piena autonomia è un fattore di forte divario generazionale. L’instabilità e la precarietà lavorativa comportano la mancanza di autonomia economica e abitativa, oltre all’impossibilità di creare serenamente una propria famiglia, rimandando il passaggio alla genitorialità, a condizioni più solide e tardando, inoltre, l’uscita dai nuclei familiari di provenienza.

A tal proposito, sappiamo bene che solo il 30% dei giovani riesce ad ottenere un prestito senza l’intervento di un garante, che quasi sempre è un genitore. Difatti, ad oggi la questione abitativa è uno degli ostacoli maggiori per il raggiungimento della piena autonomia delle giovani generazioni e un fattore di forte divario generazionale. In questo senso, il Fondo Acquisto Prima Casa rappresenta sicuramente uno strumento importante per invertire questa tendenza, anche se la flessibilità contrattuale in ambito lavorativo, unitamente alla riduzione del reddito e alla precarizzazione dei diritti per le fasce d’età più giovani, continua a creare sempre più difficoltà per le giovani generazioni ad accedere al credito per la prima casa.

Per questo apprezzo la proposta di introdurre per la generazione più in crisi un aiuto concreto per gli studi, per il lavoro, la casa. Un investimento sul diritto al futuro di 280.000 ragazze e ragazzi ogni anno sarebbe un passo concreto e davvero importante nella direzione di una sempre maggiore equità intergenerazionale. Le nuove generazioni, infatti, devono necessariamente disporre di tutti gli strumenti adeguati a fronteggiare l’importante debito che il nostro Paese dovrà ripagare nei prossimi anni anche in una prospettiva di una maggiore solidarietà sociale.”

Sul lavoro i partiti puntano soprattutto sulla defiscalizzazione del primo anno di contratto, tale proposta non ha mai risolto il problema della precarietà delle giovani generazioni, è davvero l’unica soluzione?

“Sicuramente gli sgravi fiscali sono una delle tante misure che possono essere adottate per favorire e agevolare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Mercato del lavoro che, però, sta cambiando e richiede nuove e diverse competenze che vanno, talvolta, oltre quelle acquisiamo a scuola o all’Università.

Per questo occorre investire in conoscenza e in formazione, incrementando la nostra capacità di affrontare le nuove sfide che la società ci pone dinanzi e, allo stesso tempo, orientare i i vari livelli di istruzione verso i nuovi sistemi di sviluppo e di lavoro. Interventi legislativi volti al riconoscimento delle competenze non formali, alla riforma degli ITS e dei tirocini sono passi importanti che rispondono ad esigenze attuali dei nuovi modelli economici e sociali e al riconoscimento di diritti imprescindibili per le giovani generazioni. Servono, tuttavia, misure più organiche e strutturali con la stessa strategia comune e di lungo periodo per incidere, concretamente, sul miglioramento delle opportunità lavorative oltreché di permanenza nel mercato del lavoro.”

Quali sono secondo voi gli investimenti che si dovrebbero fare per i giovani ma che credete le forze politiche in campo difficilmente faranno?

“In questi anni e mesi difficili per le giovani generazioni, abbiamo condotto diverse analisi per conoscere dettagliatamente la condizione degli under-35 in Italia contribuendo ad introdurre nel nostro Paese uno studio sulla valutazione dell’impatto delle politiche pubbliche sulla vita dei giovani, soprattutto rispetto agli interventi previsti dal PNRR. Sulla base di questi studi, abbiamo avanzato proposte concrete, e spesso ambiziose.

In ambito formativo è necessario innanzitutto continuare a promuovere un welfare studentesco per il sistema scolastico attraverso un maggiore coordinamento a livello nazionale degli strumenti riguardanti il diritto allo studio. Inoltre, è fondamentale favorire lo sviluppo di percorsi efficienti di alternanza scuola-lavoro basati su competenze che corrispondono ai comparti d’impiego locale sostenuti dalle Strategie di Specializzazione Intelligente.  È, altresì, prioritaria la necessità di una riorganizzazione dell’offerta formativa, anche mediante l’istituzione di semestri professionalizzanti o tramite il coinvolgimento sinergico di enti pubblici e privati e un riconoscimento legislativo delle competenze acquisite attraverso l’educazione non formale e informale.

Le vulnerabilità dei giovani, che si frappongono al raggiungimento della loro indipendenza, derivano infatti da una serie di fattori complessi che si sommano nel tempo. Fattori oltre l’età, che influenzano le loro fragilità e i loro bisogni, come la regione in cui vivono e il loro genere, così come le condizioni di salute, il background socio- economico. I giovani affrontano ogni giorno il rischio di una maggiore disoccupazione, e – quando trovano lavoro – di posti di scarsa qualità. Questo si traduce nell’esclusione sociale di un’intera generazione. Questo sentimento prende una forma nitida se si analizzano, ad esempio, i dati sulla fiducia dei giovani nel governo e nelle istituzioni pubbliche. In coda alla classifica OCSE, dopo il Cile e la Polonia c’è l’Italia, in quanto meno di tre su dieci giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni hanno fiducia nelle istituzioni. Per questo, se parliamo di inserimento nel mondo del lavoro, non possiamo inoltre non pretendere di creare un sistema di servizi per l’impiego funzionali, innalzando i livelli di competenze degli operatori e assumendo figure specialistiche, in particolare orientatori, psicologi, giuristi e consulenti per il lavoro, ancor più se pensiamo alla necessità di informare i giovani sui loro diritti e guidarli verso il riconoscimento delle competenze personali acquisite.

Inoltre, è cruciale la necessità di affrontare il problema del calo del reddito dei giovani attraverso uno strumento di medio-lungo termine, volto a fornire un sostegno economico che permetta di investire sulla propria realizzazione personale, per acquisire beni, servizi o sgravi fiscali sull’apprendimento, per sviluppare la ricerca nelle aziende, per finanziare la formazione continua, per l’attività imprenditoriale, e ancora, per l’alloggio o per i servizi di supporto alle giovani famiglie. Uno strumento come un Reddito di opportunità che conduca i giovani verso una vita autonoma ed economicamente indipendente.

In ultimo, sarà assolutamente necessario potenziare le forme di sostegno per l’autoimpiego e l’imprenditoria giovanile, favorendo la capacità di sviluppare iniziative e imprese attraverso l’implementazione di un Fondo di garanzia per i più giovani, finalizzato all’avvio di attività di impresa per giovani imprenditori Under 35, con una particolare attenzione all’imprenditoria femminile.”

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L’appello del CNG: garantire il voto per i fuorisede

“Ci sono ancora i tempi per trovare una soluzione prima del voto del 25 settembre che consenta ai nostri ragazzi fuorisededi esprimere la propria preferenza politica”. Questo l’appello di Maria Cristina Pisani, Presidente del Consiglio nazionale dei giovani.

“In tutto il mondo diversi Paesi, tra cui Stati Uniti – continua la presidente Pisani – Francia e Germania hanno adottato valide alternative per facilitare la partecipazione elettorale; è il caso, ad esempio, del voto per corrispondenza garantito ad un’ampia categoria di elettori che non possono esprimere il proprio voto nel comune di residenza. L’Italia, di contro, è il Paese con il minor numero di modalità alternative per votare, a svantaggio soprattutto di studenti e lavoratori fuorisede. Una difficoltà, questa, tra le principali cause dell’astensionismo involontario che porta troppi ragazzi e ragazze a non partecipare al voto per motivi indipendenti dalle proprie scelte.”

Secondo il Consiglio nazionale dei giovani, “per quanto la crisi di governo fosse per tutti inaspettata, è in ogni caso inaccettabile che si sia arrivati, ancora una volta, alla vigilia delle elezioni politiche senza aver introdotto norme chiare a tutela dell’esercizio del voto per circa cinque milioni di fuorisede. È una situazione paradossale se consideriamo che è, invece, garantito da tempo il voto degli italiani all’estero per corrispondenza.”

Tanto più che “in Parlamento sono ferme ben sei proposte di legge e, nonostante la bassa affluenza ai referendum sulla giustizia o alle elezioni comunali dello scorso 12 giugno, ancora nulla è stato fatto per tutti coloro che, incontrando ostacoli economici e logistici, soprattutto di studio o lavorativi, rischiano di non poter esercitare un diritto fondamentale. Il diritto di voto è, infatti, uno strumento di esercizio di libertà individuale e una delle massime forme d’espressione democratica”.

“Riteniamo, – conclude la presidente Pisani – tuttavia, ci siano ancora i tempi per individuare una soluzione prima del 25 settembre che consenta ai nostri ragazzi di dare voce alle loro idee. Non sono più sufficienti slogan da campagna elettorale per individuare soluzioni presenti. È necessario scongiurare il rischio di escludere ancora una volta più del dieci per cento dei cittadini elettori.”

 

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Consiglio Nazionale dei Giovani
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Tel. +39 06 94523417