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Premio Europeo Carlo Magno della Gioventù 2023

Dal 2008 il premio europeo Carlo Magno della gioventù viene assegnato a progetti realizzati da giovani, che mirano a promuovere la comprensione a livello europeo e internazionale.

Il premio è gestito congiuntamente dal Parlamento europeo e dalla Fondazione del premio internazionale Carlo Magno di Aquisgrana. Intende mettere in luce progetti svolti da giovani per rafforzare la democrazia europea e sostenere la partecipazione attiva.

Il premio sostiene progetti stimolanti realizzati da giovani provenienti da tutta l’UE. Ogni anno giurie nazionali ed europee selezionano 27 progetti, uno per ciascuno Stato membro, e designano tre vincitori a livello europeo che vengono invitati a partecipare alla cerimonia di premiazione ad Aquisgrana.

Per candidarti al premio Carlo Magno della gioventù, devi:

  • avere un progetto europeo da sottoporre alla giuria;
  • avere un’età compresa tra i 16 e i 30 anni;
  • essere residente in uno Stato membro dell’UE – Puoi presentare la candidatura come singolo oppure a nome di un’organizzazione o di un gruppo di giovani.

Tutti i progetti presentati saranno dapprima valutati dalla giuria nazionale dello Stato membro di riferimento, che designerà un progetto vincitore. Tra i 27 progetti nazionali più meritevoli, la giuria europea selezionerà i tre progetti vincitori a livello europeo, a cui sarà conferito un premio in denaro del valore massimo di 7 500€.

Hai tempo fino al 2 febbraio per presentare la tua candidatura: clicca qui!

 

Brunello Cucinelli scrive alle nuove generazioni, e loro rispondono: “Lottiamo per il diritto alla felicità”

Maria Cristina Pisani, Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, organo consultivo che si occupa di rappresentare le nuove generazioni nell’interlocuzione con le istituzioni,  ha inviato una lettera nella quale prosegue il dialogo con l’imprenditore, esprimendogli gratitudine e sottolineando come il loro obiettivo primario sia andare incontro a un futuro sostenibile, sano e in cui il benessere fisico e psichico siano messi al primo posto.

Queste le parole della Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani:

“Ho riconosciuto nelle parole di Brunello Cucinelli la visione di un’opportunità importante per i giovani italiani: quella di indicare soluzioni e di offrire prospettive”, spiega Pisani. “In un momento di spaesamento come questo, milioni di ragazze e ragazzi vedono crollare le certezze sulle quali hanno progettato il proprio futuro. Mentre tanti si preoccupano di mettere in luce le problematiche di una generazione, Cucinelli propone un percorso diverso per agevolare le nuove generazioni nel viaggio burrascoso che stanno affrontando. Come CNG ci muoviamo già in questa direzione”.

Clicca qui per leggere l’articolo completo su Repubblica.

Diritto Alla Felicità: La risposta della Presidente alla Lettera di Cucinelli ai Giovani

Leggi qui la lettera di Brunello Cucinelli, pubblicata su Repubblica, e di seguito la risposta della Presidente Maria Cristina Pisani:

“La lettera ai giovani di Brunello Cucinelli lancia un tema per il quale come Consiglio Nazionale Giovani continuiamo a batterci: il diritto alla felicità delle prossime generazioni. Che è diritto a vivere in un ambiente sano e sostenibile, che ha attenzione per il benessere fisico e psichico di chi lo vive. Ma soprattutto sottolinea, nella società dei record che fanno notizia, l’alto valore di ogni vita “normale”, che contiene bellezza, dove sbagliare e’ possibile, ricordando a ciascuno di noi che “accanto  all’intelligenza dello studio vi è sempre l’intelligenza dell’anima”. Accogliamo perciò il suo invito a lanciare lo sguardo oltre i confini, di spazio e tempo, con ottimismo e curiosità. Per questo lo invitiamo ad un momento di confronto, affinché la sua testimonianza possa indicare la strada ai milioni di giovani che rappresentiamo con il nostro ente”.

 

Indagine sulla partecipazione/attitudine politica dei giovani adulti dell’UE

L’indagine fa parte di un progetto di ricerca volto a indagare le relazioni tra partecipazione politica e atteggiamenti politici nei giovani adulti (18-24 anni) dei Paesi dell’Unione Europea.

Per quanto riguarda la partecipazione politica, vengono analizzate due forme di partecipazione:

-convenzionale (comportamento di voto e appartenenza a un partito politico);

-non convenzionali (firmare petizioni, partecipare a manifestazioni, boicottare, condividere contenuti politici online, ecc.)

Per quanto riguarda gli atteggiamenti politici, vengono presi in considerazione due aspetti:

-l’interesse politico;

-l’efficacia politica (cioè la sensazione che l’azione politica individuale possa effettivamente avere un impatto sul processo politico).

L’indagine sarà in inglese e conterrà:

-poche domande demografiche (età, nazionalità, sesso, istruzione);

-circa 20 domande (interesse politico, efficacia e partecipazione), tratte da ricerche esistenti.

la versione completata del sondaggio è ora disponibile.

Clicca qui per partecipare!

Il sondaggio sarà aperto fino al 3 marzo 2023.

“Da 50 anni siamo la generazione del volontariato” – Leggi qui l’articolo Di Maria Cristina Pisani sull’Huffington Post

Nel corso degli anni il Servizio Civile è cresciuto, è stato riformato e rafforzato ed è oggi una risorsa preziosa per il Paese in cui convivono migliaia di enti accreditati e decine di migliaia di giovani. Ma servono maggiori risorse.

Quest’anno celebriamo i primi 50 anni dalla legge numero 722 da cui nacque il diritto all’obiezione di coscienza e dai cui si mossero i primi passi per la costituzione del Servizio civile. L’Italia è stato uno degli ultimi Paesi europei ad adottare una legge per riconoscere l’obiezione di coscienza, un successo per cui dobbiamo sicuramente ringraziare i tanti obiettori che, nonostante la diffidenza altrui, hanno coerentemente portato avanti azioni individuali molto significative. La progressiva sensibilizzazione dell’opinione pubblica portò, infatti, il 15 dicembre 1979 all’approvazione della legge sull’obiezione di coscienza che permise a tantissimi giovani di poter svolgere un servizio civile alternativo.

Si pensi che dal 1973 al 2005, anno di sospensione del servizio militare obbligatorio, sono stati quasi 800mila i giovani che hanno svolto il servizio civile per assolvere all’obbligo di leva. Un numero significativo che fa comprendere meglio l’importanza di questa nuova opportunità. Una svolta importante in questo lungo percorso arrivò nel 1998 con la legge numero 230: l’obiezione di coscienza divenne un diritto soggettivo che fino ad allora era unicamente una concessione dello Stato. Grazie a questa norma l’obiezione di coscienza diventò una vera e propria alternativa per l’adempimento di un dovere civico fornendo, nelle finalità, un modello per l’istituzione del Servizio Civile Nazionale, istituito ufficialmente nel 2001 con la legge numero 64. La prima campagna promozionale del nuovo Servizio Civile, lanciata nel 2002, apriva per la prima volta nella storia questa opportunità a tutti i giovani italiani. Qualche anno dopo, il primo gennaio 2005, venne abolita ufficialmente la leva obbligatoria.

Nel corso degli anni il Servizio Civile è cresciuto, è stato riformato e rafforzato, grazie all’impegno del governo e del Parlamento, ed è oggi una risorsa preziosa per il Paese in cui convivono l’impegno di migliaia di enti accreditati e di decine di migliaia di giovani fortemente motivati. Sono questi i valori che celebriamo, valori che non ci limitiamo a rivendicare e a declamare, ma che pratichiamo, a vario titolo, ogni giorno e in ogni azione per il nostro Paese e per i nostri giovani.

Anche nei momenti più difficili che stiamo tutt’oggi vivendo, abbiamo tutti riconosciuto i valori del servizio civile quale strumento indispensabile del sistema Paese. Da qui l’importanza di non rimandare più un intervento quanto mai decisivo dello Stato che supporti realmente il Servizio Civile e che, coinvolgendo un numero sempre più elevato di giovani a supporto di progetti ed enti nei quali le ragazze e i ragazzi possano vivere la loro esperienza di servizio alla comunità, lo renda definitivamente una politica strutturale del nostro Paese.

La precarietà dei fondi annualmente disponibili nella legge di bilancio non consente, infatti, di rendere il Servizio Civile Universale una politica strutturale del Paese, testimoniando una disattenzione politica nei confronti dei giovani e disperdendo quella capacità progettuale e operativa degli enti. I fondi destinati dal Pnrr al Servizio Civile Universale non potranno assicurare l’avvio di un contingente di 80mila giovani l’anno, se a tale obiettivo non concorreranno le leggi di stabilità degli anni a venire.

Certamente, siamo consapevoli delle sfide economiche e sociali che l’Italia attraversa in questo delicato momento; tuttavia, investire maggiori risorse sul Servizio Civile significa dare un’ulteriore risposta ai problemi e alle difficoltà del Paese, valorizzando uno strumento di inclusione sociale, di benessere per i cittadini e le comunità, di promozione della pace, e investendo nella educazione civica dei giovani e nella loro partecipazione alla vita democratica del Paese.

In questi anni, anche attraverso il nostro impegno, abbiamo lavorato a un incremento dei finanziamenti per il triennio 2021-2024, alla stabilizzazione delle risorse in Legge di Stabilità per un contingente minimo di 50mila giovani ogni anno, all’ideazione di un meccanismo di stabilizzazione delle risorse a abbiamo chiesto di incrementare gli strumenti di sostegno al sistema Servizio Civile, sia economici che organizzativi, per sostenere l’aumento del numero di operatori volontari ed a questo accompagnare l’innalzamento di qualità dei programmi e progetti.

L’istituzione della Giornata Nazionale del Servizio Civile Universale, nel 2019, ha rappresentato un passaggio storico. Il giusto riconoscimento a tanti giovani volontari del nostro Paese che quotidianamente mettono a disposizione della collettività il loro impegno, l’altruismo e la generosità, anche in momenti di assoluta emergenza. Il 15 dicembre è e sarà un momento di festa anche per tutti gli Enti del servizio civile, che con costante passione e professionalità realizzano i progetti in cui operano i giovani, e per le istituzioni tutte che hanno permesso, anche in tempi di una straordinaria situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo, di esserci e di portare il proprio fattivo contributo per un obiettivo importante.

Con orgoglio possiamo dire che siamo la generazione del volontariato. Siamo una rete pronta a sostenere il nostro Paese, senza lasciare mai nessuno indietro. Siamo, con orgoglio, Il Servizio Civile Universale.

 

Legge di bilancio, ai giovani il 5% delle risorse – Sole24Ore

Analisi CNG – Le misure ammontano a 2,035 miliardi contro i 1,03 miliardi dell’anno scorso.

“Le misure destinate a giovani in legge di Bilancio ammontano a 2,035 miliardi di euro, tra misure incrementali e nuovi stanziamenti per i giovani, pari al 5,22% del totale complessivo delle spese che si attestano sui 39 miliardi (come calcolato dalla Banca d’Italia).

E’ il Consiglio Nazionale dei Giovani ad analizzare l’impatto della manovra, quantificando in 881,4 milioni di euro le risorse destinate a quattro misure “generazionali” rivolte ai giovani tra i 16 e i 35 anni (il 2,26% del totale), ovvero provvedimenti idonei a incidere direttamente sul divario generazionali in quanto rivolti esclusivamente ai giovani. Mentre 1,154 miliardi sono indirizzati a quattro misure “potenzialmente per i giovani” (il 2,96%), cioè misure che sono destinate principalmente e non solo a loro. Un primo pacchetto di misure favorisce l’inclusione sociale e le politiche per la famiglia: comprende la riduzione dell’aliquota Iva e prodotti dell’infanzia e per la protezione dell’igiene intima femminile, la proroga per il 2023 delle agevolazioni per l’acquisto prima casa per gli under 36, l’assegno unico universale, il congedo parentale, la maternità delle atlete non professioniste. Tra le misure restanti spicca un provvedimento di sostegno al lavoro giovanile, la proroga dell’esonero contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato a favore di giovani che non hanno compiuto 36 anni, un’altra misura di orientamento e sostegno all’istruzione e alla formazione (l’incremento nel 2024 del fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio e la promozione delle competenze Stem nelle istituzioni scolastiche). Mentre per l’autoimpiego e l’imprenditorialità non è rilevata alcuna misura destinata in modo mirato ai giovani. Il totale delle misure per i giovani a Legge di Bilancio 2023 è comunque pari al doppio dello scorso anno, quando le misure per i giovani totalizzavano complessivamente 1,03 miliardi di euro, ovvero il 3,4 sul totale della manovra 2022, dopo che durante l’iter parlamentare gli originari 1,009 miliardi del Ddl furono incrementati di 22,5 milioni. Nel confronto con l’anno passato l’incidenza delle misure generazionali è sostanzialmente rimasto stabile (2,34% in Legge di Bilancio 2022 e 2,42% per il 2023), l’aumento dello stanziamento per i giovani è dovuto alle misure “potenzialmente generazionali” per l’effetto dell’incremento dell’assegno unico universale per i figli (645,8 milioni di euro) e per i figli disabili (175,4 milioni di euro).

“La Legge di Bilancio 2023 fa spazio a misure sistematizzate indirizzate a un largo bacino di destinatari – sottolinea la Presidente del CNG, Maria Cristina Pisani -, piuttosto che a interventi una tantum, che incidono su aree di interesse variegate e che, per questo, impattano su pochi beneficiari. Una scelta di priorità, e dunque, di efficienza nell’utilizzo delle risorse che apprezziamo. Riteniamo debba invece essere fatto di più sull’imprenditorialità, sull’orientamento e sulla formazione per costruire maggiori opportunità occupazionali e risolvere l’annoso tema del mismatch”.

 

 

Consiglio Nazionale dei Giovani
Via Novara n. 41 – 00198 Roma
Tel. +39 06 94523417