Autore: cng_admin

Seminario online “Il valore della sostenibilità ambientale ed economica per i giovanissimi” 31 maggio 2021, ore 17

Il Museo del Risparmio organizza un seminario online dedicato alla presentazione e alla discussione dei risultati dell’indagine “Il valore della sostenibilità ambientale ed economica per i giovanissimi”.
La ricerca, sviluppata dal Museo del Risparmio con Episteme, indaga come i ragazzi dai 13 ai 18 anni affrontino il tema della sostenibilità in senso ampio, analizzando l’impatto di fattori individuali (come il carattere), culturali (come il contesto familiare) e di contesto esterno (come la scuola, gli amici e i media).
L’evento è rivolto agli enti e ai soggetti coinvolti nella promozione dello sviluppo sostenibile e dell’educazione, ai docenti, ai genitori e a tutti coloro che siano interessati a capire come le giovani generazioni si rapportino alla sostenibilità.
In collaborazione con Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – AsviS e UN Global Compact Network Italia
Scarica qui i risultati della ricerca Il Valore della Sostenibilità Ambientale ed Economica per i giovanissimi
Programma 31 maggio
• 17.00 – 17.10 Saluti introduttivi
Maria Cristina Pisani, Presidente Consiglio Nazionale Giovani da confermare
• 17.10 – 17.30 Presentazione risultati della ricerca ““Il valore della sostenibilità ambientale ed economica per i giovanissimi”
Giovanna Paladino, Direttore e curatore Museo del Risparmio
• 17.30 – 18.15 Tavola Rotonda
Giovanni Ferri, Professore ordinario e Direttore Master in Management of Sustainable Development Goals, Università LUMSA.
Marco Frey, Presidente UN Global Compact Network Italia
Giulio Lo Iacono, Coordinatore operativo Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – AsviS
Giovanna Paladino, Direttore e curatore Museo del Risparmio
• 18.15 – 18.30 Q&A
Modalità di partecipazione:
L’appuntamento si terrà online, attraverso la Piattaforma WEBEX (Istruzioni collegamento WEBEX)
Per partecipare all’evento è necessario registrarsi tramite EventBrite cliccando QUI. Agli iscritti verrà inviato apposito link per l’accesso il giorno prima dell’evento.
Per ricevere tutte le indicazioni necessarie al collegamento scrivi a info@museodelrisparmio.it

Apertura call membri Gruppo di Lavoro “Future generazioni”

Come definito dall’Art. 28 delle NROFI, è istituito dalla Presidente Maria Cristina Rosaria Pisani il Gruppo di Lavoro “Future Generazioni”. È stato nominato Coordinatore il dott. Vittorio Dini.
Questo gruppo di lavoro nasce come risposta al problema, attualmente pressoché ignorato, della mancanza di tutele per le generazioni future. Esso opera con l’esclusivo proposito di dare voce, difendere e diffondere i temi riguardanti le generazioni non ancora nate, con gli obiettivi specifici di:

  • Promuovere il “tema” delle generazioni future, ovvero le generazioni non ancora nate
  • Monitorare l’operato dell’Organo Legislativo ed Esecutivo verso le stesse
  • Studiare connessioni con altre istituzioni in linea con lo scopo
  • Ampliare l’impatto dei progetti a tutela delle giovani e delle future generazioni.

Pertanto, si comunica l’apertura di una call per n. 10 membri. Quella della istituzione di gruppi di lavoro su tematiche ad hoc è una prassi ben consolidata, che ha sempre portato ad un importante arricchimento del dibattito interno e all’allargamento della partecipazione, oltre alla produzione di documenti di approfondimento necessari per poter supportare il CNG nell’elaborazione puntuale di proposte al Governo.
Si specifica che non si tratta di un’elezione. La selezione dei candidati avverrà su presentazione di CV e lettera motivazionale, che saranno valutati dal Coordinatore con il supporto del Segretario Generale e, successivamente, nominati dalla Presidente, come previsto nel richiamato articolo.
Al fine di garantire la più ampia partecipazione, la call è aperta ai giovani membri delle associazioni del CNG che:

  • abbiano un’età compresa tra i 18 ed i 35 anni;
  • non abbiano riportato condanne penali passate in giudicato per reato non colposo a pene detentive superiori a un anno ovvero a pene che comportino l’interdizione dai pubblici uffici superiore ad un anno.

Gli interessati sono invitati a far pervenire la documentazione richiesta via e-mail, scrivendo a segreteria@consiglionazionale-giovani.it, entro e non oltre il 25 maggio p.v. con oggetto “Candidatura Gruppo di Lavoro Future Generazioni”.

Settimana europea della gioventù 2021 – “Il nostro futuro nelle nostre mani”

Dal 24 al 30 maggio si terrà la Settimana Europea per la Gioventù 2021 con due obiettivi principali:

  • Promuovere la partecipazione dei giovani, attraverso i tre pilastri della Strategia dell’UE per la gioventù “Mobilitare, Collegare, Responsabilizzare i giovani”;
  • Sostenere la promozione della nuova generazione di programmi dell’UE per i giovani, Erasmus+|Gioventù e Corpo europeo di solidarietà.

La Settimana europea della gioventù, che si realizza ogni due anni in tutta Europa su impulso della Commissione europea, consente di promuovere le opportunità dell’UE per i giovani, discutere tematiche rilevanti, celebrare storie di successo nell’ambito dei programmi Erasmus+|Gioventù e Corpo europeo di solidarietà.
Il tema centrale della Settimana europea 2021 sarà “Il nostro futuro nelle nostre mani” e consentirà di avviare discussioni incentrate su argomenti della massima importanza per i giovani, quali:

  • Partecipazione attiva alla società, compresa la dimensione digitale:

Ecco una serie di domande da porre al centro del dibattito: – Come possono i giovani essere attivamente coinvolti nella formazione della nostra società europea, dal livello locale a quello europeo? – In che modo gli strumenti digitali possono essere di supporto, compresi i collegamenti al Piano d’azione per l’istruzione digitale 2021-2027? – Qual è il ruolo della Strategia dell’UE per la gioventù per Mobilitare, Collegare e Responsabilizzare i giovani? – In cosa consistono le nuove Attività di partecipazione dei giovani del programma Erasmus+? – Di cosa parla la Conferenza sul futuro dell’Europa?

  • Inclusione e diversità;

I giovani e gli stakeholders del settore potranno incentrare il confronto sui seguenti punti: – Come possiamo contribuire a creare una società inclusiva? – In che modo i programmi Erasmus+ e del Corpo europeo di solidarietà includono i giovani con minori opportunità? – Qual è il ruolo dell’animazione socioeducativa nel sostenere i giovani a rischio, in particolare nel contesto della pandemia da Covid-19? – Quali sono i collegamenti alle iniziative rilevanti nell’ambito dello Spazio europeo dell’istruzione?

  • Cambiamento climatico, tutela e sostenibilità ambientale;

Di seguito alcuni spunti per l’approfondimento e il dibattito: – Cosa possono fare i giovani per contribuire al Patto verde dell’UE? – Come trarre vantaggio dal 2021 Anno europeo delle ferrovie? – Di cosa tratta l’iniziativa Nuova Bauhaus europea? – Quali sono gli elementi green del nuovo Erasmus+ e del Corpo europeo di solidarietà? – Quali sono le opportunità e i progetti che promuovono la tutela dell’ambiente, la lotta al cambiamento climatico o uno stile di vita sostenibile? – Come condividere le tue opinioni e contribuire a plasmare la nuova iniziativa politica della Commissione europea sull’educazione alla sostenibilità ambientale e la Coalizione “Istruzione per il clima”?

  • Salute e ripresa.

I principali organizzatori della Settimana europea della gioventù sono le Agenzie nazionali dei Programmi Erasmus+|Gioventù e Corpo europeo di solidarietà e la rete Eurodesk. Le Agenzie nazionali hanno il compito di promuovere attività sui temi prioritari e informare i giovani sulle opportunità offerte dai Programmi europei, avvalendosi della cooperazione con la rete Eurodesk per coinvolgere il network di oltre 1.000 punti di contatto in tutta Europa, così da raggiungere i giovani di tutte le regioni. Questo approccio consente di coinvolgere nelle attività anche i giovani provenienti da zone rurali o da contesti svantaggiati.
Accanto alle attività organizzate dall’Agenzia nazionale per i giovani ed Eurodesk Italy, la Settimana europea della gioventù consente a organizzazioni giovanili, ONG, enti e responsabili di organizzare eventi per riunire giovani (13-30 anni), partecipanti ai progetti, operatori giovanili, politici, amministratori, insegnanti, ricercatori e altre parti interessate.
Nel 2021 la Settimana europea della gioventù si svolgerà prevalentemente a livello nazionale e gli eventi online saranno predominanti. Altri tipi di attività (campagne, workshop, flash-mob, eventi sportivi, attività esterne) possono essere prese in considerazione, ma valutate in relazione alle restrizioni dovute alla pandemia.
La pagina web della Settimana europea della gioventù è pubblicata sul Portale europeo per la gioventù. Sono riportati i temi, le priorità e gli obiettivi principali, mentre la sezione eventi conterrà tutte le iniziative e le attività in Europa, codificate dalle Agenzie nazionali e/o dagli Eurodesk dei Paesi partecipanti.
Sarà condotta una campagna promozionale attraverso i social media della Commissione europea, quali Facebook, Twitter e Instagram, e attraverso i canali informativi e social delle Agenzie Nazionali.
Partecipa anche tu inserendo il tuo evento sul sito europeo dedicato:

  1. Accedi a questo link e fai clic sul pulsante “Submit your event”, che viene visualizzato sotto la mappa (sezione “Eventi”)
  2. Successivamente, verrà visualizzata la pagina “EU Login”, che invita ad inserire le proprie credenziali di accesso; se non disponi di un account di accesso UE, sei invitato a crearne uno (il sistema ti guiderà in questo processo).
  3. Dopo aver effettuato correttamente l’accesso ad “EU Login”, verrà visualizzato il modulo di creazione dell’evento. Compila tutti i campi, specificando se l’evento è aperto al pubblico, carica un’immagine dell’iniziativa e fai clic sul pulsante “Invia”.

Se rispondenti alle tematiche e alle priorità indicate, ai target e al settore di riferimento, l’Agenzia Nazionale del Paese interessato validerà l’attività, rendendo in questo modo visibili sul sito europeo tutti gli eventi che si realizzano nel proprio territorio nazionale. Gli organizzatori potranno quindi utilizzare l’identità visuale della Settimana europea della gioventù, aggiungendo anche il proprio logo, per le attività di promozione dell’iniziativa.
Fatti coinvolgere! Tra il 24 e il 30 maggio 2021 organizza anche tu un’iniziativa sulle tematiche della Settimana europea della gioventù e partecipa agli eventi in programma.

PARERE SULL’AFFARE ASSEGNATO N. 621 IMPATTO DELLA DIDATTICA DIGITALE INTEGRATA (DDI) SUI PROCESSI DI APPRENDIMENTO E SUL BENESSERE PSICOFISICO DEGLI STUDENTI

PARERE SULL’AFFARE ASSEGNATO N. 621 IMPATTO DELLA DIDATTICA DIGITALE INTEGRATA (DDI) SUI PROCESSI DI
APPRENDIMENTO E SUL BENESSERE PSICOFISICO DEGLI STUDENTI
7^ COMMISSIONE ISTRUZIONE, RICERCA E BENI CULTURALI e 12^ COMMISSIONE IGIENE E SANITÀ – SENATO DELLA REPUBBLICA
LEGGI LA MEMORIA PRESENTATA DAL CONSIGLIO NAZIONALE DEI GIOVANI.
Il nostro Paese è da sempre stato contraddistinto da livelli di scolarizzazione tra i più bassi dell’Unione europea, anche con riferimento alle classi d’età più giovani. Nel 2019 in Italia il 62,1% degli adulti tra i 25 e i 64 anni possiede almeno un diploma secondario superiore: un dato di oltre 16 punti inferiore rispetto alla media UE. Secondo i dati EUROSTAT 2019, il tasso di dispersione scolastica in Italia è del 14,5% della popolazione scolastica: un dato preoccupante se si confronta con la media europea del 10,6% e se si considera che l’Italia si trova agli ultimi posti della classifica.
In questo contesto, è necessario analizzare le criticità e le opportunità che la pandemia e la necessità di garantire una continuità educativa hanno apportato.
La didattica digitale integrata (DDI) ha rappresentato insieme alla didattica a distanza (DAD) la risposta al periodo di emergenza dove era necessario escludere il contatto fisico tra le persone.
Numerosi studi hanno affermato come la DAD, seppur sia stata una scelta obbligata dalla contingenza, abbia comportato numerose difficoltà legate non solamente all’accesso alle infrastrutture tecnologiche ma altresì ha contribuito a un aumento della dispersione scolastica e una diminuzione della capacità di interazione tra gli studenti. Una formula ibrida di DAD può essere identificata nella DDI che, a differenza della prima, unisce lezioni e laboratori in modalità asincrona con momenti di lezione “tradizionale”.
Tale modalità risulta avere maggiori aspetti positivi rispetto alla mera didattica da remoto in quanto non solamente risolve (almeno in parte) le difficoltà di coinvolgimento degli studenti ma in parte innova anche il metodo di insegnamento.
L’utilizzo della didattica a distanza, anche a causa delle gravi difficoltà ambientali e tecnologiche che hanno contraddistinto questa modalità, ha portato, soprattutto nelle scuole secondarie, un evidente peggioramento dell’attenzione, dei livelli di apprendimento e dell’interazione. Tutto ciò è dovuto anche all’emergenzialità, con la quale al mutamento tecnologico delle lezioni non ha fatto seguito un mutamento della modalità e delle tecniche utilizzate.
La DDI ha il pregio di non essere sostitutiva alla didattica in presenza, ma di rappresentare una modalità complementare, che ha il vantaggio di permettere una commistione tra ore di lezione frontale e ore di laboratorio e attività diffusa, così da riuscire in parte ad innovare lo stesso concetto di apprendimento attivo.
Numerose sono, infatti, le attività asincrone che possono essere effettuate dagli studenti e che, se ben strutturate, potrebbero altresì innovare le stesse modalità di insegnamento.
Per fare ciò è però necessario lavorare su 3 aspetti che oggi rappresentano le maggiori difficoltà: la programmazione scolastica, l’idoneità degli spazi e la questione digitale.
Per quanto riguarda la prima, è necessario ripensare integralmente sia la formazione dei docenti che l’organizzazione della programmazione scolastica, prevedendo altresì nuove modalità di apprendimento misto che riescano a far convivere momenti di presenza con attività da remoto senza, tuttavia, che le une escludano le altre ma prevedendo una loro vera complementarietà.
Questa può essere l’occasione anche per prevedere un nuovo coinvolgimento degli studenti mediante una didattica che non sia rappresentata solamente dall’apprendimento di nozioni e di lezioni frontali, ma anche da un’attività pratica e di laboratorio che stimoli la creatività dei soggetti.
Servirà, altresì, verificare nuovi metodi di approccio psico-pedagogico per accompagnare gli studenti verso modelli di studio e apprendimento differenti.Numerosi studi (si veda quello prodotto dallo stesso INDIRE) confermano quanto sia strategica questa nuova modalità ma quante problematiche possano sorgere se non si investe sulla formazione del personale, sulla garanzia della privacy, sulle capacità di lavoro in gruppo, sull’aspetto tecnologico e sociale dell’impatto di queste nuove tecnologie. Risulta, altresì, evidente che, poiché le ricadute sociali ed educative hanno una differente incidenza a seconda dell’età e del contesto territoriale e sociale, è necessario predisporre politiche mirate che permettano una limitazione delle diseguaglianze di fatto.
Uno studio condotto da Almalaurea/Almadiploma rileva come solo la metà dei professori abbiano modificato il loro metodo di insegnamento e in modo volontario, effettuando una formazione da autodidatta. Lo stesso studio rileva come solo il 16% degli studenti dia un parere totalmente positivo alla didattica a distanza e nel recente studio Ipsos/Ist. Toniolo/Parole O_Stili si indicano
come le principali criticità verificate siano la minore capacità di seguire le spiegazioni, studiare e svolgere verifiche.
Inoltre, sarà necessario prevedere investimenti ingenti per mettere in sicurezza le aule e per trovare nuovi spazi che permettano una lezione sincrona senza rischi, e la possibilità invece di svolgere attività ulteriori anche in luoghi delle città e dei Comuni, mediante un nuovo patto tra enti locali e istituzioni scolastiche.
Permane sempre, altresì, la questione tecnologica sia sotto l’aspetto infrastrutturale che socioculturale. Oggi l’innovazione tecnologica rappresenta un utile strumento per superare numerose difficoltà legate all’emergenza, ma sarà necessario sempre di più intraprendere tutte le azioni possibili, anche in tema di investimenti.
Ultimi due temi che devono essere tenuti in considerazione sono la necessità che si prevedano risorse e strumenti al fine di rendere accessibile, anche a coloro che sono affetti da disabilità, l’utilizzo dei sistemi da remoto, con una applicazione effettiva della normativa di settore, nonché l’effettivo sviluppo del peer learning al fine di rendere maggiormente produttiva la modalità da
remoto.
La modalità ibrida, se ben equilibrata e organizzata, potrebbe aiutare a superare quelle difficoltà psicofisiche dipendenti dalla necessità di stare ore davanti a un PC, in condizioni non sempre ottimali, con ricadute importanti sul benessere dei più giovani.
In conclusione, ritenendo che la DDI possa rappresentare la metodologia migliore da adottare in fasi pandemiche, occorre tuttavia riorganizzare questo metodo anche per le fasi successive, provando a valorizzarne i benefici provenienti dalla dinamicità dell’insegnamento, dall’utilizzo migliore degli spazi e del tempo di lezione e dalle nuove tecniche di apprendimento, mediante un
investimento di risorse e competenze in relazione alle problematiche sopra esposte.

Presentazione dell’indagine “Condizioni e prospettive occupazionali, retributive e contributive dei giovani”

Lunedì 17 aprile alle ore 10.00, il Consiglio Nazionale dei Giovani organizza l’evento di presentazione dei risultati ottenuti dall’indagine “Condizioni e prospettive occupazionali, retributive e contributive” condotta dal CNG con il supporto di Eu.R.E.S., l’istituto di ricerca impegnato nella promozione e realizzazione di attività di studio, di formazione e di analisi applicata in campo economico, sociale e culturale.
La ricerca ha l’obiettivo di analizzare le condizioni e le prospettive occupazionali, retributive e contributive dei giovani in Italia, alla luce della più grave crisi economico-occupazionale degli ultimi decenni e della emergenza pandemica. In particolare, la vulnerabilità della condizione giovanile costituisce un aspetto ormai strutturale della società italiana, con effetti riscontrabili
anche nei processi di transizione verso l’autonomia, ostacolati dalla mancanza di opportunità e di risorse dedicate.
Pertanto, il progetto di ricerca mira a sollecitare un’attenta riflessione sulla situazione occupazionale dei giovani in Italia, con particolare riferimento alla fascia degli under 35, relativamente alle tre grandi questioni della stabilità/instabilità occupazionale, della situazione retributiva e della prospettiva previdenziale.
L’evento di presentazione si svolgerà sulla piattaforma Zoom. Per partecipare è necessario registrarsi QUI.
Leggi il programma!

Consiglio Nazionale dei Giovani
Via Adige, 26 – 00198 Roma
Tel. +39 06 94523417