La presidente del Consiglio nazionale dei Giovani smonta il mito dei ragazzi che preferiscono restare a casa, sul divano, con il reddito di cittadinanza: «Una narrazione che non corrisponde al reale, ma contribuisce a creare sfiducia».
Inseriamo in Costituzione il diritto alla felicità- L’articolo della Presidente Maria Cristina Pisani sull’Huffington Post
Gaetano Filangieri verso la fine del 1700 scrisse per la sua “Scienza della Legislazione” un’introduzione che trovo ancora oggi illuminante: “Le buone leggi sono l’unico sostegno della felicità nazionale“. Quel giovane, nonostante si trovasse dall’altro lato del mondo, e nonostante appunto la sua età, riuscì a costruire un fitto rapporto epistolare con Benjamin Franklin, proprio lui, il padre fondatore degli Stati Uniti d’America.
Il diritto al “perseguimento della felicità” fu inserito, infatti, nella Dichiarazione d’Indipendenza, proprio grazie all’ideale espresso da Filangeri, al quale Franklin aveva inviato una bozza del testo. Il filosofo napoletano sostituì il “diritto alla proprietà”, con il “diritto alla felicità”, intesa ovviamente non come uno stato d’animo personale, ma come realizzazione di un governo giusto, in grado di assicurare ad ogni cittadino la propria quota di benessere.
Se ci pensate, è una storia fantastica perché testimonia non solo il riconoscimento di valori e di diritti universali, ma soprattutto una modalità di contaminazione positiva, generazionale.
Il dialogo che dobbiamo costruire però non è un dialogo di contrapposizioni, ma di contaminazioni positive e reciproche, che passa per la costruzione di una reale parità di genere – a partire dal gender pay gap – per un equo costo del sistema pensionistico, per una progressiva riduzione del debito pubblico e per un sostegno all’occupabilità giovanile, all’orientamento e all’imprenditorialità.
Le esperienze dei Paesi europei ci mostrano come le valutazioni ex-ante e di impatto generazionale sulle politiche pubbliche abbiano incoraggiato la costruzione di nuovi Piani d’Azione e lo sviluppo di nuove misure per i giovani.
In Italia invece la fiscalità̀ a sostegno di interventi a esclusivo favore dei giovani (le cosiddette misure generazionali), si è ridotta da 1,8 miliardi di euro nella Finanziaria 2019 a 300 milioni di euro nella Finanziaria 2022. Sommando a quest’ultima anche poco più̀ di 700 milioni messi a disposizione dal PNRR (meno del 2% della dotazione annua), non si raggiunge neppure la somma di 1 miliardo di euro. Sono questi i numeri, decrescenti, sui quali dobbiamo riflettere per ridurre quel divario generazionale che si è enormemente accumulato negli ultimi 15 anni e che merita oggi una particolare attenzione per garantire a questa generazione e alle generazioni future un diritto importantissimo, quale quello alla felicità.
Clicca qui per leggere l’articolo completo della Presidente del CNG Maria Cristina Pisani pubblicato sull’Huffington Post.
“Tornare più tardi, scegliere quella università, viaggiare da sole, decidere chi amare” editoriale della Presidente Maria Cristina Pisani per Huffpost Italia
In questo editoriale per Huffpost Italia, scritto in occasione dell’8 Marzo, la Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, ha parlato molto di sé, di cosa si porta dietro e di tutte le persone che ha incontrato. Di seguito le sue parole:
“Siamo cresciute in una società maschilista, con una mentalità patriarcale che ci ha educato a sentirci inferiori, sempre un po’ meno rispetto ai nostri fratelli, ai nostri compagni di classe e ai nostri amici: “loro possono in quanto maschi”. Per noi non era mai opportuno tornare più tardi, scegliere quella università, viaggiare da sole, decidere chi amare. Non era mai il tempo, avremmo dovuto aspettare, scegliere quell’altro percorso.
Solo adesso, grazie alle battaglie di tante e tanti, finalmente ci stiamo accorgendo che così non è, che è una bugia grande come un elefante. In questi anni, non abbiamo mai perso la nostra ostinazione a batterci contro un sistema che ci vorrebbe in silenzio, di fronte a un’evidente diseguaglianza.
Anche nei luoghi di lavoro dove selezioni estetiche, commenti sessisti e soprattutto trattamenti salariali differenziati, sono pane quotidiano da ingoiare. Pane amaro, duro e vecchio, che non siamo più disposte ad accettare perché il lavoro è uno strumento essenziale di libertà, di autodeterminazione e dignità, senza il quale noi donne saremo sempre vincolate a un’alterità dalla quale dipendere.
Il diritto alla parità è anche alla base di qualsiasi contrasto culturale alla violenza. La violenza di uomini che credono di detenere un potere sulle loro compagne. Potere di determinare cosa debbano fare, come debbano vestirsi, cosa debbano desiderare per la loro vita.
Una violenza che è fisica, spesso addirittura mortale, ma è anche psicologica, verbale e sessuale, figlia di una cultura sessista. Atteggiamenti che non possiamo più tollerare. Comportamenti che oggi corrono veloci tra gli algoritmi dei social, dove commenti, messaggi e offese feriscono a volte più di un cazzotto e lasciano ferite che sanguinano dall’interno, mentre dall’esterno nessuno se ne accorge.
Noi non resteremo in attesa che si alzi pienamente il vento, quello giusto, quello che darà forza a una nuova onda, ma continueremo a rivendicare a gran voce i nostri diritti, ogni giorno.”
“Cosa Significa Oggi Essere Donna? ” : Intervista della Presidente Maria Cristina Pisani per Lei Style
In questa intervista su Lei Style, la presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, Maria Cristina Pisani, ha parlato di sé e di cosa significa oggi essere donna. Di seguito le sue parole:
“Credo che la parte migliore sia proprio essere: una questione di esistenza. Oggi ci stiamo liberando, grazie alla tenacia di molte donne, dall’imposizione stereotipata che una donna è tale solo se madre o moglie.
Le donne, oggi, possono fare la differenza nella lotta per l’uguaglianza di genere e per la giustizia sociale.
Per questo alle ragazze consiglio di ricordarsi sempre di essere libere, di fare ciò che realmente desiderano, di sperimentare, sbagliare, cadere e rialzarsi. Di perseguire verso quella direzione, nella piena consapevolezza che nessun uomo potrà dirci cosa essere o cosa desiderare, di non dare mai per scontati i risultati raggiunti.
Per questo, autonomia, consapevolezza ed esigenza di fare rete dovranno essere sempre il nostro punto di ripartenza.”