Categoria: Associazioni

Play District: creazione di spazi civici di comunità

Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio civile universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con Sport e Salute S.p.a., promuovono l’iniziativa Play District, volta al finanziamento, con un budget complessivo pari a 10 milioni di euro, di progetti proposti da Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche, con altri soggetti pubblici o privati, quali organismi sportivi, Istituzioni locali (Comuni, università, scuole, ecc.) e associazioni o organizzazioni della società civile, per la creazione di spazi civici di comunità idonei alla realizzazione di attività sportive e sociali che siano per i giovani occasione di aggregazione, integrazione, orientamento e inclusione.

L’iniziativa è rivolta a tutti i giovani di età compresa tra i 14 e i 34 anni con particolare riferimento alle categorie maggiormente a rischio di marginalizzazione, come i giovani NEET (Not In Education, Employment or Training) o provenienti da territori caratterizzati da forme di disagio diffuso di carattere sociale ed economico.

Le ASD/SSD interessate dovranno proporre progetti della durata massima di 2 anni, incentrati su attività sportive, diversificate per fasce d’età ed eventualmente per tipologia di fragilità o disabilità ed extra-sportive e sociali, quali ad esempio servizi di assistenza e sostegno psicologico, counseling e orientamento, corsi di formazione alla cittadinanza o professionali, laboratori artistici, teatrali, musicali, audiovisivi e multimediali.

Le candidature delle ASD/SSD interessate dovranno essere presentate esclusivamente attraverso la piattaforma informatica indicata nell’Avviso a partire dalle ore 12.00 del 29 luglio 2022 sino alle ore 12.00 del 30 settembre 2022.

Ulteriori informazioni sono disponibili nel sito di progetto al seguente seguente link: https://www.sportesalute.eu/spazicivici.html

 

 

 

GIOVANI E SERVIZIO CIVILE, L’INCERTEZZA DEL FUTURO INCIDE SULLA PARTECIPAZIONE

“Il servizio civile è un Istituto della Repubblica deputato alla difesa della Patria, che si realizza con mezzi ed attività non armate, ed è considerato un esempio di politica efficace ammirata in tutta Europa. Per i giovani rappresenta da sempre un’esperienza di partecipazione e di servizio al Paese, un’occasione per dare il proprio contributo alla comunità in un’età di crescita e di formazione alla vita adulta. Sono queste le caratteristiche sulle quali concentrare la comunicazione istituzionale del servizio civile, per non correre il rischio che sia invece visto e vissuto dai giovani come un’esperienza prevalentemente formativa, al pari di altre e, da questo punto di vista, meno conveniente in termini di impegno e durata”.

E’ il commento del presidente Enrico Maria Borrelli ai risultati diffusi oggi dell’indagine realizzata dalla Fondazione Amesci per approfondire le motivazioni di assenza ai colloqui di selezione dei candidati.

Lo scorso 9 marzo si è chiuso infatti il più grande bando di selezione nella storia del servizio civile, con ben 64.331 posti disponibili (nel 2021 erano 55.793: +15%), afferenti a 3.289 progetti da realizzare in Italia (3.090) e all’estero (199). Le domande di partecipazione dei giovani sono state 112.008, di cui 66.873 donne (63%) e 41.441 uomini (37%). Nel particolare sono 105.098 (1,7 domande per ogni posto disponibile) le domande presentate dai giovani tra i 18 e 28 anni per i progetti in Italia e 3.595 (3,1 domande per ogni posto disponibile), per quelli all’estero. Nonostante l’incremento dei posti messi bando sono diminuite dell’11% le domande presentate rispetto al 2021 (125.286) e desta, inoltre, preoccupazione il tasso di assenteismo al colloquio di selezione dei candidati, che si attesta intorno al 30% (quasi generalizzato per tutti gli enti).

Per analizzare le motivazioni di questo fenomeno, la Fondazione Amesci ha somministrato un questionario online ai 1.908 giovani (836 uomini e 1.072 donne) risultati assenti ai propri colloqui di selezione, ovvero il 29,33% delle candidature ricevute (in totale 6.505 di cui il 57,9% donne e il 42,1% uomini) per partecipare ai 166 progetti in Italia e i 15 progetti all’estero della Fondazione.

Al questionario hanno risposto 504 giovani (63,9% femmine, 36,1% maschi). Il 66,5% degli intervistati è in possesso di diploma di scuola superiore, il 16,1% di laurea triennale e l’8,7 di laurea magistrale, mentre il 7,5% di licenza di scuola media inferiore. Il 38,3% si dichiara studente, il 16,5% studente-lavoratore e il 22% lavoratore, il 18,8% è disoccupato in cerca di lavoro.

Guardando ai motivi di assenza a colloquio, il 41,7% ha indicato lo studio (15,7%) ed il lavoro (26%), mentre il 16% motivi personali (6,4%), di salute (4,4%) e di famiglia (5,2%). Il 22,6% dichiara di non aver ricevuto comunicazioni relative al colloquio, sebbene il bando chiarisse che l’obbligo di informazione è assolto attraverso la pubblicazione sui siti degli enti titolari dei progetti. Il 4,2% ha semplicemente cambiato idea: il 26,5% perché ha trovato lavoro (26,5%) e il 17,7% per aver valutato l’incompatibilità con altri impegni. Infine, l’80,9% ha risposto che ripresenterebbe domanda di partecipazione (si: 59,1% – forse: 21,8%), il 7,3% non la ripresenterebbe e l’11,7% non sa se la ripresenterà.

“Dall’indagine emerge che il 38% di quelli che non si presentano ai colloqui già lavora o è uno studente/lavoratore studio, il che significa che il servizio civile è un’opportunità che interessa molto i giovani, ma non sempre è conciliabile con i loro impegni e in molti casi lo scoprono dopo aver avanzato la candidatura.” osserva il Presidente della Fondazione, Enrico Maria Borrelli.

Borrelli continua evidenziando che “I canali di informazione di Amesci raggiungono oltre 2,5 milioni di utenti l’anno e per l’intera durata del bando la Fondazione ha messo in campo una massiva campagna di promozione, sia sul sito istituzionale che attraverso i canali social e i giornali. Ciò nonostante, non sembra esservi un problema di comunicazione o di appeal del sistema, quanto piuttosto di consapevolezza della scelta e di attenzione alle informazioni: l’80% dei giovani dichiara di non essere a conoscenza della possibilità di recuperare l’eventuale assenza, pur essendo tale opportunità chiaramente indicata nella medesima comunicazione con la quale sono stati informati della data del colloquio”.

A sostegno di questa ipotesi intervengono i dati degli anni passati, in cui Amesci ha registrato il 33,9% di assenti nel 2020 (ante covid) e il 21,1% nel 2021 (-12,8%) con l’introduzione dei colloqui online che hanno facilitato la partecipazione dei giovani. Nel 2022 i colloqui di Amesci si sono svolti prevalentemente online, eppure il dato delle assenze è tornato a salire significativamente rispetto al 2021 (+8,2).

“Non emergono elementi sufficienti a ritenere queste assenze ai colloqui una criticità del servizio civile, anche perché risulta essere conforme ai dati degli altri concorsi pubblici. Ma è sicuramente necessario che il Dipartimento realizzi, in occasione della pubblicazione dei bandi di selezione, una comunicazione adeguata al Servizio Civile, strumento unico per lo Stato di educare alla cittadinanza attiva e ridurre così la distanza con le istituzioni” segnala Borrelli.

“Sono mutate in realtà le motivazioni per le quali i giovani scelgono di fare servizio civile: meno voglia di impegnarsi per l’altro e più attenzione alla propria formazione e alle proprie motivazioni personali” afferma il presidente della Fondazione Amesci. Lo dimostra il significativo calo di candidature per i progetti di assistenza registrato dal Dipartimento per le Politiche giovanili e Servizio Civile Universale e, di contro, la crescita del numero di domande per i progetti di educazione e promozione culturale. “Un dato che invita tutti a prestare attenzione, per non mettere a rischio il futuro di questo istituto proprio quando si stanno festeggiando i suoi primi 50 anni di storia. E di successi”.

LEGGI I DATI EMERSI

Croce Rossa Italiana – Indagine Nazionale sui bisogni dei Giovani

La Croce Rossa Italiana, in un contesto sociale ed economico in continuo cambiamento ha ritenuto utile e necessario esplorare le attuali condizioni di vita della gioventù e rilevarne i bisogni e le necessità emergenti, al fine di poter adeguare la propria azione e capacità di risposta rispetto all’evoluzione delle esigenze delle fasce giovani della popolazione. A tale scopo, è stato predisposto un questionario, rivolto a tutti i giovani under 32, finalizzato a conoscere, a partire dall’ascolto della loro voce e delle loro istanze, quelle che sono le principali incertezze, paure, preoccupazioni e criticità che riguardano la gioventù. 
 
Questa analisi è di cruciale importanza per la Croce Rossa Italiana, in quanto i risultati dell’indagine saranno rilevanti al fine di orientare gli indirizzi strategici futuri e ridefinire le priorità di intervento dell’associazione, sulla base delle criticità empiricamente riscontrate, al fine di poter fornire risposte concrete ed efficaci ai bisogni dei giovani e alle loro vulnerabilità.
Il questionario potrà essere compilato in modalità anonima da parte di tutti coloro di età compresa tra i 14 e i 32 anni al seguente link https://crocerossaitaliana.typeform.com/indaginegiovani#u=xxxxx fino al 10 luglio 2022.

MODAVI onlus a sostegno dell’Ucraina

I volontari del Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano (Modavi Onlus) e del Comitato 10 Febbraio sono rientrati da una missione umanitaria partita il 24 marzo scorso, le cui tappe hanno toccato i confini del conflitto russo-ucraino.

I volontari delle due organizzazioni italiane hanno distribuito 12 tonnellate di beni di prima necessità, tra cui cibo e medicinali, e visitato alcuni centri di raccolta e permanenza in cui sono ospitate le persone in fuga dalla guerra in Ucraina.

“Il materiale, raccolto grazie alla straordinaria generosità degli italiani e delle associazioni della nostra rete è stato smistato nei centri di accoglienza in Romania e Moldavia e consegnato anche in Ucraina, nelle città di confine che accolgono chi scappa dai bombardamenti e dall’avanzata dell’esercito russo, soprattutto donne, bambini e anziani” – spiega Mario Pozzi, presidente nazionale del Modavi.

La colonna mobile dei volontari ha visitato Iasi e la città di Sighetu Marmatiei, al confine con l’Ucraina, campo di prima accoglienza, per portare conforto e speranza a chi ha dovuto abbandonare le proprie case e la propria terra.

“Il Comitato 10 Febbraio non poteva far mancare la propria solidarietà ai profughi ucraini perché, occupandoci di esodo, conosciamo bene cosa voglia dire abbandonare le proprie case. Ci auguriamo che i profughi non diventino esuli e possano tornare nelle proprie case e nella propria Patria nuovamente in pace” – ha aggiunto Emanuele Merlino, presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio, che pone l’attenzione sul garantire che l’integrità territoriale ucraina e i diritti di cittadinanza della popolazione siano preservati.

“Questa prima missione – conclude Pozzi – è solo l’inizio di una nuova stagione di cooperazione. Contribuire a risolvere le criticità in Europa e all’estero significa lavorare per la pace e la stabilità di tutti, compresa l’Italia”.

avis raccolta fondi

AVIS raccolta fondi a favore dell’Ucraina

Molte associazioni e organizzazioni, in questi giorni si stanno mobilitando per coordinare gli aiuti rivolti al popolo ucraino, tra cui AVIS.

Di fronte a quanto sta accadendo, AVIS ha voluto offrire il suo contributo incondizionato e manifestare concretamente la sua vicinanza e solidarietà. Per questo ha organizzato una raccolta fondi, finalizzata a finanziare l’acquisto di medicinali, dispositivi sanitari e l’attivazione di corridoi umanitari per consentire ad alcuni pazienti ucraini bisognosi di urgenti cure di proseguire le proprie terapie all’estero.

Chiunque lo desidera può dare il proprio contributo effettuando un bonifico bancario sul conto corrente:

IBAN IT 49N 02008 01601000100736058

intestato ad AVIS Nazionale, con la causale “Donatori per la pace“.

AVIS tiene a specificare che al momento non sono previste delle raccolte di sangue dedicate all’Ucraina, ma rinnova l’invito a donare regolarmente il proprio sangue e il proprio plasma perché anche in Italia il fabbisogno non cessa mai.

 

SISM a supporto dell’Ucraina

Il Segretariato Italiano Studenti in Medicina, preso atto dell’attacco in Ucraina da parte delle forze armate Russe sotto richiesta del Governo del Paese, si dichiara contrario ad ogni forma di violenza, guerra od evento che comprometta la tutela della vita, della salute, dell’accesso alle cure e dei Diritti Fondamentali dell’Uomo.

Il SISM, in quanto associazione apartitica, non ha intenzione di schierarsi a favore di nessuna delle forze coinvolte nel conflitto, quanto di porre una riflessione sull’impatto di una guerra sulla salute dei singoli individui. Il destino della salute di una persona, di una comunità o di una popolazione dipende da una molteplicità di situazioni e di livelli di responsabilità.

Il modello di Salute Globale proposto dall’OMS nel 2008 inquadra non solo i fattori che influenzano lo stato di salute degli individui e delle comunità, ma anche quelli coinvolti nella diseguale distribuzione della salute all’interno della popolazione che sono:

  • determinanti strutturali, come il contesto politico e socio-economico
  • determinanti intermedi, come le condizioni socio-ambientali e psicosociali

Non è mai ammissibile che i determinanti di salute e i diritti umani vengano in qualsiasi modo violati, eventualità che risulta però inevitabile in guerra. Il SISM, oltre che opporsi fermamente al conflitto in atto, incoraggia l’esercizio del ruolo politico e sociale dei propri associati, dei singoli, delle organizzazioni e dei propri partner per farsi portatori attivi di Pace, come Diritto Umano fondamentale e Determinante per la Salute.

Chiede inoltre a tutte le parti coinvolte di tenere conto della vitale importanza del rispetto delle International Humanitarian Law e delle Human Rights Law utili ad una convivenza globale civile e rispettosa della dignità e della salute umana.

Consiglio Nazionale dei Giovani
Via Adige, 26 – 00198 Roma
Tel. +39 06 94523417