Categoria: Comunicati Stampa

Pisani (Presidente CNG), “Giovani donne continuano ad affrontare ostacoli enormi, anche nell’accesso al mondo del lavoro”

  • Nel 2022 la retribuzione lorda media annua dei giovani (15-34 anni) lavoratori dipendenti del settore privato ammonta a 15.616 euro, pari al 68,4% della retribuzione media del totale dei lavoratori del settore (22.839 euro), con un differenziale di 7 mila euro. A fronte di una retribuzione media di 17.436 euro per la componete maschile (15-34 anni), quella femminile scende a 13.233 euro annui, con un differenziale di oltre 4 mila euro, peraltro in crescita di 188 euro rispetto al 2018, in netta controtendenza rispetto ad una prospettiva di parità.
  • Il linguaggio usato negli annunci di lavoro spesso sembra indicare una preferenza di genere, declinando soltanto al maschile la mansione ricercata, perpetuando stereotipi obsoleti.
  • I giovani di oggi, nel 2050, si troveranno a fronteggiare un’età di pensionamento che si aggira attorno ai 73,6 anni. A quell’età, l’importo della pensione previsto ammonterà in media a 1.561 euro lordi al mese, che si traduce in 1.093 euro al netto delle imposte. Il dato aggregato nasconde un divario significativo: solo 1.041 euro per le donne, contro i 1.134 euro per gli uomini

 

Roma, 7 marzo 2024 – “Una giovane donna, oggi, in Italia, non ha ancora gli strumenti per emanciparsi pienamente. Dal lavoro, allo studio, al rapporto con gli altri. Dobbiamo certamente partire dalla definizione di un contesto generale: nonostante questa sia la generazione più preparata di sempre, le giovani donne vivono un disagio maggiore dei giovani uomini, collegato alle prospettive del futuro. Le giovani donne continuano ad affrontare infatti enormi ostacoli e discriminazioni già prima di accedere al mondo del lavoro. Tra le varie offerte di lavoro l’unica ad essere declinata esclusivamente al femminile è ancora oggi quella per “segretaria”. Questo elemento è soltanto la punta, indicativa, dell’iceberg di differenze che sono impattanti sui trattamenti tra uomini e donne nel nostro Paese. Negli ultimi 10 anni la differenza salariale tra ragazzi e ragazze è addirittura cresciuta. In termini di scorrettezze le situazioni di criticità risultano più diffuse tra le giovani donne lavoratrici. Le vessazioni da loro subite hanno infatti una frequenza oltre tre volte superiore rispetto ai propri coetanei uomini. Le differenze non sono evidenti soltanto nel trattamento economico, ma anche nel trattamento umano.

È la ragione per cui occorre affiancare a un cambiamento culturale della nostra società, politiche che offrano realmente delle pari opportunità tra generi per superare oggettive disparità economiche e sociali, per trasmettere modelli paritari, per superare barriere e favorire un ammodernamento del nostro Paese, necessario per tutti/e che passa inevitabilmente attraverso la creazione di pari opportunità tra generi. L’8 marzo è per questo un’occasione cruciale per fare il punto sulla condizione femminile e pianificare azioni concrete per il futuro”. Lo afferma la Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, Maria Cristina Pisani, in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

DISCRIMINAZIONE NEL LESSICO DEGLI ANNUNCI DI LAVORO

“Uno degli aspetti più sottili ma pervasivi della discriminazione di genere risiede nel linguaggio usato negli annunci di lavoro. Spesso il titolo o il testo dell’annuncio sembrano infatti indicare nella maggior parte dei casi una preferenza di genere, declinando soltanto al maschile la mansione ricercata, laddove questa non sia già impersonale. Accade con termini come ‘addetto’, ‘operatore’, ‘tecnico’ e ‘venditore’ che troppo spesso vengono declinati soltanto al maschile, mentre l’unico caso in cui la professione presenta una declinazione esclusivamente femminile, confermando una visione tradizionale e stantia del lavoro è quello della ‘segretaria’. Nel recente rapporto realizzato dal Consiglio Nazionale dei Giovani con EU.R.E.S. su “Nuove professioni e nuove marginalità– prosegue Pisani – abbiamo analizzato numerosi annunci, constatando che la semantica utilizzata porta spesso a una preferenza di genere, maschilizzando le professioni e perpetuando stereotipi obsoleti”.

SCORRETTEZZE E VESSAZIONI SUL LAVORO

“Secondo il nostro studio, le giovani lavoratrici affrontano sfide significative retribuzioni inferiori a quelle pattuite (9,1% contro 6,7% dei maschi), il mancato pagamento del lavoro svolto (9,1% contro il 5,7%), una tipologia contrattuale non corrispondente a quella pattuita (7,4% contro il 3,8%) e, con una frequenza di oltre tre volte superiore ai propri coetanei uomini, molestie e vessazioni sul lavoro (6,6% contro l’1,9%). Queste situazioni di criticità – prosegue la Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani – sono più frequenti tra le donne, evidenziando una cultura lavorativa che richiede un cambiamento radicale. Dobbiamo lavorare insieme per creare ambienti di lavoro equi e sicuri per tutti”.

LA DIFFERENZA RETRIBUTIVA DI GENERE TRA I GIOVANI

“Ma il divario salariale di genere rimane una delle questioni più pressanti, con giovani lavoratrici che guadagnano significativamente meno dei loro coetanei maschi. Questa disparità non solo mina il principio di equità ma impedisce una piena emancipazione economica delle donne. I dati sulla retribuzione dimostrano che la strada verso la parità di genere è ancora troppo lunga”, aggiunge Pisani.

Secondo i dati che il Consiglio Nazionale dei Giovani ha elaborato con EU.R.E.S., nel 2022 la retribuzione lorda media annua dei giovani (15-34 anni) lavoratori dipendenti del settore privato (che assorbe l’88,5% dei giovani occupati, a fronte dell’11,5% del settore pubblico), ammonta a 15.616 euro, pari al 68,4% della retribuzione media del totale dei lavoratori del settore (22.839 euro), con un differenziale di 7 mila euro.  Il valore della retribuzione media scende ad appena 9.546 euro per la fascia “15-24 anni”, per attestarsi a 18.442 euro in quella “25-34 anni”.

All’interno di un quadro già complessivamente negativo, la prospettiva di genere acuisce le criticità sopra osservate: a fronte di una retribuzione media di 17.436 euro per la componete maschile (15-34 anni), quella femminile scende a 13.233 euro annui, con un differenziale di oltre 4 mila euro, peraltro in crescita di 188 euro rispetto al 2018, in netta controtendenza rispetto ad una prospettiva di parità.

Approfondendo l’analisi della retribuzione media attraverso i dati disaggregati per classi di importo, si osserva come il 45,7% delle giovani (15-34 anni) dipendenti del settore privato percepisca una retribuzione inferiore a 10 mila euro (il 28,1% “fino a 5 mila euro” e il 17,6% “tra 5 e <10 mila euro”), a fronte di un più contenuto 33,2% per i loro coetanei maschi.  Sul fronte opposto i giovani maschi con una retribuzione annua superiore a 30 mila euro rappresentano il 13% del totale, contro appena il 6,6% delle loro coetanee; analogamente risultano più numerosi i lavoratori dipendenti maschi con una retribuzione media annua compresa tra 20.000 e 29.999 euro, con una incidenza pari al 28,1% del totale, con uno scarto di dieci punti sulla componente femminile (dove scende al 18,4%).

SITUAZIONE PENSIONISTICA E DIVARIO DI GENERE

L’analisi delle proiezioni pensionistiche, calibrata sui giovani di 35 anni e tenendo conto delle tre gestioni “private” (Dipendenti, Artigiani e Gestione separata che, complessivamente, assorbono il 92,8% dei giovani nel mercato del lavoro), rivela scenari che non possono essere ignorati.

Le stime, contenute nel Rapporto “Situazione contributiva e futuro pensionistico dei giovani” elaborato dal Consiglio Nazionale dei Giovani assieme ad EU.R.E.S., indicano che, pur con una partenza media nel mercato del lavoro a 20,8 anni e considerando un periodo di discontinuità lavorativa di 15 anni, i giovani di oggi, nel 2050, si troveranno a fronteggiare un’età di pensionamento che si aggira attorno ai 73,6 anni. A quell’età, l’importo della pensione previsto ammonta in media a 1.561 euro lordi al mese, che si traduce in 1.093 euro al netto delle imposte. Tuttavia, questo dato aggregato nasconde un divario significativo: 1.134 euro per gli uomini contro 1.041 euro per le donne. Una differenza che, seppur in cifre, rappresenta un’ingiustizia radicata e multifattoriale che si protrae nel tempo.

“Questi numeri riflettono un sistema che necessita di un’urgente riforma. La disparità di genere nel contesto pensionistico – ha aggiunto la Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, Pisani – è il culmine di una serie di disuguaglianze che le donne affrontano lungo tutto l’arco della vita lavorativa, dal divario retributivo alle minori opportunità di avanzamento professionale, fino alla penalizzazione dovuta a periodi di assenza dal lavoro per motivi familiari o di cura. Sono dati che lanciano un chiaro monito: se non agiamo ora, le disuguaglianze diventeranno ancora più evidenti domani. E questo, inevitabilmente, avrà ricadute negative anche sulla nostra economia”.

Potenza è la Città italiana dei Giovani 2024

Napoli, 1 marzo – È Potenza la Città italiana dei Giovani 2024. L’annuncio è stato fatto poco fa a Napoli, Città che si è fregiata del titolo lo scorso anno, dalla Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani Maria Cristina Pisani, dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e dal Commissario straordinario dell’Agenzia italiana per la Gioventù, Federica Celestini Campanari. Le altre finaliste erano Catania, Jesolo, Pisa e Teramo.

Il premio è stato ritirato dal Sindaco del Comune di Potenza, Mario Guarente, alla presenza del Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che ha ospitato la premiazione a Napoli, quale città dei giovani 2023.

Il Premio è un’iniziativa di grande rilievo promossa dal Consiglio Nazionale dei Giovani in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Agenzia Italiana per la Gioventù, che mira a stimolare l’engagement attivo dei giovani nelle politiche locali e nei processi decisionali a livello territoriale, riconoscendo e valorizzando l’impegno delle città italiane in questo ambito.

“Questo riconoscimento rappresenta un impegno per il futuro, un invito a continuare a lavorare per creare opportunità inclusive e stimolanti per i nostri giovani. Potenza ha dimostrato con il suo progetto di avere una visione chiara su come valorizzare le energie e le idee dei giovani, trasformando la città in un laboratorio vivente di innovazione sociale e culturale. Questo è l’esempio di come le città possano diventare protagoniste del cambiamento, promuovendo l’attivismo civico e l’empowerment giovanile”. Lo ha dichiarato la Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, Maria Cristina Pisani.

“Voglio ringraziare tutte le città che hanno partecipato – ha aggiunto Pisani – e mi auguro che possano comunque sfruttare appieno il percorso avviato con questa candidatura, per mostrare come l’engagement giovanile possa effettivamente fare la differenza nella costruzione di comunità più forti, resilienti e inclusive.
Il merito di questi progetti, e soprattutto del progetto che ha vinto, è stato quello di avviare percorsi di coprogettazione delle politiche pubbliche”.

“La progettualità dei Comuni deve essere sviluppata e messa a disposizione della gioventù attraverso partecipazione, opportunità, ascolto – ha sottolineato il ministro Abodi –. È quello che stiamo cercando di fare anche attraverso il Servizio Civile Universale, il Progetto Rete e Spazi civici di comunità che è dedicato in particolare ai ragazzi che sono in difficoltà. Considero questa giornata come un tappeto elastico per fare un salto di livello indicando il lavoro che da oggi deve essere realizzato e sviluppato non soltanto dalla città vincitrice, ma anche dalle altre che hanno partecipato a questa competizione”.

“Napoli è un esempio per tutta Italia per la promozione della partecipazione e il coinvolgimento dei giovani. Sta dando spazio alle organizzazioni giovanili per decidere insieme quale futuro tracciare per la città. È stato durissimo scegliere la città vincitrice di questa nuova edizione perché abbiamo ricevuto dei progetti di grande valore. Con tutti coloro che lavorano nel mondo dei giovani stiamo cercando di offrire un’immagine di istituzioni che hanno davvero la voglia di dialogare e avviare percorsi di partecipazione democratica e di codecisione”, ha affermato il commissario straordinario dell’Agenzia Italiana per la Gioventù Federica Celestini Campanari.

Alla presentazione ha preso parte anche il Consigliere di Presidenza Delegato, Vincenzo Riemma.

Per le città finaliste erano presenti: Viviana Lombardo, Assessora alle Pari Opportunità e alle Politiche Giovanili del Comune di Catania; Luca Zanotto, Vicesindaco del Comune di Jesolo; Frida Scarpa, Assessora allo Sport e alle politiche giovanili del Comune di Pisa; Alessandra Ferri, Assessora allo Sport e alle Politiche Giovanili del Comune di Teramo.

La Giuria, oltre ai tre enti promotori, era composta da Marco Carrara, giornalista RAI, e conduttore televisivo, dai Professori Luciano Monti, Chiara Saraceno e Raffaele Savonardo.

Città italiana dei giovani 2024: Catania, Jesolo, Pisa, Potenza e Teramo in lizza per il prestigioso riconoscimento

Roma, 12 febbraio 2024 – Catania, Jesolo, Pisa, Potenza e Teramo sono le cinque città finaliste per l’edizione 2024 del Premio Città Italiana dei Giovani, un’iniziativa di grande rilievo promossa dal Consiglio Nazionale dei Giovani in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Agenzia Italiana per la Gioventù, che mira a stimolare l’engagement attivo dei giovani nelle politiche locali e nei processi decisionali a livello territoriale, riconoscendo e valorizzando l’impegno delle città italiane in questo ambito.

Queste le parole della Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, Maria Cristina Pisani: “Le città finaliste di questa edizione hanno avuto il merito, attraverso i loro progetti, di rafforzare e valorizzare non solo il ruolo cruciale dei giovani nella definizione delle scelte pubbliche delle nostre comunità territoriali, ma anche di testimoniare l’importanza fondamentale dell’impegno degli enti locali nel promuovere politiche orientate a rispondere alle esigenze ed alle aspettative delle giovani generazioni. 

Il premio, che realizziamo in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale e l’Agenzia Italiana per la Gioventù, rappresenta un riconoscimento del lavoro sinergico tra i vari livelli di governance e un incentivo per rafforzare ulteriormente queste collaborazioni vitali nella costruzione di processi virtuosi di coinvolgimento e partecipazione giovanile.

Tutte le città hanno dimostrato, attraverso i loro progetti, la capacità di saper ascoltare, coinvolgere e implementare politiche innovative attraverso il protagonismo dell’associazionismo giovanile. Un impegno importante per costruire comunità pronte ad affrontare il futuro con determinazione e visione. Ci auguriamo che, anche in questa occasione, come è stato per Napoli nel 2023, il Premio possa essere da incoraggiamento per tutti gli enti locali a investire risorse, energie e creatività nelle politiche giovanili. Il coinvolgimento diretto dei giovani nei processi decisionali è infatti essenziale per garantire che le loro voci siano ascoltate e che le loro idee e visioni diventino parte integrante del tessuto sociale ed economico delle nostre città”.

Apprendo con piacere la notizia che l’edizione di quest’anno del Premio Città Italiana dei Giovani vedrà impegnate ben cinque finaliste. Mi complimento ha dichiarato il Ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi  con le amministrazioni comunali di Catania, Jesolo, Pisa, Potenza e Teramo per aver messo piacevolmente in difficoltà la Commissione esaminatrice e il sistema a tre finaliste, solitamente utilizzato. Questo testimonia la bontà dei progetti presentati e racconta un sempre maggior impegno da parte dei Comuni nel mettere al centro della propria agenda civica le giovani generazioni.

L’auspicio è quello di continuare a migliorare la collaborazione con le realtà locali che operano sul territorio, con l’obiettivo non solo di promuovere politiche pubbliche in favore dei giovani, ma anche favorire una sempre maggior inclusione di ragazze e ragazzi all’interno dei processi decisionali della nostra Nazione.

Rivolgo quindi i miei migliori auguri alle cinque città coinvolte in previsione della fase finale della competizione, confidando che anche i non vincitori utilizzino le progettualità valorizzando il lavoro svolto. A questo proposito, prendo personalmente l’impegno con le Amministrazioni Comunali di organizzare un incontro nelle rispettive sedi, per un confronto che sono certo sarà propositivo e proficuo. Colgo l’occasione per augurare buon lavoro a tutti i membri della giuria impegnata nella valutazione, ringraziandoli per il prezioso contributo”.

Il Premio Città italiana dei Giovani ci offre ancora una volta la possibilità di riflettere sull’importanza innanzitutto dei legami e delle relazioni. Le città, anche le più grandi, sono il luogo in cui sperimentiamo la bellezza di essere insieme una comunità, una comunità a misura di tutti, piccoli e adulti, giovani e famiglie. Desideriamo che le nostre città siano sempre più luoghi in cui rimettere in gioco talenti, energie e risorse per costruire, giorno per giorno, il senso del noi. Vogliamo allora augurare alle cinque finaliste di questo anno di essere realtà con la capacità di tenere insieme e di accompagnare, di attivare e promuovere percorsi di partecipazione, di custodire e di andare verso tutti” ha aggiunto Federica Celestini Campanari, Commissario straordinario dell’Agenzia Italiana per la Gioventù.

Oltre che dai tre enti promotori, la Giuria, che ha valutato le candidature pervenute, è composta da Marco Carrara, giornalista RAI e conduttore di Timeline su Rai 3; Luciano Monti, professore di Politiche dell’Unione Europea presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma; Chiara Saraceno, sociologa e filosofa, già docente di Sociologia della famiglia presso l’Università di Trento; Raffaele Savonardo, docente di “Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi” e Coordinatore del corso di laurea in Comunicazione pubblica, sociale e politica presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Il vincitore del Premio Città Italiana dei Giovani 2024 sarà annunciato il 1° marzo 2024 a Napoli, Città vincitrice della precedente edizione, durante una cerimonia nel corso della quale verranno presentati i progetti e le iniziative delle città finaliste.

Il Consiglio Nazionale Giovani a Rio de Janeiro

“Gettare ponti”: con questo obiettivo, come riportato dall’Agenzia Internazionale Stampa Estero, una delegazione del Consiglio Nazionale Giovani, composta dalla presidente Maria Cristina Pisani, dal consigliere di presidenza con delega agli esteri Maicol Pizzicotti Busilacchi e dalla segretaria generale Sofia Fiorellini, si trova in questi giorni in visita a Rio de Janeiro.

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Il 65% degli italiani vuole più giovani in politica e nelle Istituzioni

Maria Cristina Pisani: “Serve un cambiamento culturale e normativo per riconoscere e valorizzare il ruolo dei giovani nelle istituzioni, abbattendo le barriere che ne limitano la partecipazione attiva”

Dopo la nomina del 34enne Primo Ministro Francese Attal, per il 65% degli italiani i “giovani dovrebbero avere più spazio anche in politica e nelle istituzioni”. A rilevarlo è un sondaggio realizzato dal Consiglio Nazionale dei Giovani e dall’Istituto Piepoli. Il dato è ancora più alto per i segmenti di popolazione tra i 18 e i 34 anni (81%) e tra i 35 e i 54 (72%). L’opinione cambia per gli over 54, dove il 50% ritiene che per governare e amministrare serva più esperienza di quella che ha un giovane.

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