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Europee 2024, al voto il 47% dei giovani rispetto al 43% degli over 54. Solo l’8% degli under 35 si ritiene molto soddisfatto del dibattito

Roma, 5 aprile 2024 – Una recente indagine del Consiglio Nazionale dei Giovani (CNG), realizzata in collaborazione con l’Istituto Piepoli, rivela un quadro importante: alle prossime elezioni europee il 47% dei giovani italiani si è detto propenso a votare. Il dato è positivo se si tiene conto che l’affluenza complessiva probabile è stimata al 45%, con un dato più basso per gli over 54 al 43%.

Considerando che nel 2019 la partecipazione al voto è stata del 54,5 % e che, invece, da queste stime l’affluenza complessiva prevista sembrerebbe in flessione, confermando un trend complessivo di discesa negli ultimi 15 anni, opposto al trend generale europeo che ha visto aumentare la partecipazione, il dato di partecipazione giovanile conferma i risultati dell’indagine Eurobarometro sulle ultime elezioni europee che mostrano, infatti, come nel 2019 l’aumento complessivo dell’affluenza alle urne è stato determinato principalmente dalle giovani generazioni in tutta l’UE. In particolare, i giovani cittadini sotto i 25 anni (+14 punti percentuali sul 2014) e i 25-39enni (+12 punti percentuali sul 2014), con un’affluenza complessiva alle passate elezioni europee del 50,6%, la più alta dal 1994, con 19 Stati membri.

Dallo studio, eseguito su un campione rappresentativo della popolazione italiana, emerge, inoltre, come per gli under 35 i temi affrontati nella campagna elettorale non riflettano le proprie preoccupazioni e priorità. Solo l’8% dei giovani, infatti, si ritiene molto soddisfatto dal dibattito politico sulle Europee, mentre 6 giovani su 10 reputano che quest’ultimo non stia affrontando adeguatamente le criticità e le esigenze che vivono.

Il dato scende ulteriormente se ad essere presi in considerazione sono solo gli under 25, considerando il campione 18-24, infatti, è solo il 33% (molto + abbastanza) ad essere soddisfatto almeno in parte. Salgono così a 7 su 10 i giovani che ritengono che non si stiano affrontando adeguatamente criticità ed esigenze. Dato di molto inferiore a quello della fascia 35-54 dove la percentuale raggiunge il  50%.

Per i giovani, i temi su cui il dibattito si deve orientare sono, invece, innanzitutto quelli relativi a lavoro e occupazione (39%), a cui seguono, in ordine di preferenza, scuola e università (18%), formazione post-scuola/università (18%) per lo sviluppo di nuove competenze professionali, e il cambiamento climatico (9%). Questi dati rivelano un urgente bisogno di riorientare il focus del dibattito politico verso questioni che hanno un impatto diretto sul futuro professionale e personale di ragazze e ragazzi.

Commento della Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, Maria Cristina Pisani: “I dati che abbiamo rilevato sull’intenzione di voto dimostrano, ancora una volta, che sono soprattutto le giovani generazioni a voler contribuire alle scelte collettive, non solo del nostro Paese ma anche dell’Unione Europea, attraverso l’esercizio del diritto di voto. In una percentuale, il 47%, che addirittura supererebbe quella degli over 54, pari al 43%, e che potrebbe determinare così un aumento dell’affluenza complessiva alle prossime europee che risulterebbe pari al 45%. Per questo, il dato sulla partecipazione giovanile è importante, in linea con i risultati delle ultime elezioni europee, che mostrano come anche nel 2019 l’aumento dell’affluenza alle urne sia stato determinato principalmente dalla partecipazione delle giovani generazioni in tutta l’UE.

È la dimostrazione che sono per lo più i giovani a voler esercitare con responsabilità il loro diritto al voto, anche se solo l’8% dei giovani si ritiene molto soddisfatto dal dibattito di queste settimane sulle europee, ma, nonostante ciò, mostrano, ancora una volta, la volontà di contribuire alle scelte collettive non solo del nostro Paese ma anche dell’Unione Europea, indicando delle priorità chiare: lavoro e occupazione (39%), seguiti, in ordine di preferenza, da scuola e università (18%) e formazione post-scuola/università (18%) per lo sviluppo di nuove competenze professionali, e cambiamento climatico.

È la ragione per cui sarà necessario un sempre maggiore loro coinvolgimento nelle prossime settimane, sia in termini di individuazione di priorità, sia di elettorato attivo che passivo, considerando che anche a livello europeo la media dell’età degli eletti italiani continua ad essere alta, circa 49,2 anni. Un trend che deve essere invertito, considerando l’ampia volontà delle giovani generazioni di essere pienamente incluse nei processi decisionali per affrontare quelle che sono, a loro avviso, le maggiori criticità che vivono e che indicano con particolare chiarezza come urgenze e priorità”.

Per leggere il comunicato.

Parte la nuova trasmissione realizzata dal Consiglio Nazionale dei Giovani: da lunedì 8 aprile su Radio Radio “Giovani informa-Ti”

Roma, 3 aprile 2024 – Il Consiglio Nazionale dei Giovani (CNG) è lieto di annunciare il lancio del nuovo programma radiofonico “Giovani informa-Ti”, un appuntamento settimanale dedicato alla divulgazione delle opportunità offerte dalle associazioni giovanili e dalle istituzioni nazionali ed europee alle giovani generazioni. Il programma debutterà lunedì 8 aprile alle ore 18 sull’emittente Radio Radio, con l’obiettivo di creare un canale di informazione costante e puntuale per i giovani.
In un’epoca in cui le politiche giovanili rivestono un ruolo cruciale nel contesto nazionale, il Consiglio Nazionale dei Giovani intende avvicinare i giovani alle numerose opportunità di crescita personale e professionale disponibili, attraverso una serie di incontri e approfondimenti trasmessi su canali di comunicazione sia istituzionali che non. L’iniziativa si propone di colmare il gap informativo esistente, incentivando la partecipazione attiva dei giovani alle iniziative a loro dedicate.
Ospiti della prima puntata saranno la Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, Maria Cristina Pisani, il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e le organizzazioni giovanili del CNG.
Il programma si articolerà in 8 puntate della durata di due ore ciascuna, che andranno in onda tutti i lunedì nei mesi di aprile e maggio ed esploreranno temi cruciali quali le nuove professioni e le competenze future, il benessere, l’arte, lo sport, la sostenibilità, il servizio civile e le opportunità europee.
“Questo spazio – ha dichiarato la Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani – sarà un’occasione per i giovani di informarsi e scoprire come sfruttare al meglio le opportunità a loro disposizione, stimolando al contempo una riflessione sulle politiche giovanili. Ospiteremo, di volta in volta, esponenti del mondo istituzionale, dell’impresa, della cultura e dello sport, che condivideranno le loro esperienze e visioni, arricchendo il dibattito e fornendo ai giovani nuove prospettive. Tuttavia, sarà soprattutto lo spazio riservato alle organizzazioni giovanili e ai giovani stessi, ragazze e ragazzi, a dominare il programma, trasformandolo in un vero e proprio laboratorio di idee e progetti per il futuro”.
La trasmissione “Giovani informa-Ti” potrà essere seguita su Radio Radio (FM-DAB), Radio Radio TV canale 253 del Digitale Terrestre Nazionale, attraverso l’APP di Radio Radio scaricabile su app.radioradio.itdisponibile su Google Play e Apple Store e in streaming su www.radioradio.it e su tutte le piattaforme multimediali.

Capitale Europea dei Giovani 2027, Pisani (Presidente CNG): “Parma in finale, risultato straordinario di un percorso partecipato”

Roma, 26 marzo – “La scelta di Parma tra le città finaliste rappresenta un ulteriore e importante passo di un cammino comune intrapreso dall’Amministrazione Comunale insieme, tra gli altri, al Consiglio Nazionale dei Giovani. L’entusiasmo del sindaco Michele Guerra e dell’Assessora Beatrice Aimi è stato contagioso e ha dato vita a un processo partecipativo in cui sono stati proprio i giovani a essere protagonisti. Con questo risultato, Parma si propone come modello di innovazione e inclusione per tutta Europa,” afferma Maria Cristina Pisani, Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, dopo aver appreso dell’annuncio che vede Parma tra le finaliste per il titolo di Capitale Europea dei Giovani 2027, sottolineando l’importanza del lavoro sinergico tra il CNG e l’Amministrazione Comunale di Parma.
“Parma ha saputo sviluppare un progetto ambizioso che pone al centro la partecipazione giovanile, anche attraverso l’introduzione della valutazione d’impatto generazionale. Quest’ultima rappresenta un’innovazione significativa nel panorama delle politiche giovanili, per cui il CNG si batte da tempo. La valutazione delle politiche, unita a una costante inclusione dei giovani e degli organismi che li rappresentano, rappresenta la giusta strategia per lavorare a lungo termine per il benessere delle future generazioni.
Con Parma finalista – conclude Pisani – si apre ora l’ultima fase di questo entusiasmante percorso. Continueremo a lavorare insieme, con la stessa passione e determinazione, per portare avanti un modello che già oggi risulta vincente in Italia e in Europa.”

Pisani (Presidente CNG), “Giovani donne continuano ad affrontare ostacoli enormi, anche nell’accesso al mondo del lavoro”

  • Nel 2022 la retribuzione lorda media annua dei giovani (15-34 anni) lavoratori dipendenti del settore privato ammonta a 15.616 euro, pari al 68,4% della retribuzione media del totale dei lavoratori del settore (22.839 euro), con un differenziale di 7 mila euro. A fronte di una retribuzione media di 17.436 euro per la componete maschile (15-34 anni), quella femminile scende a 13.233 euro annui, con un differenziale di oltre 4 mila euro, peraltro in crescita di 188 euro rispetto al 2018, in netta controtendenza rispetto ad una prospettiva di parità.
  • Il linguaggio usato negli annunci di lavoro spesso sembra indicare una preferenza di genere, declinando soltanto al maschile la mansione ricercata, perpetuando stereotipi obsoleti.
  • I giovani di oggi, nel 2050, si troveranno a fronteggiare un’età di pensionamento che si aggira attorno ai 73,6 anni. A quell’età, l’importo della pensione previsto ammonterà in media a 1.561 euro lordi al mese, che si traduce in 1.093 euro al netto delle imposte. Il dato aggregato nasconde un divario significativo: solo 1.041 euro per le donne, contro i 1.134 euro per gli uomini

 

Roma, 7 marzo 2024 – “Una giovane donna, oggi, in Italia, non ha ancora gli strumenti per emanciparsi pienamente. Dal lavoro, allo studio, al rapporto con gli altri. Dobbiamo certamente partire dalla definizione di un contesto generale: nonostante questa sia la generazione più preparata di sempre, le giovani donne vivono un disagio maggiore dei giovani uomini, collegato alle prospettive del futuro. Le giovani donne continuano ad affrontare infatti enormi ostacoli e discriminazioni già prima di accedere al mondo del lavoro. Tra le varie offerte di lavoro l’unica ad essere declinata esclusivamente al femminile è ancora oggi quella per “segretaria”. Questo elemento è soltanto la punta, indicativa, dell’iceberg di differenze che sono impattanti sui trattamenti tra uomini e donne nel nostro Paese. Negli ultimi 10 anni la differenza salariale tra ragazzi e ragazze è addirittura cresciuta. In termini di scorrettezze le situazioni di criticità risultano più diffuse tra le giovani donne lavoratrici. Le vessazioni da loro subite hanno infatti una frequenza oltre tre volte superiore rispetto ai propri coetanei uomini. Le differenze non sono evidenti soltanto nel trattamento economico, ma anche nel trattamento umano.

È la ragione per cui occorre affiancare a un cambiamento culturale della nostra società, politiche che offrano realmente delle pari opportunità tra generi per superare oggettive disparità economiche e sociali, per trasmettere modelli paritari, per superare barriere e favorire un ammodernamento del nostro Paese, necessario per tutti/e che passa inevitabilmente attraverso la creazione di pari opportunità tra generi. L’8 marzo è per questo un’occasione cruciale per fare il punto sulla condizione femminile e pianificare azioni concrete per il futuro”. Lo afferma la Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, Maria Cristina Pisani, in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

DISCRIMINAZIONE NEL LESSICO DEGLI ANNUNCI DI LAVORO

“Uno degli aspetti più sottili ma pervasivi della discriminazione di genere risiede nel linguaggio usato negli annunci di lavoro. Spesso il titolo o il testo dell’annuncio sembrano infatti indicare nella maggior parte dei casi una preferenza di genere, declinando soltanto al maschile la mansione ricercata, laddove questa non sia già impersonale. Accade con termini come ‘addetto’, ‘operatore’, ‘tecnico’ e ‘venditore’ che troppo spesso vengono declinati soltanto al maschile, mentre l’unico caso in cui la professione presenta una declinazione esclusivamente femminile, confermando una visione tradizionale e stantia del lavoro è quello della ‘segretaria’. Nel recente rapporto realizzato dal Consiglio Nazionale dei Giovani con EU.R.E.S. su “Nuove professioni e nuove marginalità” – prosegue Pisani – abbiamo analizzato numerosi annunci, constatando che la semantica utilizzata porta spesso a una preferenza di genere, maschilizzando le professioni e perpetuando stereotipi obsoleti”.

SCORRETTEZZE E VESSAZIONI SUL LAVORO

“Secondo il nostro studio, le giovani lavoratrici affrontano sfide significative retribuzioni inferiori a quelle pattuite (9,1% contro 6,7% dei maschi), il mancato pagamento del lavoro svolto (9,1% contro il 5,7%), una tipologia contrattuale non corrispondente a quella pattuita (7,4% contro il 3,8%) e, con una frequenza di oltre tre volte superiore ai propri coetanei uomini, molestie e vessazioni sul lavoro (6,6% contro l’1,9%). Queste situazioni di criticità – prosegue la Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani – sono più frequenti tra le donne, evidenziando una cultura lavorativa che richiede un cambiamento radicale. Dobbiamo lavorare insieme per creare ambienti di lavoro equi e sicuri per tutti”.

LA DIFFERENZA RETRIBUTIVA DI GENERE TRA I GIOVANI

“Ma il divario salariale di genere rimane una delle questioni più pressanti, con giovani lavoratrici che guadagnano significativamente meno dei loro coetanei maschi. Questa disparità non solo mina il principio di equità ma impedisce una piena emancipazione economica delle donne. I dati sulla retribuzione dimostrano che la strada verso la parità di genere è ancora troppo lunga”, aggiunge Pisani.

Secondo i dati che il Consiglio Nazionale dei Giovani ha elaborato con EU.R.E.S., nel 2022 la retribuzione lorda media annua dei giovani (15-34 anni) lavoratori dipendenti del settore privato (che assorbe l’88,5% dei giovani occupati, a fronte dell’11,5% del settore pubblico), ammonta a 15.616 euro, pari al 68,4% della retribuzione media del totale dei lavoratori del settore (22.839 euro), con un differenziale di 7 mila euro.  Il valore della retribuzione media scende ad appena 9.546 euro per la fascia “15-24 anni”, per attestarsi a 18.442 euro in quella “25-34 anni”.

All’interno di un quadro già complessivamente negativo, la prospettiva di genere acuisce le criticità sopra osservate: a fronte di una retribuzione media di 17.436 euro per la componete maschile (15-34 anni), quella femminile scende a 13.233 euro annui, con un differenziale di oltre 4 mila euro, peraltro in crescita di 188 euro rispetto al 2018, in netta controtendenza rispetto ad una prospettiva di parità.

Approfondendo l’analisi della retribuzione media attraverso i dati disaggregati per classi di importo, si osserva come il 45,7% delle giovani (15-34 anni) dipendenti del settore privato percepisca una retribuzione inferiore a 10 mila euro (il 28,1% “fino a 5 mila euro” e il 17,6% “tra 5 e <10 mila euro”), a fronte di un più contenuto 33,2% per i loro coetanei maschi.  Sul fronte opposto i giovani maschi con una retribuzione annua superiore a 30 mila euro rappresentano il 13% del totale, contro appena il 6,6% delle loro coetanee; analogamente risultano più numerosi i lavoratori dipendenti maschi con una retribuzione media annua compresa tra 20.000 e 29.999 euro, con una incidenza pari al 28,1% del totale, con uno scarto di dieci punti sulla componente femminile (dove scende al 18,4%).

SITUAZIONE PENSIONISTICA E DIVARIO DI GENERE

L’analisi delle proiezioni pensionistiche, calibrata sui giovani di 35 anni e tenendo conto delle tre gestioni “private” (Dipendenti, Artigiani e Gestione separata che, complessivamente, assorbono il 92,8% dei giovani nel mercato del lavoro), rivela scenari che non possono essere ignorati.

Le stime, contenute nel Rapporto “Situazione contributiva e futuro pensionistico dei giovani” elaborato dal Consiglio Nazionale dei Giovani assieme ad EU.R.E.S., indicano che, pur con una partenza media nel mercato del lavoro a 20,8 anni e considerando un periodo di discontinuità lavorativa di 15 anni, i giovani di oggi, nel 2050, si troveranno a fronteggiare un’età di pensionamento che si aggira attorno ai 73,6 anni. A quell’età, l’importo della pensione previsto ammonta in media a 1.561 euro lordi al mese, che si traduce in 1.093 euro al netto delle imposte. Tuttavia, questo dato aggregato nasconde un divario significativo: 1.134 euro per gli uomini contro 1.041 euro per le donne. Una differenza che, seppur in cifre, rappresenta un’ingiustizia radicata e multifattoriale che si protrae nel tempo.

“Questi numeri riflettono un sistema che necessita di un’urgente riforma. La disparità di genere nel contesto pensionistico – ha aggiunto la Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, Pisani – è il culmine di una serie di disuguaglianze che le donne affrontano lungo tutto l’arco della vita lavorativa, dal divario retributivo alle minori opportunità di avanzamento professionale, fino alla penalizzazione dovuta a periodi di assenza dal lavoro per motivi familiari o di cura. Sono dati che lanciano un chiaro monito: se non agiamo ora, le disuguaglianze diventeranno ancora più evidenti domani. E questo, inevitabilmente, avrà ricadute negative anche sulla nostra economia”.

Potenza è la Città italiana dei Giovani 2024

Napoli, 1 marzo – È Potenza la Città italiana dei Giovani 2024. L’annuncio è stato fatto poco fa a Napoli, Città che si è fregiata del titolo lo scorso anno, dalla Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani Maria Cristina Pisani, dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e dal Commissario straordinario dell’Agenzia italiana per la Gioventù, Federica Celestini Campanari. Le altre finaliste erano Catania, Jesolo, Pisa e Teramo.

Il premio è stato ritirato dal Sindaco del Comune di Potenza, Mario Guarente, alla presenza del Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che ha ospitato la premiazione a Napoli, quale città dei giovani 2023.

Il Premio è un’iniziativa di grande rilievo promossa dal Consiglio Nazionale dei Giovani in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Agenzia Italiana per la Gioventù, che mira a stimolare l’engagement attivo dei giovani nelle politiche locali e nei processi decisionali a livello territoriale, riconoscendo e valorizzando l’impegno delle città italiane in questo ambito.

“Questo riconoscimento rappresenta un impegno per il futuro, un invito a continuare a lavorare per creare opportunità inclusive e stimolanti per i nostri giovani. Potenza ha dimostrato con il suo progetto di avere una visione chiara su come valorizzare le energie e le idee dei giovani, trasformando la città in un laboratorio vivente di innovazione sociale e culturale. Questo è l’esempio di come le città possano diventare protagoniste del cambiamento, promuovendo l’attivismo civico e l’empowerment giovanile”. Lo ha dichiarato la Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, Maria Cristina Pisani.

“Voglio ringraziare tutte le città che hanno partecipato – ha aggiunto Pisani – e mi auguro che possano comunque sfruttare appieno il percorso avviato con questa candidatura, per mostrare come l’engagement giovanile possa effettivamente fare la differenza nella costruzione di comunità più forti, resilienti e inclusive.
Il merito di questi progetti, e soprattutto del progetto che ha vinto, è stato quello di avviare percorsi di coprogettazione delle politiche pubbliche”.

“La progettualità dei Comuni deve essere sviluppata e messa a disposizione della gioventù attraverso partecipazione, opportunità, ascolto – ha sottolineato il ministro Abodi –. È quello che stiamo cercando di fare anche attraverso il Servizio Civile Universale, il Progetto Rete e Spazi civici di comunità che è dedicato in particolare ai ragazzi che sono in difficoltà. Considero questa giornata come un tappeto elastico per fare un salto di livello indicando il lavoro che da oggi deve essere realizzato e sviluppato non soltanto dalla città vincitrice, ma anche dalle altre che hanno partecipato a questa competizione”.

“Napoli è un esempio per tutta Italia per la promozione della partecipazione e il coinvolgimento dei giovani. Sta dando spazio alle organizzazioni giovanili per decidere insieme quale futuro tracciare per la città. È stato durissimo scegliere la città vincitrice di questa nuova edizione perché abbiamo ricevuto dei progetti di grande valore. Con tutti coloro che lavorano nel mondo dei giovani stiamo cercando di offrire un’immagine di istituzioni che hanno davvero la voglia di dialogare e avviare percorsi di partecipazione democratica e di codecisione”, ha affermato il commissario straordinario dell’Agenzia Italiana per la Gioventù Federica Celestini Campanari.

Alla presentazione ha preso parte anche il Consigliere di Presidenza Delegato, Vincenzo Riemma.

Per le città finaliste erano presenti: Viviana Lombardo, Assessora alle Pari Opportunità e alle Politiche Giovanili del Comune di Catania; Luca Zanotto, Vicesindaco del Comune di Jesolo; Frida Scarpa, Assessora allo Sport e alle politiche giovanili del Comune di Pisa; Alessandra Ferri, Assessora allo Sport e alle Politiche Giovanili del Comune di Teramo.

La Giuria, oltre ai tre enti promotori, era composta da Marco Carrara, giornalista RAI, e conduttore televisivo, dai Professori Luciano Monti, Chiara Saraceno e Raffaele Savonardo.

Città italiana dei giovani 2024: Catania, Jesolo, Pisa, Potenza e Teramo in lizza per il prestigioso riconoscimento

Roma, 12 febbraio 2024 – Catania, Jesolo, Pisa, Potenza e Teramo sono le cinque città finaliste per l’edizione 2024 del Premio Città Italiana dei Giovani, un’iniziativa di grande rilievo promossa dal Consiglio Nazionale dei Giovani in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Agenzia Italiana per la Gioventù, che mira a stimolare l’engagement attivo dei giovani nelle politiche locali e nei processi decisionali a livello territoriale, riconoscendo e valorizzando l’impegno delle città italiane in questo ambito.

Queste le parole della Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, Maria Cristina Pisani: “Le città finaliste di questa edizione hanno avuto il merito, attraverso i loro progetti, di rafforzare e valorizzare non solo il ruolo cruciale dei giovani nella definizione delle scelte pubbliche delle nostre comunità territoriali, ma anche di testimoniare l’importanza fondamentale dell’impegno degli enti locali nel promuovere politiche orientate a rispondere alle esigenze ed alle aspettative delle giovani generazioni. 

Il premio, che realizziamo in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale e l’Agenzia Italiana per la Gioventù, rappresenta un riconoscimento del lavoro sinergico tra i vari livelli di governance e un incentivo per rafforzare ulteriormente queste collaborazioni vitali nella costruzione di processi virtuosi di coinvolgimento e partecipazione giovanile.

Tutte le città hanno dimostrato, attraverso i loro progetti, la capacità di saper ascoltare, coinvolgere e implementare politiche innovative attraverso il protagonismo dell’associazionismo giovanile. Un impegno importante per costruire comunità pronte ad affrontare il futuro con determinazione e visione. Ci auguriamo che, anche in questa occasione, come è stato per Napoli nel 2023, il Premio possa essere da incoraggiamento per tutti gli enti locali a investire risorse, energie e creatività nelle politiche giovanili. Il coinvolgimento diretto dei giovani nei processi decisionali è infatti essenziale per garantire che le loro voci siano ascoltate e che le loro idee e visioni diventino parte integrante del tessuto sociale ed economico delle nostre città”.

“Apprendo con piacere la notizia che l’edizione di quest’anno del Premio Città Italiana dei Giovani vedrà impegnate ben cinque finaliste. Mi complimento – ha dichiarato il Ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi – con le amministrazioni comunali di Catania, Jesolo, Pisa, Potenza e Teramo per aver messo piacevolmente in difficoltà la Commissione esaminatrice e il sistema a tre finaliste, solitamente utilizzato. Questo testimonia la bontà dei progetti presentati e racconta un sempre maggior impegno da parte dei Comuni nel mettere al centro della propria agenda civica le giovani generazioni.

L’auspicio è quello di continuare a migliorare la collaborazione con le realtà locali che operano sul territorio, con l’obiettivo non solo di promuovere politiche pubbliche in favore dei giovani, ma anche favorire una sempre maggior inclusione di ragazze e ragazzi all’interno dei processi decisionali della nostra Nazione.

Rivolgo quindi i miei migliori auguri alle cinque città coinvolte in previsione della fase finale della competizione, confidando che anche i non vincitori utilizzino le progettualità valorizzando il lavoro svolto. A questo proposito, prendo personalmente l’impegno con le Amministrazioni Comunali di organizzare un incontro nelle rispettive sedi, per un confronto che sono certo sarà propositivo e proficuo. Colgo l’occasione per augurare buon lavoro a tutti i membri della giuria impegnata nella valutazione, ringraziandoli per il prezioso contributo”.

“Il Premio Città italiana dei Giovani ci offre ancora una volta la possibilità di riflettere sull’importanza innanzitutto dei legami e delle relazioni. Le città, anche le più grandi, sono il luogo in cui sperimentiamo la bellezza di essere insieme una comunità, una comunità a misura di tutti, piccoli e adulti, giovani e famiglie. Desideriamo che le nostre città siano sempre più luoghi in cui rimettere in gioco talenti, energie e risorse per costruire, giorno per giorno, il senso del noi. Vogliamo allora augurare alle cinque finaliste di questo anno di essere realtà con la capacità di tenere insieme e di accompagnare, di attivare e promuovere percorsi di partecipazione, di custodire e di andare verso tutti” ha aggiunto Federica Celestini Campanari, Commissario straordinario dell’Agenzia Italiana per la Gioventù.

Oltre che dai tre enti promotori, la Giuria, che ha valutato le candidature pervenute, è composta da Marco Carrara, giornalista RAI e conduttore di Timeline su Rai 3; Luciano Monti, professore di Politiche dell’Unione Europea presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma; Chiara Saraceno, sociologa e filosofa, già docente di Sociologia della famiglia presso l’Università di Trento; Raffaele Savonardo, docente di “Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi” e Coordinatore del corso di laurea in Comunicazione pubblica, sociale e politica presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Il vincitore del Premio Città Italiana dei Giovani 2024 sarà annunciato il 1° marzo 2024 a Napoli, Città vincitrice della precedente edizione, durante una cerimonia nel corso della quale verranno presentati i progetti e le iniziative delle città finaliste.

Consiglio Nazionale dei Giovani
Via Adige, 26 – 00198 Roma
Tel. +39 06 94523417