Questo pomeriggio si è svolta la prima giornata locale di dialogo tra politica, giovani e istituzioni di “Generation Europe”, un progetto triennale, ideato dall’International Association for Education and Exchange nell’ambito del programma Erasmus+, con lo scopo di incoraggiare la cittadinanza attiva a livello europeo. Questo progetto ha coinvolto circa 30 organizzazioni giovanili di 15 Paesi europei.
I ragazzi coinvolti nel progetto in una prima fase hanno analizzato i problemi sociali che investono le loro rispettive realtà locali. Questa fase veniva poi alternata a incontri internazionali nella quali i ragazzi si sono confrontati sulle problematiche rilevate e grazie all
e organizzazioni coinvolte sono riuscite ad avere anche un dialogo con le istituzioni ed hanno individuato chiavi di azione sul territorio.
Il progetto mira dunque a stimolare la cittadinanza attiva, in una prospettiva europea, per combattere i movimenti antidemocratici e populisti e riaffermare i valori della democrazia, della libertà e dei diritti umani tra i giovani che appartengono alla generazione della crisi economica, dell’ingiustizia sociale e dell’incertezza del futuro.
Tra gli obiettivi più specifici, quello di coinvolgere i giovani che sono stati esclusi dalla partecipazione politica, tentando di riavvicinarli ai processi decisionali. Particolare attenzione viene data inoltre ai giovani provenienti da aree rurali o con background migratori, attraverso il coinvolgimento di organizzazioni impegnate localmente.
Nella foto la Presidente impegnata in uno dei gruppi di lavoro gestiti dai giovani partecipanti.
L’Italia ospita il primo Global Youth Leader’s Summit
Siamo orgogliosi che l’Italia ospiterà il primo Global Youth Leaders’ Summit.
Giovani leader da tutto il mondo saranno i protagonisti di una due giorni di incontri con ospiti nazionali ed internazionali con cui ci confronteremo per evidenziare il ruolo dei giovani su temi di grande importanza a livello globale quali ambiente, sostenibilità, cittadinanza attiva, partecipazione democratica, cultura.
Puoi partecipare e diventare protagonista del cambiamento!
Per maggiori informazioni su candidature e programma clicca QUI oppure contatta il Consiglio Nazionale dei Giovani.
16th INTERNATIONAL YOUTH CONFERENCE A KRUSHEVO: ONLINE I RISULTATI
Report in inglese: CLICCA QU
Pisani: “Serve un piano straordinario per i giovani europei: difendiamo Erasmus+”
L’articolo della Presidente Maria Cristina Pisani sull’Huffington Post! 👇👇👇
“In questi giorni l’intricata questione Brexit ha trascinato con sé anche quella che è stata definita l’uscita del Regno Unito dal programma Erasmus+ che coinvolge moltissimi giovani. La scorsa settimana la Camera dei Comuni ha, infatti, negato il rinnovo automatico del progetto. La decisione definitiva sarà presa nei prossimi mesi e riguarderà il futuro di tantissimi studenti universitari per i prossimi anni 2021-2027.
Come hanno ben detto i ragazzi di Erasmus Student Network Italia, la decisione è però un brutto segnale non solo per i giovani britannici ma per tutti i ragazzi europei, per i quali il programma Erasmus rappresenta una delle più significative opportunità di crescita personale e di formazione.
Il paradosso è che negli scorsi mesi, a livello europeo, in occasione della riunione congiunta del Consiglio dei Ministri delle Finanze e dell’Istruzione, come Consiglio Nazionale dei Giovani, avevamo chiesto a gran voce, insieme al Forum Europeo della Gioventù, in collaborazione con i Consigli dei Giovani degli Stati membri, di garantire maggiori opportunità di apprendimento per i giovani in ogni angolo d’Europa, attraverso un maggiore investimento nel prossimo programma Erasmus.
Questo perché la mobilità, gli scambi, le attività di cooperazione giovanile facilitano non solo l’acquisizione di competenze e conoscenze ma aiutano anche a costruire una comune identità, supportando il complesso processo di integrazione europea.
Per questo, la questione non riguarda solo strettamente l’educazione e l’istruzione ma è centrale per il futuro delle giovani generazioni. Non è un caso che un giovane su tre che partecipa al programma proviene da contesti svantaggiati e l’accrescimento degli scambi, anche attraverso le attività delle organizzazioni giovanili, ha contribuito, in tutta Europa, alla creazione di società più inclusive.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo ultimo discorso di fine anno, ha ribadito la mancanza di certezze e prospettive per le nuove generazioni. Invertire questa tendenza è uno sforzo che non può escludere nessuno: le istituzioni nazionali ed europee, le agenzie formative, il mondo del terzo settore e della politica, le famiglie; siamo tutti chiamati a prenderci in carico il futuro delle giovani generazioni.
Non si tratta di fare scelte giovanilistiche o di assolvere a un obbligo morale nei confronti di una generazione. La scommessa che insieme siamo chiamati a vincere è quella di costruire le basi per un nuovo modello di Europa che non può non passare dalla crescita di chi dovrà governarlo ed abitarlo.
Il punto però non è livellare i background. Il passato è il luogo dove risiede la saggezza. Il punto è cercare di capire come rafforzare il senso d’appartenenza primario, che è, gioco forza, quello dello Stato in cui si nasce e cresce, e quello secondario, che è figlio di una più razionale percezione civica del nostro essere Europa.
In questo processo, la mobilità giovanile è uno strumento importantissimo anche per noi che abbiamo imparato molto presto i benefici di un’Europa unita, che non riusciamo a immaginare quanto possa realmente essere complesso vivere in un agglomerato di Stati.
Per questo, è terribilmente necessario creare un piano straordinario a favore dei giovani europei. Occorre offrire opportunità di studio, di lavoro e di crescita professionale, che diano ai tanti nostri giovani talenti la possibilità di rischiare e di innovare.
A più di 60 anni dalla firma dei Trattati di Roma, che hanno sancito il primo passo verso un’idea, oggi smarrita, di unione di donne e uomini in Europa, c’è il desiderio, quasi una necessità, di contribuire a non disperdere lo sforzo straordinario di una generazione che ha saputo ostinatamente definire, nonostante le emergenze e le difficoltà, la propria identità.
Per questo, occorrerà fare tutto il necessario per non privare migliaia di giovani di un diritto, quello all’esperienza Erasmus, che offre loro un’opportunità unica, quella di studiare, lavorare e formarsi in una prospettiva indispensabile di cooperazione e di scambio reciproco.”
“Giovani, partecipazione, lavoro e formazione” intervista alla Presidente del CNG
La costituzione del Consigli Nazionale dei Giovani “E’ un risultato importantissimo per le associazioni giovanili del nostro Paese. Il nostro impegno e la nostra caparbietà consegnano alle organizzazioni giovanili e alle giovani generazioni uno strumento utilissimo per partecipare alla vita pubblica.
[…]Ho appreso la difficoltà di molti giovani che pur se perennemente in fuga, sono decisamente pronti pronti a guidare il proprio destino e a prendere in mano quello dell’Italia. […] Oggi viviamo un tempo difficile in cui disillusione e individualismo sembrano dominare. Ma è anche un’epoca in cui si cercano forme nuove di aggregazione, socialità, partecipazione.
Ho sempre respinto la retorica che vuole dipingere le giovani generazioni come dominate dall’individualismo e dal disimpegno civile. Temo che sia solo una comoda rappresentazione di chi, dall’alto di qualche anno in più, fatica a comprendere identità e dinamiche relazionali mutate da una società che rigetta gabbie ideologiche precostituite e da inedite forme di aggregazione, condizionate anche dalla diffusione delle nuove tecnologie”
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Il video-messaggio della Presidente per l’Assemblea Nazionale dei Giovani della Croce Rossa Italiana
“Voglio ringraziare i ragazzi e le ragazze dei Giovani della Croce Rossa Italiana per avermi invitato alla loro Assemblea Nazionale, in corso, a Taranto e Gabriele Bellocchi per il lavoro che svolge nel Consiglio Nazionale Giovani. Oggi parliamo di sesso, ragazzi under 18 e test HIV. Tre elementi diversi tra loro che quando si incrociano generano una situazione assai delicata. Perché i minorenni hanno rapporti sessuali spesso non protetti ma non hanno nessuna voglia di parlarne. Una pericolosa abitudine che aumenta il rischio di contrarre malattie a trasmissione sessuale, come quella causata dal virus HIV, e i ragazzi non sanno come affrontare il problema. In una situazione del genere il primo passo dovrebbe essere sottoporsi al test. Facile? No, perché in Italia la legge attualmente vieta ai minori di fare l’esame senza il consenso di chi esercita la potestà. Per questo stiamo lavorando a una proposta di legge che consenta ai minorenni di accedere anche senza consenso genitoriale. Se facciamo capire l’importanza di “arrivare prima”, i ragazzi impareranno a prevenire. Perché un ragazzo che si sente libero di sottoporsi al test, senza stigma né limitazioni, sarà un maggiorenne più responsabile. Perché dobbiamo insegnare ai ragazzi e alle ragazze ad amare liberamente, consapevolmente.
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