Categoria: Notizie

Contest “Andata e ritorno”. Un viaggio alla scoperta dei giovani italiani che lavorano nel mondo

Il Contest internazionale “Andata e Ritorno” è un’iniziativa del Consiglio Nazionale dei Giovani che mira a promuovere gli scambi tra giovani generazioni di paesi differenti e a favorire un confronto sui temi del lavoro e delle esperienze professionali, stimolando attraverso lo sviluppo di un progetto originale una crescita di consapevolezza e una maggiore comprensione della cultura e tradizione italiana. La partecipazione al Contest “Andata e Ritorno” rappresenta infatti, principalmente, un’opportunità unica per promuovere la comprensione interculturale, per esprimere creatività e ispirare azioni concrete. 

La scadenza per partecipare al contest è stata il 30 settembre 2025.

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XI Ciclo del Dialogo dell’UE con i Giovani: incontro on-line

Lo scorso gennaio è stato inaugurato l’XI Ciclo del Dialogo dell’UE con i Giovani, che si concluderà il 30 giugno 2026. Il tema di questo nuovo Ciclo è “Connettere l’UE con i Giovani” e sarà condotto sotto il trio di Presidenza di Polonia, Danimarca e Cipro. Questo ciclo mira a rafforzare il senso di appartenenza dei giovani all’Unione Europea e a garantire il loro coinvolgimento nelle politiche giovanili.

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Gli Stati Generali delle Politiche Giovanili 2025

Il Consiglio Nazionale dei Giovani, in collaborazione con il Ministro per lo Sport e i Giovani e l’Agenzia Italiana per la Gioventù, organizza gli Stati Generali delle Politiche Giovanili, un evento dedicato ai giovani, che si terrà dall’11 al 13 luglio, a  Catania, Città italiana dei Giovani 2025.

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Contrastare le disuguaglianze di genere e generazionali: strumenti, opportunità e buone prassi

Si è tenuto il 20 maggio 2025, online, un importante webinar dal titolo “Contrastare le disuguaglianze di genere e generazionali: strumenti, opportunità e buone prassi”, promosso dal Dipartimento della Funzione pubblica nell’ambito delle iniziative della Community OGP Italia, (impegno D8 del 6° NAP). L’appuntamento ha segnato l’inizio di una campagna permanente di sensibilizzazione e comunicazione sulle disuguaglianze di genere e generazionali. L’evento ha accolto esperti e figure istituzionali di rilievo e il dibattito moderato da Beatrice Bernardini (Task Force OG DFP) ha posto le basi per una riflessione condivisa e concreta all’interno della Pubblica Amministrazione e della società civile.

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Giovani e relazioni sentimentali: un giovane su due ha vissuto relazioni oppressive Pisani: “Per il 69% delle giovani donne le relazioni sentimentali sono vissute con ansia”

Rapporto del Consiglio Nazionale dei Giovani (Cng), con il supporto dell’Istituto Piepoli: il 48% degli under 34 ha sperimentato rapporti “turbolenti”. Tra i 18 e i 24 anni la percentuale sale al 56%.

Un giovane su due ha avuto almeno una relazione oppressiva nella propria vita, percentuale che nella fascia 18-24 anni diventa addirittura maggioritaria, raggiungendo quota 56%. È quanto hanno dichiarato i giovani tra i 18 e i 34, interpellati dal Consiglio Nazionale dei Giovani, con il supporto tecnico dell’Istituto Piepoli. «Abbiamo voluto ascoltare i giovani per sapere cosa pensano dell’amore, come lo vivono, quali paure, pressioni, aspettative condizionano le loro relazioni. Perché è lì, tra le pieghe dell’intimità quotidiana, che si annidano gli squilibri di potere, le insicurezze, le prime forme di abuso psicologico», ci spiega Maria Cristina Pisani, Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani (Cng) che ha condiviso in anteprima con Avvenire i dati di quest’ultima rilevazione.

Non solo molti giovani adulti under 34 hanno sperimentato rapporti tossici, ma ancora troppi, il 15% di quelli ascoltati, dichiara di trovarsi tuttora in una relazione con un partner geloso e in parte oppressivo. Un malessere diffuso che si riscontra anche nelle dichiarazioni di sei giovani su dieci per i quali in generale le relazioni sentimentali di oggi sono vissute con ansia: il dato più alto si registra tra i giovanissimi (63% nella fascia 18-24 anni) e le donne, dove coloro che hanno questa percezione sono il 69% a fronte del 48% rilevato invece tra i giovani uomini. «La sensazione diffusa di forme di ansia, soprattutto, nelle relazioni tra giovanissimi, è un campanello di allarme che non può essere ignorato – specifica Pisani –. Ed è per questo importante accompagnare i ragazzi e le ragazze nella crescita affettiva e relazionale e a non ignorare la trasversalità della violenza che ha numerose sfaccettature e maschere, non è soltanto manifesta come quella fisica, ma può essere anche psicologica e verbale».

Eppure, a fronte di un’apparente capacità di riconoscere il dominio dell’ansia nelle relazioni degli altri, solo il 15% degli intervistati dice di percepire ansia nella propria relazione individuale: ossia un valore quattro volte inferiore rispetto a quando il focus si sposta sul piano collettivo e sull’osservazione del fenomeno. «I dati raccolti ci restituiscono un messaggio inequivocabile. Cresce la consapevolezza tra i giovani, ma persiste una profonda difficoltà nel riconoscere tempestivamente i segnali di una relazione tossica», commenta la presidente. Secondo il Consiglio, la forbice tra stati d’ansia percepiti individualmente e quelli a livello collettivo potrebbe indicare, infatti, una tendenza a minimizzare il disagio personale o una maggiore consapevolezza critica nei confronti delle relazioni osservate attorno a sé. A sostegno di questa tesi anche il dato su come reagiscono i ragazzi di fronte a queste problematiche. Oltre il 60% dichiara di aver “gestito” la relazione oppressiva parlandone con il partner, solo il 22% ha chiesto aiuto a un amico, mentre ben il 20% ha ignorato il problema. Ad accettarlo passivamente, però, sono meno le donne (il 14%) degli uomini (il 25%). «Colpisce in particolare il divario di genere nella percezione. Le ragazze avvertono maggiormente i segnali di una relazione ansiosa e manifestano maggiormente la capacità di saper chiedere aiuto», continua Pisani. Le donne, infatti, non solo tendono a ignorare di meno cosa sta succedendo, ma dimostrano anche maggiore capacità di chiedere aiuto: lo fa il 36% di loro rispetto al 10% dei coetanei maschi che si sono trovati in situazioni simili.

La diffusione di relazioni sentimentali segnate dal controllo e dall’ansia è un dato che non può certamente essere trascurato a fronte dell’allarmante numero di femminicidi che hanno segnato le cronache recenti: «Il fenomeno della violenza contro le donne continua a ripetersi perché non basta intervenire sull’emergenza. Occorre intervenire strutturalmente, risalire alle radici, alla cultura, ai modelli relazionali che iniziano a formarsi fin dall’adolescenza. È per questo che come Cng abbiamo scelto di promuovere un’indagine sulle relazioni sentimentali tra i ragazzi italiani. Per capire, ascoltare, prevenire». Conoscere questi meccanismi – si augura Pisani – può essere il primo passo per cambiarli, perché «la violenza non è un destino, ma l’esito estremo di un percorso fatto di disuguaglianze normalizzate, di stereotipi mai decostruiti, di relazioni basate sul controllo e sul possesso anziché sul rispetto reciproco». Cambiare è urgente: «C’è una generazione che ha bisogno di nuovi strumenti per amare ed essere amata in modo sano. La lotta alla violenza comincia dalla scuola, dalla famiglia, dalle parole che scegliamo, dalle relazioni che costruiamo».

 

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Consiglio Nazionale dei Giovani
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Tel. +39 06 94523417