Oggi è prevista l’Audizione dei rappresentanti del Consiglio Nazionale dei Giovani in Commissione Lavoro e Previdenza Sociale del Senato sull’Indagine conoscitiva sui canali di ingresso nel mondo del lavoro e sulla formazione professionale dei giovani: stage, tirocinio e apprendistato.
Il Consigliere di Presidenza del Consiglio Nazionale dei Giovani, Enrico Pulieri, ha segnalato che l’impatto della pandemia sul nostro Paese è stato devastante, poiché ha aggravato soprattutto la situazione già molto fragile della fascia dei giovani under 35. La crisi ha portato ad un aumento del tasso di disoccupazione giovanile; all’abbandono per molti giovani dei percorsi formativi; alla diminuzione dei contratti di apprendistato, che ha indicato come uno strumento fondamentale per poter investire sui giovani; e poi, non da ultimo, il fenomeno drammatico dei NEET, che rappresenta per il Paese una vera emergenza, che arriva a costare addirittura un punto percentuale di PIL per ogni milione di giovani, che non studia, non si forma e non cerca lavoro.
Ha ritenuto lodevole l’iniziativa degli Sportelli Giovani, che muove dallo stanziamento della legge di bilancio 2022, teso all’istituzione di servizi per i giovani nei centri per l’impiego. Per lo sviluppo delle prospettive future di crescita, è fondamentale, quindi, supportare i giovani per l’ingresso nel mondo del lavoro. Ha evidenziato la difficile conciliabilità dei percorsi formativi, non solo quelli universitari, ma il mondo della formazione in generale con le esigenze del mondo del lavoro.
Il Consiglio Nazionale dei Giovani ha condotto, e sta conducendo, delle ricerche, utilizzando l’indicatore European Skills Index (ESI), sviluppato dal Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale, al fine di valutare il sistema di formazione delle competenze. Stando agli ultimi risultati, l’Italia è all’ultimo posto nella classifica dei Paesi dell’area europea: su 31 Paesi analizzati, l’Italia è al 24° posto per lo sviluppo delle competenze, ultimo per la loro attivazione e 27° per la loro integrazione nel mercato del lavoro.
Tuttavia, questa situazione non è considerabile solo una temporanea emergenza giovanile, causata dalla crisi pandemica. Già l’Agenza 2030 ONU, nel target 8.6, indicava come obiettivo cruciale quello della diminuzione dei NEET, che rappresentano una massa di capitale umano inutilizzato.
Ha, poi, richiamato il tema della transizione digitale, che sta trasformando rapidamente il mondo del lavoro e cui il sistema della formazione deve adeguarsi, fornendo competenze spendibili. Ha individuato come misure necessarie la promozione nelle Università di una ristrutturazione dei percorsi formativi, il potenziamento dei canali di ingresso dei percorsi formativi professionalizzanti, i programmi professionalizzanti con contratto di apprendistato, lo strumento del tirocinio formativo, che rappresenta una grande opportunità, nonostante abbia denunciato che sia spesso sfruttato come surrogato a basso costo dei contratti di lavoro. A tal proposito, ha rammentato che lo stesso Parlamento europeo ha condannato la pratica degli stage, dei tirocini e degli apprendistati non retribuiti, invitando gli Stati a varare delle misure comuni per introdurre uno strumento giuridico comune e per garantire una remunerazione equa per gli stagisti.
In questo quadro, ha sollecitato anche una definizione di una cornice nazionale che armonizzi gli aspetti retributivi e normativi in tutte le regioni, in quanto attualmente si registrano discontinuità.
Inoltre, ha citato Garanzia Giovani, ricordando la sua importanza per il collegamento tra la formazione e il lavoro, ma ha segnalato la necessità di una revisione per superarne le criticità.
Sempre in maniera positiva ha giudicato la recente apertura dell’apprendistato nelle Pubbliche Amministrazioni, il cosiddetto Programma Dottorato in PA, che introduce il contratto di apprendistato di terzo livello nella pubblica amministrazione.
Sul fronte dell’esperienza, ha richiamato la necessità di fare seri passi avanti nella direzione del riconoscimento delle soft skills, le competenze non formali.
Il tema della transizione tra il mondo della scuola e dell’università e del lavoro è complesso e richiede una strategia ampia e multilivello. Ha espresso la disponibilità del Consiglio Nazionale dei Giovani di rendersi partecipe di questi processi funzionali, che permettono a tutti i giovani di interfacciarsi al mondo del lavoro.
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