Il messaggio della Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani: «questi giorni ci invitano a riscoprire ciò che ci rende più autentici: la speranza non è mai un atto di resa, ma un potente motore di rinascita»
Sono certa che ognuno di noi, negli ultimi giorni, abbia redatto il proprio bilancio personale dell’anno che si è appena concluso: guardando indietro, recuperando gli istanti più significativi, sorridendo ai traguardi raggiunti, agli impegni rinnovati, agli affetti consolidati, soffrendo per ciò che ha perso, ciò a cui ha rinunciato o che ha rimandato a buoni propositi per il nuovo anno.
Per tutti, però, quello che ci siamo lasciati alle spalle è stato un anno intenso, segnato da giornate che ci lasciano un’eredità complessa e carica di sfide, in una stagione storica così complicata che solo l’amore può aiutarci ad affrontare, l’amore per noi e per gli altri. Un anno di conflitti, difficoltà, che ci hanno costretti a confrontarci con immagini sempre più drammatiche; un anno di crisi economiche e di emergenze sociali che hanno alimentato, ancora, un clima di instabilità e incertezza per un futuro che per definizione lo è, ma che per la nostra generazione lo è stato un po’ di più. A noi è toccato andare avanti per tentativi, in una competizione che è diventata globale, trascinandoci dietro quell’incertezza per ciò che siamo oggi, per ciò che saremo domani, per ciò che il mondo sarà, in un perenne stato di dubbio e precarietà.
Continua sul sito del Corriere.