Autore: cng_admin

Presentata la nuova ricerca del Consiglio Nazionale dei Giovani: Giovani NEET in Italia, disparità e sfide tra Aree Urbane e Rurali

Maria Cristina Pisani (Presidente CNG), “Necessarie politiche pubbliche per supportare i NEET e accompagnarli verso una formazione e un’occupazione di qualità”.

 

Roma, 22 luglio 2024 – Il Consiglio Nazionale dei Giovani ha presentato oggi i risultati della ricerca “LOST IN TRANSITION: Motivazioni, significati ed esperienza dei giovani in condizione di NEET: un confronto tra aree metropolitane e aree interne”. La ricerca, condotta con il supporto tecnico dell’IREF, esplora le diverse realtà vissute dai giovani NEET (Not in Education, Employment, or Training) italiani, tra i 18 e i 29 anni, fornendo un’analisi approfondita delle loro esperienze e delle sfide affrontate in contesti urbani e rurali.

La ricerca ha evidenziato significative differenze tra giovani NEET delle aree metropolitane e rurali in termini di accesso all’istruzione, autonomia economica, attivazione sociale e politica, e interazioni sociali. Le esperienze di vita di questi giovani sono variegate, con alcuni che adottano strategie di iperattivismo per crearsi opportunità, mentre altri sperimentano una paralisi dovuta alla precarietà del mercato del lavoro. La fiducia nelle proprie capacità e nelle istituzioni risulta erosa da processi sociali e culturali complessi.

Principali risultati:

  1. Disparità Educative: Sono state rilevate significative differenze educative tra la popolazione urbana e quella rurale. Solo il 9,6% dei NEET nelle aree rurali possiede una laurea o un diploma accademico, contro il 65,3% nelle aree urbane. Questo dato sottolinea una marcata disparità nell’accesso all’istruzione superiore tra le diverse aree del Paese.
  2. Autonomia Economica: Quasi il 50% dei NEET nelle aree metropolitane dichiara di essere economicamente indipendente, utilizzando spesso i guadagni per emanciparsi dalla famiglia. Al contrario, nelle aree interne, i giovani NEET tendono a dipendere maggiormente dal supporto familiare.
  3. Attivazione Sociale e Politica: Più della metà del campione mostra alti livelli di attivazione sociale, politica o imprenditoria informale, con differenze significative tra le aree metropolitane e quelle interne. In particolare, i NEET metropolitani sono più attivi nell’economia informale e nella partecipazione a reti sociali e politiche.
  4. Motivazioni e Attribuzioni di Responsabilità: Le motivazioni per la condizione di NEET variano. Molti intervistati descrivono la loro esperienza come una “pausa sabbatica” (29,9%), con una percentuale più alta nelle aree metropolitane (39,7%). Altri motivi includono la necessità di collaborare al sostegno familiare (20,5%) o la disponibilità di risorse finanziarie (13%). La sfiducia nel mercato del lavoro e i carichi familiari sono motivi prevalenti nelle aree interne. Per quanto riguarda la formazione, diversi NEET desiderano svolgere attività legate al proprio percorso di studio (42,6%) o apprendere un mestiere (37,8%). Molti, comunque, non perseguono tali attività per scelta di un periodo “sabbatico” (33%%) o sfiducia nel trovare un percorso formativo (21,4%). I NEET intervistati attribuiscono la responsabilità della propria condizione principalmente all’offerta di lavoro (45%, soprattutto nelle aree metropolitane) e a se stessi (30,4%, soprattutto nelle aree interne).
  5. Lavoro sommerso: Il 74,8% dei NEET ha svolto “lavoretti in nero” nell’ultimo mese. Nelle aree metropolitane, l’88,9% dei NEET è coinvolto in attività informali, mentre nelle aree interne la percentuale scende al 53,6%.
  6. Interazioni Sociali e Sportive: I NEET delle aree metropolitane hanno maggiori interazioni sociali quotidiane rispetto ai loro omologhi delle aree interne. Il 72,5% dei NEET metropolitani incontra gruppi di pari quasi ogni giorno, rispetto al 53,2% nelle aree interne. Simili differenze si riscontrano nell’attività sportiva quotidiana (59,3% contro 34%) e nel tempo trascorso giocando ai videogiochi (58,8% contro 35%).
  7. Esperienze e Significati: Le esperienze dei giovani NEET sono viste come transizioni o passaggi di vita che cambiano, evolvono e si orientano tra processi socio-economici complessi e strategie di adattamento individuali. L’analisi per cluster ha identificato due principali tipi di esperienza NEET: “mettersi ancora in gioco” e “mettersi per ora in pausa”, con differenze significative tra aree metropolitane e interne.

L’analisi per cluster dei giovani NEET evidenzia una marcata eterogeneità tra quelli metropolitani, denominati “ancora in gioco”, e quelli delle aree interne, “per ora in pausa”. I primi sono attivamente coinvolti nell’economia informale, attraverso attività come la compravendita online e lavori in nero, mantenendo una certa indipendenza economica. Essi mostrano inoltre un’elevata auto-attivazione sociale e politica. Al contrario, i NEET delle aree interne partecipano meno all’economia informale e alle attività sociali e politiche, un divario attribuibile alle limitate opportunità lavorative e alla carenza di reti di supporto.

Queste differenze si riflettono anche nelle motivazioni e negli approcci al lavoro: i NEET “ancora in gioco” valorizzano maggiormente le proprie competenze, mentre quelli delle aree interne manifestano fatalismo e dipendenza da fattori esterni. La ricerca evidenzia inoltre una tendenza tra i giovani NEET a sacrificare i propri diritti lavorativi pur di trovare occupazione, specialmente tra quelli delle aree interne.

Questi processi di socializzazione al lavoro, segnati da contraddizioni e sfide, erodono la fiducia dei giovani NEET nelle proprie capacità e nelle istituzioni. A livello politico e pubblico, è cruciale riconoscere che tali situazioni di stallo non derivano dalla passività individuale, ma da processi sociali e culturali più ampi legati alle dinamiche del mercato del lavoro.

Dichiarazione della Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, Maria Cristina Pisani:

“La ricerca ‘LOST IN TRANSITION’ mette in luce la complessità e la diversità delle esperienze dei giovani NEET in Italia.  Non solo, l’indagine fotografa come la percezione dei NEET nell’opinione pubblica non corrisponda alla realtà. 

Nel campione intervistato le evidenze più significative sono due: in molti affermano di seguire e/o aver seguito privatamente percorsi di auto formazione professionale e tanti dichiarano una piccola autonomia reddituale frutto di lavori saltuari e irregolari o di proventi da attività online.

L’ennesima dimostrazione di quanto non sia realistica la narrazione dei giovani choosy e di quanto siano estese la zona grigia di formazione non riconosciuta e quella di lavoro sommerso e in deroga. Giovani che, peraltro, affrontano sfide uniche e variegate a seconda del loro contesto territoriale. È cruciale che le politiche pubbliche riconoscano queste differenze e adottino approcci personalizzati per supportare efficacemente i NEET e accompagnarli verso una formazione e un’occupazione di qualità.

A differenza dei NEET delle aree metropolitane, quelli delle aree interne subiscono maggiormente l’assenza di opportunità vivendo la loro condizione con maggiore rassegnazione. Questo ci obbliga a ragionare sulla necessità di interventi mirati per fornire opportunità concrete e costruire reti di supporto adeguate per ciascuno.

È necessario lavorare per promuovere politiche che riconoscano e valorizzino l’iniziativa dei giovani, offrendo loro gli strumenti e le risorse necessari per costruire un futuro più stabile e all’altezza delle loro aspirazioni. È fondamentale agire adesso e con tempestività per garantire che nessun giovane resti ‘lost in transition’.”

Leggi la ricerca a questo link.

indice fiducia giovani seconda rilevazione

Indice di Fiducia dei Giovani al 68,6%. Cresce la fiducia tra i giovanissimi, ma in calo tra i 25-34enni

Il Consiglio Nazionale dei Giovani ha reso noti i risultati della seconda rilevazione dell’Indice di Fiducia dei Giovani. Questo strumento, di fondamentale importanza, consente di monitorare periodicamente le percezioni e le aspettative dei giovani italiani, fornendo un quadro dettagliato del loro livello di fiducia nei vari aspetti della vita quotidiana.

L’innovativo studio analizza 15 indicatori chiave per valutare le percezioni dei giovani italiani, coprendo vari aspetti della loro quotidianità.

Principali variazioni rispetto alla prima rilevazione:

Indice complessivo di fiducia

Il livello di fiducia complessiva è passato dal 69,2% al 68,6% (flessione dello 0,6%). Tuttavia, nella fascia di età 18-24 anni, l’indice è aumentato dal 71,7% al 73,8% (crescita del 2,1%), mentre tra i 25-34 anni è sceso dal 68,5% al 66,1% (calo del 2,4%).

Sentimento prevalente
I sentimenti positivi sono cresciuti dal 53% al 54% (incremento dell’1%), mentre i sentimenti negativi sono diminuiti dal 47% al 46% (calo dell’1%).

La percentuale di giovani che ha una visione ottimista dei prossimi anni è aumentata dal 53% al 58% (incremento del 5%).

Lavoro e formazione
La fiducia nel sistema educativo è scesa dal 90% all’85% (flessione del 5%), dovuta alle recenti proteste studentesche e alla fine dell’anno scolastico.

La fiducia nelle condizioni socio-economiche future è cresciuta dal saldo positivo di +13% a +16% (incremento del 3%).

La percezione dell’adeguatezza degli stipendi è scesa dal 30% al 23% (calo del 7%), mentre l’equilibrio tra vita lavorativa e privata è diminuito dal 28% al 27% (calo dell’1%).

Il lavoro stabile rassicura nelle scelte di vita il 93% degli intervistati, rispetto al 95% della precedente rilevazione (calo 2%). Resta stabile al 96% la percezione della dipendenza dalle condizioni economiche della propria famiglia.

Sport e Salute

La percezione dell’importanza dell’attività fisica per il benessere psicologico e sociale è scesa dal 97% al 93% (calo del 4%), mentre per il benessere fisico è diminuita dal 98% al 93% (calo del 5%).

Diritti e politiche di genere

Per l’80% dei giovani la condizione degli uomini nella nostra società è nettamente migliore di quella delle donne. Il dato è ancora più rilevante se si considera che stacca del 9% il dato medio e del 17% quello degli over 54.

Europa e Relazioni Internazionali

La fiducia nell’Unione Europea è aumentata dal 76% al 79% (incremento del 3%).

Intelligenza artificiale

La percezione positiva dell’intelligenza artificiale è scesa dal saldo positivo di +42% a +39% (calo del 3%).

Accesso alla cultura

L’importanza della cultura per il benessere complessivo è diminuita dall’85% all’83% (flessione del 2%).

L’Indice di Fiducia dei Giovani è realizzato con il supporto tecnico dell’Istituto Piepoli.

Leggi il documento completo a questo link.

DIMISSIONI FLAMINIA PACE PERVENUTE DOPO RICHIESTA CONSIGLIO DI PRESIDENZA

Roma, 27 giugno 2024 – In merito alle dimissioni dalla Commissione tematica “Affari europei e cooperazione”, di Flaminia Pace, il Consiglio di Presidenza del Consiglio Nazionale dei Giovani (CNG) precisa che:

“Appena appreso tutto quanto emerso dall’inchiesta condotta da Fanpage.it e ripreso dalla stampa nazionale, il Consiglio di Presidenza, ritenendo ciò gravissimo ed in palese violazione di tutti i valori e principi che da sempre animano il Consiglio Nazionale dei Giovani, prendendone nettamente le distanze e non potendo procedere, per norme statutarie, con un atto d’urgenza direttamente alla revoca di un incarico elettivo, aveva già chiesto le immediate dimissioni con delibera dello scorso 17 giugno.

Le dimissioni di Flaminia Pace, dalla Commissione affari europei e cooperazione del Consiglio Nazionale dei Giovani, sono pervenute in data 21 giugno 2024”.

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OSCAR GREEN – GENERAZIONE IN CAMPO

Venerdì, 28 giugno, si terranno a Venezia le premiazioni degli Oscar Green, il prestigioso concorso organizzato da Coldiretti Giovani Impresa per celebrare l’eccellenza, l’innovazione e la sostenibilità nel settore agricolo. Il premio, arrivato alla sua diciottesima edizione, punta a valorizzare il lavoro di tutti quei giovani che hanno scelto per il proprio futuro l’Agricoltura. L’obiettivo dell’iniziativa è promuovere l’agricoltura sana del nostro Paese. Saranno premiate, infatti, le idee che hanno saputo coniugare tradizione e innovazione, con particolare attenzione alla tutela e all’arricchimento del territorio.

La Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, Maria Cristina Pisani, sarà tra gli ospiti che avranno l’onore di premiare i progetti vincitori.

Protocollo-intesa-sapienza-cng

Firmato il Protocollo d’Intesa tra Sapienza Università di Roma e Consiglio Nazionale dei Giovani

Siglato un accordo strategico per rafforzare l’impegno verso l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle giovani generazioni

Questa mattina, presso la sede del Rettorato della Sapienza, la Rettrice della Sapienza Università di Roma, Antonella Polimeni e la Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani (CNG), Maria Cristina Pisani hanno firmato un protocollo d’intesa che sancisce una nuova alleanza strategica finalizzata a promuovere e rafforzare l’impegno comune verso la parità di genere e il contrasto alla violenza. More…

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