Categoria: Articoli

Il mondo Erasmus italiano spiega perché non bisogna tagliare i fondi al simbolo dell’Unione. Intervista alla Presidente su Linkiesta.it

Leggi l’intervista alla Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, Maria Cristina Pisani, su Linkiesta.it
“I fondi aumentano, ma non bastano per i programmi più importanti per i giovani e cultura. Nel suo piano NextGenerationEu da 750 miliardi, la Commissione europea ha deciso di diminuire i finanziamenti per i programmi di mobilità, come Erasmus, Europa Creativa e Corpo di solidarietà europeo, previsti per il prossimo bilancio dell’Unione 2021-2027. Un passo indietro rispetto alla prima bozza del 2018 che prevedeva di aumentare i fondi per i programmi di mobilità, fermi a 15 miliardi per Erasmus+ e a 1,46 per Europa Creativa per il bando 2014-2020.
Adesso invece, come ha sottolineato la fondazione Erasmo, lanciando una petizione su Linkiesta Europea, le proposte per i tre programmi subiranno una contrazione di 6 miliardi: il programma Erasmus+ verrà tagliato di 5,4 miliardi (passando dai 30 annunciati a 24,6); Europa Creativa di 330 milioni (1,52 miliardi rispetto a 1,85) e il Corpo di Solidarietà Europeo di 365 milioni (895 milioni rispetto a 1,26 miliardi). Un messaggio sbagliato verso le nuove generazioni che aspettano con impazienza di vivere il loro sogno europeo. Soprattutto in una fase in cui la pandemia ha drasticamente ridotto la mobilità.
«Tagliare i fondi in tempo di pandemia vuol dire penalizzare non solo i giovani, ma anche tutti coloro che prendono parte a programmi di mobilità come lavoratori, professori, associazioni e anche enti e piccole realtà che vivono grazie a questi progetti», sottolinea Giacomo D’Arrigo, presidente della Fondazione Erasmo.
«Ridurre i finanziamenti previsti due anni fa rappresenta un passo indietro della Commissione: da questa crisi si potrà uscire solo investendo di più in educazione e istruzione», evidenzia Maria Pisani, presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani.
La crisi della mobilità innescata dal Covid-19, che renderà più difficile viaggiare almeno fino alla scoperta del vaccino, è uno dei punti su cui si concentra invece Giusy Sica, fondatrice di un think tank Re-Generation (Y)outh tutto al femminile e nominata da Forbes tra le cinquanta Under 30 più influenti nel 2018. Per lei «Un’intera generazione rischia di perdere un’occasione d’oro. L’esperienza all’estero è un passo importante per la formazione umana e professionale dei ragazzi, che hanno potuto riportarlo sul curriculum. Lo stesso si può dire anche per i tanti imprenditori e strartupper che hanno potuto sviluppare le proprie idee in un contesto allargato grazie a programmi come Europa Creativa, traendone beneficio».
La possibilità di avere un’esperienza lavorativa all’estero è uno dei cardini su cui si sviluppa l’attività di GaragErasmus Foundation, realtà che dal 2012 contribuisce a mettere in contatto gli studenti Erasmus con le aziende europee. Secondo la project manager Valentina Presa, «senza i giusti fondi i progetti di tanti lavoratori e associazioni e le esperienze di molti ragazzi europei rischiano di rimanere fermi al palo. Una scelta controproducente rispetto a quanto è sempre stato ribadito negli ultimi anni. In questo periodo i programmi vanno allargati, non ristretti».
In tempo di pandemia serve perciò un segnale forte. «L’Unione europea non può pensare di tradire così proprio uno dei suoi tratti più caratterizzanti come la mobilità. L’Erasmus è qualcosa di unico, un investimento sul capitale umano che altrove è impensabile. Limitare ulteriormente la possibilità per i cittadini europei di viaggiare liberamente nel Continente, a quattro anni dalla Brexit, potrebbe essere un pessimo segnale», evidenzia D’Arrigo.
Un punto sottolineato anche da Presa: «Se si fa passare l’idea che programmi come Erasmus stanno riducendo i fondi, in un momento nel quale potrebbero partire meno giovani, si rischia di farli diventare meno convenienti agli occhi di coloro che sognano di fare un’esperienza all’estero ma non hanno i mezzi economici per mantenersi».
Per Antonio Libonati, presidente dell’Associazione Italiana Giovani per l’Unesco (Aigu), «è fondamentale che l’Unione continui a finanziare tali strumenti, importanti in un momento in cui viaggiare è diventato incerto. Tagliare i fondi vuol dire una minor platea di beneficiari, maggiore incertezza e sicuramente una minore qualità, poiché sicuramente vi parteciperebbero meno giovani».
Secondo i dati diffusi a gennaio dalla Commissione Europea, nel 2018 sono stati 850 mila i ragazzi che hanno partecipato al programma Erasmus, portando così a oltre 10 milioni il numero di partecipanti al programma di mobilità dalla sua fondazione nel 1987. Anche per questo Sica ritiene che «l’Unione deve far capire l’importanza dell’investimento sulle nuove generazioni: l’Europa potrà davvero uscire dalla crisi solo grazie al loro contributo».
Un’emergenza non solo sanitaria ma anche economica e sociale, che inevitabilmente coinvolgerà i giovani. Secondo Pisani «va data loro possibilità di esprimersi, perché tutte le decisioni che verranno prese per uscire dalla crisi porteranno inevitabilmente a un aumento del debito pubblico che poi graverà sulle loro spalle. Per questo vanno ascoltati».
Perciò da loro bisogna ripartire. Per questo la petizione lanciata da Erasmo chiede al Parlamento Europeo di ripristinare i fondi per i programmi giovanili previsti nel 2018, destinandoli a iniziative speciali volte a tutelare e a valorizzare il capitale umano, in particolare quello giovanile, da future crisi. Serve però uno sforzo in più. «È necessario che l’Unione garantisca la possibilità di spostarsi in maniera sicura a tutti i cittadini europei che vorranno passare un periodo all’estero, perché l’esperienza virtuale non potrà mai sostituire quella in presenza», sottolinea Presa. Un punto su cui concorda anche Sica, che sottolinea «l’importanza di rafforzare la figura degli operatori giovanili, i cosiddetti youth worker, che rischiano di essere penalizzati da questo taglio dei fondi». Condizioni essenziali per garantire un futuro a uno dei pilastri dell’Unione e alla sua risorsa più grande, i giovani: per Pisani «senza di loro l’Europa semplicemente non può esistere».

Decreto “Cura Italia” – Le proposte del Consiglio Nazionale dei Giovani

Viste le misure emanate con il decreto “Cura Italia” e i provvedimenti in corso di approvazione, volti a fronteggiare l’emergenza Covid-19 e la conseguente crisi socio-economica, il Consiglio Nazionale dei Giovani ha inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri tredici proposte al fine di prevedere misure che possano permettere una ripresa più rapida, strutturale e strategica anche nell’interesse delle giovani generazioni.
Consulta il documento inviato al Governo.

CNG: “I giovani rischiano di pagare più di tutti l’emergenza. Presentate proposte per supportare il Governo nell’individuazione di nuovi interventi per fronteggiare le conseguenze economiche e sociali che ricadranno sulle nuove generazioni”

“Come Consiglio Nazionale dei Giovani, in considerazione delle misure emanate dal Governo con il decreto “Cura Italia”, abbiamo presentato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri alcune proposte per fronteggiare le conseguenze economiche e sociali della pandemia, che rischiano di ricadere soprattutto sulle nuove generazioni.” È quanto dichiara Maria Cristina Pisani, Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, organo consultivo cui è demandata la rappresentanza dei giovani nella interlocuzione con le Istituzioni. 

“Dall’istituzione di un Bonus “Giovani” allo stanziamento di un fondo ad hoc per l’esenzione parziale del pagamento delle tasse universitarie oltre la “no tax area”, all’incremento del Fondo Integrativo Statale per le borse di studio, al riconoscimento di contributi a fondo perduto per le locazioni, all’aggiornamento delle graduatorie d’istituto 2019/20 e alla riapertura delle stesse per via digitale, scongiurando il posticipo di un anno che può “precarizzare” ulteriormente l’istruzione per i più giovani in un momento particolarmente difficile per il nostro Paese.”

In merito all’occupazione giovanile, la Presidente ha affermato: “La priorità sarà varare un piano straordinario per il lavoro, ricorrendo all’esonero integrale per trentasei mesi, nel limite di 8.060€ annui, dal versamento dei contributi previdenziali  per tutti i datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato giovani under 35, all’istituzione di un fondo residuale che consenta l’erogazione di una forma di sostegno al reddito in favore dei giovani under 35 che hanno sospeso o ridotto la propria attività e non beneficiano delle indennità già previste, come tirocinanti extracurriculari, lavoratori occasionali e praticanti degli ordini professionali non iscritti alle relative casse di previdenza privata, alla sospensione totale delle imposte di soggiorno a sostegno dei giovani lavoratori del settore turistico, all’erogazione di finanziamenti a tasso 0% per le piccole e medie imprese per importi pari a 20.000 € che diventano 50.000 € per i progetti di aggregazione, fusione e rafforzamento dei sistemi di cooperazione societaria.”

“Infine, a sostegno dell’associazionismo è indispensabile l’istituzione di un Fondo nazionale dedicato, oltre a nuove procedure semplificate di richiesta del 5×1000, entro un congruo termine oltre il quale il fondo complessivo del 5×1000 così residuato, andrebbe a incrementare le disponibilità del Fondo dell’anno corrente. In questo modo, a circa 55.000 enti del Terzo Settore verrebbero attribuiti non 500 milioni, bensì 1 miliardo di euro.” Ha concluso la Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani. 

Leggi le proposte del Consiglio Nazionale dei Giovani.

Il CNG incontra il Senatore Gianni Pittella

Oggi la Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani Maria Pisani con Antonio Argenziano della Gioventù Federalista Europea hanno incontrato il Sen. Gianni Pittella, relatore della programmazione finanziaria europea 2020/2027 della Commissione politiche europee.
Insieme al Senatore, la Presidente ha discusso della prossima Conferenza sul Futuro dell’Europa e della richiesta del CNG di chiedere l’aumento dei fondi del Programma Erasmus, una battaglia importante per le giovani generazioni.
Proprio domani i leader degli Stati membri dell’UE si incontreranno a Bruxelles per discutere della proposta per il prossimo Bilancio pluriennale dell’unione Europea che determinerà il futuro di molti giovani.

Consiglio Nazionale dei Giovani
Via Adige, 26 – 00198 Roma
Tel. +39 06 94523417