Categoria: Consiglio Nazionale Giovani

Next Gen: il futuro è nelle nostre mani – 28 maggio ore 17.30

Arriva il 28 maggio, all’interno della Settimana Europea della Gioventù, l’evento “NextGen: il futuro è nelle nostre mani” organizzato dall’Agenzia Nazionale per i Giovani, in partenariato con il Consiglio Nazionale Giovani, il Dipartimento per le Politiche Giovanili ed il Servizio Civile Universale, la Struttura di Missione per la valorizzazione degli anniversari nazionali e della dimensione partecipativa delle nuove generazioni ed Eurodesk Italy per creare un’occasione nazionale che possa essere una sintesi dei contenuti e delle attività della settimana.
L’evento sarà online e si svolgerà dalle 17.30 alle 20.00: prevede un momento iniziale istituzionale cui seguirà un intervento ispirazionale di uno speaker  (che annunceremo nei prossimi giorni) in riferimento alle seguenti tematiche:

  • Partecipazione attiva alla società, compresa la dimensione digitale;
  • Inclusione e diversità;
  • Cambiamento climatico, tutela e sostenibilità ambientale;
  • Salute e ripresa.

A seguire saranno raccontate le storie degli EuroPeers che hanno realizzato e/o partecipato a progetti che hanno avuto ad oggetto le tematiche principali della settimana europea della gioventù.
Non mancherà un momento di condivisione tra i partecipanti che saranno suddivisi in 4 stanze virtuali per riflettere, con la guida degli EuroPeers, sulle prospettive future legate ai focus principali, che sono oltretutto, anche le priorità su cui siamo tutti chiamati a lavorare nei prossimi anni nel quadro generale dei programmi europei Erasmus+ e Corpo Europeo di Solidarietà.
Ci sarà un momento di condivisione finale delle vostre riflessioni.
Un mix quindi dinamico  che unirà, in un paio d’ore circa, un momento relativo ai contenuti che potranno ispirare le vostre azioni future, ed un momento di condivisione e partecipazione che vi darà, ancora una volta, la possibilità di creare nuove sinergie e conoscere nuove esperienze che potranno esservi utili in ottica di nuove progettualità da mettere in campo.
Questo sarà solo uno dei tanti appuntamenti, (che speriamo presto di poter organizzare in presenza), che vi vedranno protagonisti nel corso del 2021.
Per partecipare è necessario compilare la seguente call entro il 24 maggio. Dopo questa data sarà condiviso il link della piattaforma ZOOM per partecipare e sarà pubblicato il programma dettagliato dell’evento.
Se hai tra i 18 ed i 30 anni cosa aspetti ad iscriverti?
Clicca qui
Condividi la news ed invita anche i tuoi amici a partecipare, “il futuro è nelle nostre mani” e passa da momento di partecipazione come questi.
Ti aspettiamo!

Apertura call membri Gruppo di Lavoro “Future generazioni”

Come definito dall’Art. 28 delle NROFI, è istituito dalla Presidente Maria Cristina Rosaria Pisani il Gruppo di Lavoro “Future Generazioni”. È stato nominato Coordinatore il dott. Vittorio Dini.
Questo gruppo di lavoro nasce come risposta al problema, attualmente pressoché ignorato, della mancanza di tutele per le generazioni future. Esso opera con l’esclusivo proposito di dare voce, difendere e diffondere i temi riguardanti le generazioni non ancora nate, con gli obiettivi specifici di:

  • Promuovere il “tema” delle generazioni future, ovvero le generazioni non ancora nate
  • Monitorare l’operato dell’Organo Legislativo ed Esecutivo verso le stesse
  • Studiare connessioni con altre istituzioni in linea con lo scopo
  • Ampliare l’impatto dei progetti a tutela delle giovani e delle future generazioni.

Pertanto, si comunica l’apertura di una call per n. 10 membri. Quella della istituzione di gruppi di lavoro su tematiche ad hoc è una prassi ben consolidata, che ha sempre portato ad un importante arricchimento del dibattito interno e all’allargamento della partecipazione, oltre alla produzione di documenti di approfondimento necessari per poter supportare il CNG nell’elaborazione puntuale di proposte al Governo.
Si specifica che non si tratta di un’elezione. La selezione dei candidati avverrà su presentazione di CV e lettera motivazionale, che saranno valutati dal Coordinatore con il supporto del Segretario Generale e, successivamente, nominati dalla Presidente, come previsto nel richiamato articolo.
Al fine di garantire la più ampia partecipazione, la call è aperta ai giovani membri delle associazioni del CNG che:

  • abbiano un’età compresa tra i 18 ed i 35 anni;
  • non abbiano riportato condanne penali passate in giudicato per reato non colposo a pene detentive superiori a un anno ovvero a pene che comportino l’interdizione dai pubblici uffici superiore ad un anno.

Gli interessati sono invitati a far pervenire la documentazione richiesta via e-mail, scrivendo a segreteria@consiglionazionale-giovani.it, entro e non oltre il 25 maggio p.v. con oggetto “Candidatura Gruppo di Lavoro Future Generazioni”.

PARERE SULL’AFFARE ASSEGNATO N. 621 IMPATTO DELLA DIDATTICA DIGITALE INTEGRATA (DDI) SUI PROCESSI DI APPRENDIMENTO E SUL BENESSERE PSICOFISICO DEGLI STUDENTI

PARERE SULL’AFFARE ASSEGNATO N. 621 IMPATTO DELLA DIDATTICA DIGITALE INTEGRATA (DDI) SUI PROCESSI DI
APPRENDIMENTO E SUL BENESSERE PSICOFISICO DEGLI STUDENTI
7^ COMMISSIONE ISTRUZIONE, RICERCA E BENI CULTURALI e 12^ COMMISSIONE IGIENE E SANITÀ – SENATO DELLA REPUBBLICA
LEGGI LA MEMORIA PRESENTATA DAL CONSIGLIO NAZIONALE DEI GIOVANI.
Il nostro Paese è da sempre stato contraddistinto da livelli di scolarizzazione tra i più bassi dell’Unione europea, anche con riferimento alle classi d’età più giovani. Nel 2019 in Italia il 62,1% degli adulti tra i 25 e i 64 anni possiede almeno un diploma secondario superiore: un dato di oltre 16 punti inferiore rispetto alla media UE. Secondo i dati EUROSTAT 2019, il tasso di dispersione scolastica in Italia è del 14,5% della popolazione scolastica: un dato preoccupante se si confronta con la media europea del 10,6% e se si considera che l’Italia si trova agli ultimi posti della classifica.
In questo contesto, è necessario analizzare le criticità e le opportunità che la pandemia e la necessità di garantire una continuità educativa hanno apportato.
La didattica digitale integrata (DDI) ha rappresentato insieme alla didattica a distanza (DAD) la risposta al periodo di emergenza dove era necessario escludere il contatto fisico tra le persone.
Numerosi studi hanno affermato come la DAD, seppur sia stata una scelta obbligata dalla contingenza, abbia comportato numerose difficoltà legate non solamente all’accesso alle infrastrutture tecnologiche ma altresì ha contribuito a un aumento della dispersione scolastica e una diminuzione della capacità di interazione tra gli studenti. Una formula ibrida di DAD può essere identificata nella DDI che, a differenza della prima, unisce lezioni e laboratori in modalità asincrona con momenti di lezione “tradizionale”.
Tale modalità risulta avere maggiori aspetti positivi rispetto alla mera didattica da remoto in quanto non solamente risolve (almeno in parte) le difficoltà di coinvolgimento degli studenti ma in parte innova anche il metodo di insegnamento.
L’utilizzo della didattica a distanza, anche a causa delle gravi difficoltà ambientali e tecnologiche che hanno contraddistinto questa modalità, ha portato, soprattutto nelle scuole secondarie, un evidente peggioramento dell’attenzione, dei livelli di apprendimento e dell’interazione. Tutto ciò è dovuto anche all’emergenzialità, con la quale al mutamento tecnologico delle lezioni non ha fatto seguito un mutamento della modalità e delle tecniche utilizzate.
La DDI ha il pregio di non essere sostitutiva alla didattica in presenza, ma di rappresentare una modalità complementare, che ha il vantaggio di permettere una commistione tra ore di lezione frontale e ore di laboratorio e attività diffusa, così da riuscire in parte ad innovare lo stesso concetto di apprendimento attivo.
Numerose sono, infatti, le attività asincrone che possono essere effettuate dagli studenti e che, se ben strutturate, potrebbero altresì innovare le stesse modalità di insegnamento.
Per fare ciò è però necessario lavorare su 3 aspetti che oggi rappresentano le maggiori difficoltà: la programmazione scolastica, l’idoneità degli spazi e la questione digitale.
Per quanto riguarda la prima, è necessario ripensare integralmente sia la formazione dei docenti che l’organizzazione della programmazione scolastica, prevedendo altresì nuove modalità di apprendimento misto che riescano a far convivere momenti di presenza con attività da remoto senza, tuttavia, che le une escludano le altre ma prevedendo una loro vera complementarietà.
Questa può essere l’occasione anche per prevedere un nuovo coinvolgimento degli studenti mediante una didattica che non sia rappresentata solamente dall’apprendimento di nozioni e di lezioni frontali, ma anche da un’attività pratica e di laboratorio che stimoli la creatività dei soggetti.
Servirà, altresì, verificare nuovi metodi di approccio psico-pedagogico per accompagnare gli studenti verso modelli di studio e apprendimento differenti.Numerosi studi (si veda quello prodotto dallo stesso INDIRE) confermano quanto sia strategica questa nuova modalità ma quante problematiche possano sorgere se non si investe sulla formazione del personale, sulla garanzia della privacy, sulle capacità di lavoro in gruppo, sull’aspetto tecnologico e sociale dell’impatto di queste nuove tecnologie. Risulta, altresì, evidente che, poiché le ricadute sociali ed educative hanno una differente incidenza a seconda dell’età e del contesto territoriale e sociale, è necessario predisporre politiche mirate che permettano una limitazione delle diseguaglianze di fatto.
Uno studio condotto da Almalaurea/Almadiploma rileva come solo la metà dei professori abbiano modificato il loro metodo di insegnamento e in modo volontario, effettuando una formazione da autodidatta. Lo stesso studio rileva come solo il 16% degli studenti dia un parere totalmente positivo alla didattica a distanza e nel recente studio Ipsos/Ist. Toniolo/Parole O_Stili si indicano
come le principali criticità verificate siano la minore capacità di seguire le spiegazioni, studiare e svolgere verifiche.
Inoltre, sarà necessario prevedere investimenti ingenti per mettere in sicurezza le aule e per trovare nuovi spazi che permettano una lezione sincrona senza rischi, e la possibilità invece di svolgere attività ulteriori anche in luoghi delle città e dei Comuni, mediante un nuovo patto tra enti locali e istituzioni scolastiche.
Permane sempre, altresì, la questione tecnologica sia sotto l’aspetto infrastrutturale che socioculturale. Oggi l’innovazione tecnologica rappresenta un utile strumento per superare numerose difficoltà legate all’emergenza, ma sarà necessario sempre di più intraprendere tutte le azioni possibili, anche in tema di investimenti.
Ultimi due temi che devono essere tenuti in considerazione sono la necessità che si prevedano risorse e strumenti al fine di rendere accessibile, anche a coloro che sono affetti da disabilità, l’utilizzo dei sistemi da remoto, con una applicazione effettiva della normativa di settore, nonché l’effettivo sviluppo del peer learning al fine di rendere maggiormente produttiva la modalità da
remoto.
La modalità ibrida, se ben equilibrata e organizzata, potrebbe aiutare a superare quelle difficoltà psicofisiche dipendenti dalla necessità di stare ore davanti a un PC, in condizioni non sempre ottimali, con ricadute importanti sul benessere dei più giovani.
In conclusione, ritenendo che la DDI possa rappresentare la metodologia migliore da adottare in fasi pandemiche, occorre tuttavia riorganizzare questo metodo anche per le fasi successive, provando a valorizzarne i benefici provenienti dalla dinamicità dell’insegnamento, dall’utilizzo migliore degli spazi e del tempo di lezione e dalle nuove tecniche di apprendimento, mediante un
investimento di risorse e competenze in relazione alle problematiche sopra esposte.

Presentazione dell’indagine “Condizioni e prospettive occupazionali, retributive e contributive dei giovani”

Lunedì 17 aprile alle ore 10.00, il Consiglio Nazionale dei Giovani organizza l’evento di presentazione dei risultati ottenuti dall’indagine “Condizioni e prospettive occupazionali, retributive e contributive” condotta dal CNG con il supporto di Eu.R.E.S., l’istituto di ricerca impegnato nella promozione e realizzazione di attività di studio, di formazione e di analisi applicata in campo economico, sociale e culturale.
La ricerca ha l’obiettivo di analizzare le condizioni e le prospettive occupazionali, retributive e contributive dei giovani in Italia, alla luce della più grave crisi economico-occupazionale degli ultimi decenni e della emergenza pandemica. In particolare, la vulnerabilità della condizione giovanile costituisce un aspetto ormai strutturale della società italiana, con effetti riscontrabili
anche nei processi di transizione verso l’autonomia, ostacolati dalla mancanza di opportunità e di risorse dedicate.
Pertanto, il progetto di ricerca mira a sollecitare un’attenta riflessione sulla situazione occupazionale dei giovani in Italia, con particolare riferimento alla fascia degli under 35, relativamente alle tre grandi questioni della stabilità/instabilità occupazionale, della situazione retributiva e della prospettiva previdenziale.
L’evento di presentazione si svolgerà sulla piattaforma Zoom. Per partecipare è necessario registrarsi QUI.
Leggi il programma!

PREMIO CITTA’ ITALIANA DEI GIOVANI 2021: È BRESCIA LA CITTÀ PIÙ INCLUSIVA PER LE NUOVE GENERAZIONI

  • Il premio, promosso dal Consiglio Nazionale dei Giovani in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale e l’Agenzia Nazionale per i Giovani, è un simbolo di ripartenza per la città lombarda colpita duramente dal Covid.

Roma, 6 maggio 2021 – Il Premio Città italiana dei giovani 2021, promosso dal CNG in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale e l’Agenzia Nazionale per i Giovani, è stato assegnato oggi a Brescia, in quanto il progetto presentato, denominato “Brescia città dei giovani” si è distinto nel favorire il coinvolgimento, la responsabilizzazione e la partecipazione dei giovani ai processi decisionali del proprio territorio. Le altre finaliste erano Pesaro e Taranto; le 43 candidature, pervenute in questi mesi, sono state giudicate e selezionate da una giuria composta da esperti scelti tra i rappresentanti delle istituzioni, dei media e della società civile.
“Brescia ha dimostrato di voler trasformare radicalmente le politiche giovanili e di volerle rilanciare per la costruzione di una città a misura dei giovani” ha dichiarato la Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani Maria Cristina Pisani. “In un periodo difficile come quello che stiamo attraversando, dare priorità ai giovani è una scelta necessaria ma non scontata, per cui ci auguriamo che questo premio sia anche uno stimolo a promuovere ulteriori idee di città inclusive e resilienti sul modello degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile”, ha concluso Pisani.
“Siamo fiduciosi che questo premio rappresenti per la città lombarda un simbolo di rinascita, dopo i difficili mesi segnati dalla pandemia”, ha aggiunto il Consigliere di Presidenza del Consiglio Nazionale dei Giovani, Mario Pozzi. “Dai centri di aggregazione giovanile agli spazi di lavoro e coworking, è necessario ripensare i luoghi e i servizi affinché le città italiane possano in un futuro prossimo offrire maggiori opportunità ai nostri giovani”.
All’evento di premiazione hanno partecipato l’Assessore alle Politiche giovanili di Brescia Roberta Morelli, il Sindaco di Pesaro Matteo Ricci, l’Assessore alle politiche giovanili di Pesaro Mila Della Dora, il Vicesindaco di Taranto Fabiano Marti, la Direttrice Generale dell’Agenzia Nazionale per i Giovani, Dott.ssa Lucia Abbinante, e i membri della Giuria di Valutazione.
La Giuria del premio era composta dal Consiglio Nazionale dei Giovani, dal Dipartimento delle Politiche Giovanili e del Servizio Civile Universale, dall’Agenzia Nazionale per i Giovani, dall’Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO, dal Maestro Luciano Cannito, Direttore Artistico dell’Accademia Artistica Art Village, dalla Prof.ssa Ines Sanchez de Madariaga Docente di Urban Planning alla Technical University of Madrid e da Giampiero Marrazzo giornalista e conduttore televisivo.

AUDIZIONE DEL CNG SU PROPOSTA DI LEGGE DELLA REGIONE LAZIO N. 176 del 2 agosto 2019 “DISPOSIZIONI IN MATERIA DI POLITICHE GIOVANILI”

PROPOSTA DI LEGGE N. 176 del 2 agosto 2019 DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI MATTIA – LA PENNA – “DISPOSIZIONI IN MATERIA DI POLITICHE GIOVANILI”
Il Consiglio Nazionale dei Giovani, rappresentato dal Consigliere di Presidenza del CNG, Mario Pozzi, lo scorso 4 maggio è stato audito presso la  IX Commissione – Lavoro, formazione, politiche giovanili, pari opportunità, istruzione, diritto allo studio della Regione Lazio, in merito alla Proposta di legge n. 176 del 2 agosto 2019 di iniziativa dei Consiglieri Mattia – La Penna – “Disposizioni in materia di politiche giovanili”.
La Proposta di Legge n. 176 in merito alle  “Disposizioni in materia di politiche giovanili”, vede come prima firmataria Eleonora Mattia (Pd), presidente della stessa commissione, e la sottoscrizione del consigliere Salvatore La Penna (Pd).
La proposta di legge si rivolge a una platea di persone tra i 14 e i 35 anni, è stata redatta in adesione alle linee europee ed è il frutto di un’analisi delle necessità e dei bisogni delle nuove generazioni, anche alla luce dell’emergenza sanitaria. Nell’audizione sono intervenute molteplici associazioni di giovani che hanno espresso plauso all’inziative, ma anche proposto suggerimenti per eventuali integrazioni.
La proposta di legge parte in particolare, si occupa della diffusione delle informazioni circa le opportunità di studio, orientamento, formazione e lavoro, della riduzione ed il contrasto alla dispersione scolastica, in collaborazione con l’Ente regionale per il diritto allo studio e la promozione della conoscenza (DiSCo), ma anche incentivi alla mobilità regionale, interregionale e internazionale, contributi a fondo perduto o garanzie, individuali o di coppia, per la locazione o l’acquisto della prima casa e sostegno all’autoimprenditorialità e allo sviluppo dell’industria creativa e dell’offerta culturale regionale.
La pandemia ha messo a dura prova un’intera generazione, acuendo fragilità e marginalità, ma anche mostrando tutta la forza e lo spirito di collaborazione dei nostri e delle nostre giovani. Ora è il momento di investire sulle politiche giovanili e quindi sul futuro del nostro Paese.
Per questo la valutazione del CNG della proposta di legge regionale in materia di politiche giovanili è molto positiva in quanto consente di riorganizzare e mettere a sistema tutte le disposizioni regionali in materia, costruendo un quadro chiaro e operativo che metta gli under 35 al centro dell’agenda del Lazio.
In particolare, l’istituzione del Forum regionale dei giovani, quale organismo stabile di riferimento e confronto tra i giovani, la Regione e gli enti locali, consente di introdurre un metodo di aggregazione e programmazione politica basato su strategie pluriennali di intervento mediante il sostegno delle organizzazioni giovanili. Molto positiva anche la previsione dell’istituzione di una Cabina di regia per le politiche giovanili che permetterà di coordinare gli interventi previsti, formulando le proposte da sottoporre alla Giunta regionale in merito al piano triennale regionale per le politiche giovanili.
Il Consiglio Nazionale dei Giovani ha proposto alla Regione Lazio di sottoscrivere un Accordo di collaborazione in materia di politiche giovanili e partecipazione giovanile al fine di instaurare una strutturata collaborazione tra i due enti attraverso un supporto reciproco nell’interesse delle giovani generazioni, nel rispetto dei principi di pari opportunità, di parità di trattamento, di uguaglianza e di non discriminazione.
Il CNG si propone quindi di supportare la Regione al fine di garantire la massima collaborazione reciproca al fine di predisporre proposte legislative per rafforzare il campo inerente alle politiche per le giovani generazioni al fine di creare un nuovo concetto di partecipazione alle scelte politiche; sensibilizzare e sotenere le realtà locali nella costruzione di forum comunali per mezzo di specifiche linee di indirizzo politiche volte alle singole amministrazioni presenti nel territorio; promuovere la partecipazione giovanile mediante la definizione di scelte politiche che riguardano il futuro delle nuove generazioni per consentire la programmazione e implementazione di progetti diretti alla formazione politica dei futuri amministratori locali.

Consiglio Nazionale dei Giovani
Via Adige, 26 – 00198 Roma
Tel. +39 06 94523417