Fin dalla sua istituzione, la Commissione Esteri, Integrazione, Mobilità Europea e Internazionale ha cominciato ad occuparsi di diverse macro-tematiche dal carattere trasversale, relative ai ruoli dei giovani e degli studenti nella nostra società e al loro rapporto con il tessuto giovanile europeo e internazionale.
Nel contesto di questa premessa, è nata l’iniziativa di provare a combattere uno dei fenomeni più diffusi e dannosi della società moderna: i discorsi d’odio, noto anche come Hate Speech. Il fenomeno di Hate Speech, secondo la definizione Treccani, consiste nell’espressione di odio e incitamento all’odio di tipo razzista, tramite discorsi, slogan e insulti violenti, rivolti contro individui, specialmente se noti o famosi, o intere fasce di popolazioni (stranieri e immigrati, donne, persone di colore, omosessuali, credenti di altre religioni, disabili ecc.). Il Consiglio d’Europa, in particolare, dichiara che “Il discorso d’odio copre molte forme di espressioni che diffondono, incitano, promuovono o giustificano l’odio, la violenza e la discriminazione contro una persona o un gruppo di persone per una serie di ragioni. Pone gravi pericoli per la coesione di una società democratica, la protezione dei diritti umani e lo stato di diritto. Se lasciato senza indirizzo, può portare ad atti di violenza e conflitti su una scala più ampia. In questo senso il discorso dell’odio è una forma estrema di intolleranza che contribuisce al crimine d’odio.” A questo riguardo, i giovani, in quanto individui ai primi stadi della loro evoluzione di un pensiero critico propriamente formato, rappresentano una fascia di popolazione il cui rischio di permeabilità di tali contenuti è elevato.
Diviene dunque di fondamentale importanza da parte del Consiglio Nazionale dei Giovani intraprendere una serie di iniziative per combattere il fenomeno di Hate Speech. Sia riprendendo le fila del lavoro a livello nazionale, che ricucendo i legami a livello internazionale con le Istituzioni Europee, i Consigli dei Giovani Europei e i vari stakeholder internazionali al fine di portare le pratiche efficaci a livello internazionale nei nostri terrori e dare l’occasione ai giovani di diventare attori del cambiamento e non spettatori di misure passive.
Per questo motivo, all’interno della Commissione si sono istituiti due gruppi di Membri Osservatori incaricati di formulare iniziative e progetti volti a combattere il fenomeno. Durante gli ultimi mesi di lavoro sono state formulate diverse proposte. A livello istituzionale risulta indispensabile istituire una Task Force contro i fenomeni di odio online che possa lavorare su documenti politici, raccomandazioni e linee di indirizzo da condividere e discutere con gli stakeholder nazionali e internazionali e le istituzioni con cui il CNG opera. Pare evidente che questo gruppo di osservatori non possa avere una durata di tre mesi, ma che debba essere un osservatorio permanente. Un tavolo istituzionale che sia il risultato dell’unione dei soggetti istituzionali, ma che si alimenti anche e soprattutto dei contributi di associazioni e organizzazioni, come ad esempio VOX – Osservatorio Italiano sui Diritti che tramite uno studio pluriennale sia qualitativo che quantitativo pubblica ogni anno la Mappa dell’Intolleranza o Amnesty International (con la pubblicazione del Barometro dell’odio, in funzione proprio durante le scorse elezioni politiche).
È evidente che a queste attività di monitoraggio del sentiment nazionale deve seguire necessariamente una imponente campagna istituzionale di contro-narrazione rispetto alle fake news e ai messaggi di istigazione all’odio. La stessa Commissione Europea è orientata verso programmi di sensibilizzazione e comunicazione (soft law) tramite i propri canali social ed eventi dedicati.
È attraverso una comunicazione inclusiva, in opposizione a quella degli haters, da parte delle stesse istituzioni, che è possibile contribuire ad isolare e disinnescare episodi di incitamento all’odio e alla discriminazione, anche e soprattutto quando questi provengono da personaggi della politica.
Da un punto di vista sociale e culturale, i membri osservatori hanno formulato proposte relative ad iniziative da implementare sia a livello scolastico, dalla scuola primaria d’infanzia fino alla scuola secondaria di secondo grado, sia in ambito corporate.
Per le prime, sono stati delineati una serie di esercizi interattivi da far svolgere agli studenti durante le ore dedicate all’apprendimento, mirati a costruire un percorso di maggiore consapevolezza, autostima e inclusività.
Nell’ambito corporate, invece, i membri della commissione del sottogruppo hate speech ritengono fortemente auspicabile che sempre più aziende assumano figure come Inclusion & Diversity Manager, che si promuovano corsi ad hoc sul linguaggio e le azioni inclusive e non discriminanti, e che si aprano canali di segnalazione in caso di atteggiamenti lesivi in forma anonima.
Facendo seguito ai documenti politici e alle linee proposte, i membri osservatori hanno deciso di provare a sperimentare quanto esposto, per valutarne la fattibilità e capire in che direzione si possa muovere il CNG in futuro.
In particolar modo, uno dei membri osservatori, Francesco D’Anna, studente del quinto anno del Liceo Gandhi a Casoria (NA), che ha intrattenuto un webinar con gli studenti più piccoli, quelli del biennio, informandoli dei pericoli che portano con sé le derive dell’odio e della prepotenza. Sono state fatte delle riflessioni sull’art. 21 della Costituzione, strutturato sulle libertà di pensiero e di espressione; ci si è posti l’interrogativo: ‘Possiamo scrivere tutto ciò che pensiamo?’ Probabilmente no, perché, anche in una grande democrazia quale la nostra, le libertà sono limitate nel momento in cui si intaccano quelle di un altro individuo. I dibattiti affrontati, sono stati importanti ed utili alla coscienza di ogni singolo giovane. La chiave di lettura, dunque, per contrastare gli ‘hate speech’, risiede nel punto di partenza: le scuole che, prima della funzione didattica, sono chiamate ad una educativa.
L’iniziativa portata avanti da Francesco, che è stata apprezzata sia dal Consiglio d’Istituto che dagli studenti stessi, è la risposta che la Commissione stava cercando: accanto al lavoro di policy, servono pratiche concrete da mettere in campo per creare il cambiamento dal basso e affiancare le istituzioni nell’indirizzare gli interventi di contrasto al fenomeno dell’odio, in Italia come all’estero. L’azione di Francesco, sullo stimolo degli altri e dei documenti prodotti, è l’esempio che dovrebbe essere replicato ed ampliato su tutto il territorio nazionale.
Per questa ragione, a seguito di questo esito così proficuo, la commissione redigerà presto una proposta di piano d’azione sul tema del hate speech che possa aprire un confronto a livello internazionale, con al centro il Consiglio d’Europa, e che possa far avviare dei confronti e di tavoli politici al CNG con i Ministeri della Gioventù, dell’Istruzione, della Giustizia e delle Pari opportunità e Famiglia, al fine di attivare iniziative e buone pratiche individuate in seno alla Commissione su scala nazionale e in maniera trasversale.
Il fenomeno del Hate speech, soprattutto ora durante la pandemia, deve restare una priorità nell’agenda politica, in quanto è necessario disinnescare tensioni sociali che dal virtuale possano sfociare nel reale, complicando ulteriormente il processo di normalizzazione della vita sociale e del dibattito pubblico.
Un grazie particolare va a Marco Garganiello, Aurora Sium, Clara Micol Giovannetti e Sheila Xu per aver posto le basi dei documenti e delle buone pratiche da mettere in atto per avviare questo lavoro del CNG. Il percorso è solo all’inizio, ma la motivazione della Commissione e dei membri osservatori è alta: presto un primo seminario online per confrontarci sul tema e definire nuove alleanze e strategie comuni.
Restate connessi.
Apertura procedura elettorale straordinaria Commissioni CNG
Con riferimento a quanto disposto dagli Articoli 21, 41 e 47 delle NROFI, si comunica l’apertura della procedura elettorale per n. 1 posizione all’interno della Commissione “Sport, Cultura, Legalità̀, Salute” e per n. 2 posizione all’interno della Commissione “Ambiente e Agricoltura”.
La candidatura è aperta ai soli membri delle organizzazioni socio ordinario con diritto di voto.
La candidatura a componente di una delle Commissioni Tematiche (Allegato 6), dovrà pervenire presso la sede del Consiglio Nazionale dei Giovani. La scadenza per la presentazione della candidatura è stata prorogata alle ore 23.59 del 31 marzo 2021, tassativamente attraverso le seguenti modalità:
- consegnata a mano presso la sede del CNG sita al 4^ piano di via Novara n. 41 a Roma. Poiché la Segreteria nelle prossime settimane continuerà a lavorare da remoto, al fine di prevenire la diffusione della pandemia Covid-19, Vi chiediamo cortesemente di contattarci prima, per poter fissare un appuntamento;
- inviata attraverso posta raccomandata R.R. a Consiglio Nazionale dei Giovani, via Novara n. 41 – 00198 Roma. Si specifica che NON farà fede il timbro postale;
- trasmessa tramite PEC all’indirizzo consiglionazionalegiovani@legalmail.it (le mail si considereranno valide se pervenute da un indirizzo PEC valido).
La suddetta candidatura dovrà contenere la seguente documentazione:
- modulo per la presentazione della candidatura a membro della Commissione Tematica (Allegato 6), debitamente compilato e sottoscritto in originale ove espressamente richiesto;
- Curriculum Vitae del candidato;
- lettera di motivazione del candidato;
- dichiarazione a firma (autografa per la documentazione cartacea oppure digitale certificata sia per la documentazione cartacea che per quella trasmessa tramite PEC) del rappresentante legale dell’organizzazione socio ordinario con diritto di voto che sottoscrive la candidatura (pertanto, una dichiarazione per ciascuna organizzazione sottoscrivente), riportante la seguente dicitura: “Io sottoscritto NOME E COGNOME, in qualità di rappresentante legale dell’organizzazione NOME DELL’ORGANIZZAZIONE, sottoscrivo la candidatura alla carica di membro della Commissione Tematica SPECIFICARE QUALE COMMISSIONE di NOME E COGNOME DEL CANDIDATO MEMBRO”.
PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA: IL PILASTRO GIOVANI
Negli scorsi mesi, il Consiglio Nazionale dei Giovani ha avviato una proficua collaborazione con la Fondazione Bruno Visentini. Un accordo sottoscritto per affrontare attraverso studi di settore la questione giovanile, al fine di delineare proposte e interventi organici.
Da questa collaborazione nasce lo studio sulla Proposta di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza avanzata dal Governo lo scorso 12 gennaio e, dunque, la nostra richiesta di individuare un Pilastro unico dedicato alle politiche per le nuove generazioni, coerentemente con le nuove Linee guida delle Commissione europea.
Leggi nel dettaglio i risultati dello studio sul sito dell’ Osservatorio Politiche Giovanili della Fondazione Bruno Visentini.
“Vogliamo decidere sul nostro futuro! I giovani valutano i piani italiani per il Next generation Eu”
L’Italia dovrà dare attuazione al programma Next generation Eu, varato dall’Unione europea per combattere le conseguenze della pandemia da Covid-19 e per rendere l’Unione più sostenibile, resiliente e giusta. Il nostro Paese – il maggiore beneficiario di tali risorse europee – deve predisporre entro aprile il proprio Pnrr secondo le linee guida emanate dalla Commissione europea.
In questo quadro, è necessario dare voce alle aspirazioni e alle proposte delle giovani generazioni, anche per ribadire l’ottica di giustizia intergenerazionale posta alla base dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, assunta dall’Unione europea come riferimento di tutte le proprie politiche.
L’incontro vedrà quindi la partecipazione di numerose organizzazioni giovanili, inclusi i rappresentanti del Gruppo di lavoro loro dedicato che l’ASviS ha recentemente costituito.
Sarà possibile seguire l’evento su asvis.it, sulla pagina Facebook dell’Alleanza, sul canale Youtube e sul sito FUTURAnetwork.eu.
Programma
15:30 – 15:45 Introduzione
Enrico Giovannini, Portavoce dell’ASviS
15:45 – 17:30 La preparazione del Pnrr: la voce delle giovani generazioni
Interventi:
Elisa Cappa Bava, European Youth Parliament
Giovanni Mori, Fridays For Future
Maria Cristina Pisani, Presidente del Consiglio Nazionale Giovani
Domenico Vito, Rete Giovani 2021
Robert Zielonka, Global Shapers
Discussant:
Maria Vittoria Dalla Rosa Prati, New Wave Plef, Coordinatrice Gdl ASviS delle organizzazioni giovanili
Giovanni Moraglia, Federmanager Gruppo giovani, Coordinatore Gdl ASviS delle organizzazioni giovanili
17:30 – 17:45 Conclusioni
Enrico Giovannini, Portavoce dell’ASviS
Scarica il programma
#Èdonna #Èstoria. Empowerment e leadership al femminile
L’Istituto per la Competitività (I-Com), l’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti (UCID) e il Gruppo Minerva Federmanager organizzano venerdì 5 febbraio 2021, dalle ore 17:00, l’iniziativa dal titolo “#ÈDonna #ÈStoria. Empowerment e leadership al femminile” alla quale parteciperà anche la Presidente del Consiglio Nazionale Giovani, Maria Cristina Pisani.
L’evento, che si svolgerà sulla piattaforma Zoom, è organizzato in collaborazione con #InclusioneDonna e Gamma Donna e con il patrocinio del Consiglio Nazionale dei Giovani. Media partner saranno l’Agenzia Dire e Formiche.net.
Il 2020 è l’anno che ci ha segnato a livello globale a causa della diffusione del Covid-19, ma è anche l’anno che ha visto l’universo femminile vedersi riconosciuti con più forza traguardi in passato negati. Una rivoluzione culturale che rischia di rimanere sottotraccia ma che necessita di essere portata alla ribalta perché c’è ancora molto da fare. Ne parliamo con le prime donne della storia a ricoprire incarichi di prestigio, perché, come indicato nel rapporto 2018 di UN Women, l’ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile, e nell’attuale Piano nazionale di ripresa e resilienza #Next Generation Italia, raggiungere l’uguaglianza di genere non è solo un obiettivo importante in sé e per sé, ma anche un catalizzatore per raggiungere l’Agenda 2030 e un futuro sostenibile per tutti.
REGISTRATI
Di seguito l’agenda con tutti i relatori confermati
Apertura
Stefania Brancaccio, Referente Coordinamento Donne UCID
Pierluigi Germani, Referente Movimento Giovani UCID
Sila Mochi, Founder #InclusioneDonna
Valentina Parenti, Founder Associazione Gamma Donna
Renata Tebaldi, Coordinatrice Nazionale Federmanager Minerva
Intervento
Presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati
(videomessaggio)
Ne discutono
Antonella Polimeni, Rettrice Sapienza Università di Roma
Maria Luisa Pellizzari, Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie – Polizia di Stato
Monica Parrella, Dirigente Generale dello Stato
Conclusioni
Stefano Cuzzilla, Presidente Federmanager
Stefano da Empoli, Presidente Istituto per la Competitività (I-Com)
Gian Luca Galletti, Presidente UCID Nazionale
Maria Cristina Pisani, Presidente Consiglio Nazionale Giovani
Coordinano
Simona Mulè, Referente Coordinamento Donne Giovani UCID
Andrea Picardi, Direttore Comunicazione Istituto per la Competitività (I-Com)
PNRR: Audizione del Consiglio Nazionale dei Giovani – Commissioni riunite Bilancio (V) e Affari sociali (XII) – Sintesi
Commissioni riunite Bilancio (V) e Affari sociali (XII) – Proposta di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Audizione del Consiglio Nazionale dei Giovani, del 2 febbraio 2021 – Sintesi diretta web.
Il Consiglio Nazionale dei Giovani (CNG) è rappresentato dai Dott. Michele Tridente e Mario Pozzi del Consiglio di Presidenza del CNG.
Il Dott. Tridente inizia il suo intervento affermando come il CNG sia l’organo consultivo di rappresentanza dei giovani nelle interlocuzioni istituzionali e per le politiche che riguardano il mondo giovanile.
Sottolinea, in apertura, come il CNG ha analizzato con attenzione le misure contenute nel PNRR sia con riferimento al valore delle risorse che nelle misure per i giovani in esso contenute.
Il Dott. Tridente ritiene che l’ultima versione presentata dal Governo al Parlamento sia più precisa e più elaborata della precedente.
Il responsabile del CNG premette che l’accordo che hanno raggiunto, poi confluito anche nelle linee guida, puntualizza che alle politiche giovanili è attribuito un obiettivo prioritario.
Il Dott. Tridente precisa altresì che la Francia prevede uno specifico pilastro dedicato alle politiche giovanili e alla riduzione del divario generazionale e che tale pilastro specifico potrà portare benefici già dal 2022.
L’assunzione di uno specifico pilastro consente politiche incentrate specificatamente sui giovani, con più di 20 progetti per 6 miliardi complessivi, nonostante la Francia abbia a disposizione meno risorse totali.
Il Dott. Tridente, a tal proposito, richiama uno studio della Fondazione Bruno Visentini – relativo al divario generazionale e che indica come il totale delle risorse stanziate per le politiche giovanili ammonti a 4,53 miliardi di euro, di cui 3,6 all’interno del piano nazionale di ripresa e resilienza e 0,93 inerenti al REACT EU, con una percentuale del 2 per cento dell’intero piano.
Il Dott. Tridente evidenzia la necessità di misure generazionali attraverso la predisposizione di provvedimenti idonei a incidere sul divario tra le generazioni, con una visione organicamente e strutturalmente orientata a una strategia di lungo periodo.
Il responsabile del CNG rimarca l’esigenza di comprendere che i costi sociali siano, direttamente e indirettamente, a carico delle nuove generazioni e che per tale ragione è ritenuta centrale l’istituzione di una valutazione dell’impatto socio-economico per ogni singolo pilastro contenuto nel piano di ripresa e resilienza.
Il CNG ritiene dunque necessaria la definizione di un unico pilastro dedicato specificatamente ai giovani e che tale pilastro sia in linea con l’Agenda 2030, che – sottolinea il Dott. Tridente – risulta essere assente o quasi nel Piano.
Il Dott. Tridente ravvisa che le ragioni principali che sottolineano l’importanza di una trattazione separata e di un unico pilastro risiedono nel fatto che i giovani pagheranno l’incremento di debito che verrà generato dall’adozione di queste misure in una prospettiva di medio-lungo periodo.
Il CNG evidenzia come l’obiettivo di fondo sia il rilancio delle prospettive occupazionali, ritenuto come prioritario, e la riduzione numero di NEET.
A tal proposito elenca sei motivi di primaria importanza:
- l’indebitamento elevato – con oneri molto rilevanti a carico dei giovani – nella logica della solidarietà intergenerazionale;
- il prezzo più alto lo stanno pagando le nuove generazioni, con una disoccupazione giovanile al 29,7 per cento;
- l’impatto sul profilo educativo e socio-educativo per le giovani generazioni, sia dal punto di vista dell’apprendimento, sia del miss-match nel mercato del lavoro;
- l’impatto generazionale asimmetrico che colpisce sia i più giovani ora che le generazioni future;
- l’allineamento all’Agenda 2030;
- in fine, il nuovo pilastro del Recovery Plan – il sesto originariamente è stato ampliato alle politiche giovanili – modifica che ritengono essere “di non poco conto”.
Il Dott. Tridente ricorda come l’impatto sia anche e soprattutto indiretto, sebbene sia evidente come alcune altre misure contenute nel PNRR rechino vantaggi anche ai giovani, come ad esempio la misura istruzione e ricerca, la lotta all’abbandono scolastico, la digitalizzazione della didattica, o come le politiche sul lavoro e sulla coesione, le politiche attive per il lavoro e la formazione.
Il rappresentante del CNG sottolinea inoltre come vi sia stato un forte investimento del diritto allo studio universitario e sulla ricerca, pur rappresentando al contempo un’assenza di misure strategiche utili per il contrasto alla povertà educativa, con specifici budget, ed evidenziando anche come anche in altre occasioni il CNG ha fatto proposte importanti in questo senso, anche per combattere il divario tra Nord e Sud e tra aree avanzate e meno avanzate del Paese.
Dal punto di vista del lavoro, il Dott. Tridente ritiene “urgente” la valorizzazione dell’occupabilità giovanile, sia sul versante della formazione che su quello del sostegno al reddito e dell’occupazione.
Ritiene altresì che molti giovani non abbiano potuto beneficiare di alcune misure intraprese dal Governo come il blocco dei licenziamenti e che abbiano solo marginalmente potuto beneficiare della cassa integrazione.
Il rappresentante del CNG precisa inoltre che nel PNRR non si rintraccia un consolidamento degli obiettivi del programma Garanzia Giovani.
In definitiva, il Dott. Tridente afferma che, nonostante i costi sanitari della crisi ricadono oggi in misura purtroppo drammatica sugli anziani, il costo indiretto sarà a carico dei giovani, anche a causa dell’aumento del debito pubblico, che sposta l’onere fiscale sulle future generazioni.
Il Dott. Tridente conclude l’intervento chiedendo di essere coinvolti e convocati come CNG nel lavoro sul programma e poi anche sul monitoraggio degli interventi contenuti nel piano e concernenti le politiche giovanili e le misure sul ricambio generazionale.
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L’Onorevole Ungaro chiede se reputa il livello di risorse per le politiche giovanili adeguato alla sfida che abbiamo di fronte, sottolineando che la Francia ha dedicato il 6,7 per cento (con 50 pagine del Piano, anche avendo 1 milioni di giovani inattivi in meno). Chiede inoltre se la trasversalità sia un problema per i giovani.
L’Onorevole D’Arrando indica che il confronto con la Francia appare ingeneroso in quanto l’approccio transalpino è differente e anche le condizioni socio-sanitarie appaiono molto diverse.
Chiede quali azioni concrete possono essere fatte per le politiche attive del lavoro, dal momento che emerge la carenza di competenze in vari ambiti (scientifico, tecnologico), e quali suggerimenti hanno per rafforzare il sistema della formazione.
L’On. Carnevali chiede se ci sono azioni meritevoli di inserimento nel PNRR e chiede il punto di vista del CNG sugli stage (se ritengono siano visti positivamente nel quadro del rafforzamento del sistema duale o se reputano lo stage come surrettiziamente sostitutivo dei contratti), reputando, a tal proposito, che l’attenzione al sostegno all’occupazione sia pertinente.
L’On. Trancassini si limita a sottolineare come sia importante il coinvolgimento dei giovani nelle varie fasi di implementazione e monitoraggio del piano nazionale di ripresa e resilienza.
Il Dott. Tridente precisa che i confronti con gli altri Paesi rischiano di essere pericolosi, sottolineando di converso come il parallelo con il modello francese riguardasse esclusivamente il fatto che la Francia abbia dedicato uno specifico pilastro all’interno del loro piano nazionale ai giovani e alle politiche intergenerazionali.
Sul tema della trasversalità, il Dott. Tridente ritiene che, se da un lato i progetti relativi ai singoli pilastri siano collegati per generare maggiore valore, è altrettanto vero che dedicare un singolo pilastro ai giovani e alla riduzione del divario generazionale può servire per evitare una dispersione delle risorse.
Sulla questione del lavoro, il rappresentante del CNG innanzitutto sottolinea il malfunzionamento dei centri per l’impiego (che andrebbe riordinati e definiti sul modello tedesco) con le cosiddette “agenzie per il lavoro giovanile”. Il Dott. Tridente precisa come fondamentale sia il tema della staffetta generazionale, specie nella pubblica amministrazione, anche in ragione del passaggio alla digitalizzazione della PA. A ciò si aggiunga anche l’implemento del Programma Garanzia Giovani e gli sforzi necessari per una decontribuzione integrale per gli Under 35.
Sul tema degli stage e dei tirocini, il Dott. Tridente reputa che la forma contrattuale si è allontanata dalla vocazione originaria di link tra università e istituti professionale e mondo del lavoro, ritenendo altresì come spesso venga utilizzato dalle imprese per abbassare il costo del lavoro.
Il Dott. Tridente ravvisa come ci sia bisogno di una regolamentazione degli stage orientata all’omogeneità degli importi tra le regioni e di uno strumento assistenziale a fine stage sul modello dell’indennità di disoccupazione.
In fine, il rappresentante del CNG sottolinea come il sistema dei tirocini necessiti di una cornice di riferimento nazionale e che, a tal proposito, stanno lavorando a uno “Statuto generale del tirocinante”, per garantire diritti e rendere gli stessi “forme effettive di apprendimento” e non meramente “di manodopera a basso costo”.
In ultima analisi, il Dott. Tridente ribadisce la piena disponibilità del CNG a svolgere un ruolo attivo nell’implementazione e nel successivo monitoraggio degli interventi contenuti nel piano che riguardano i giovani e le future generazioni.