Categoria: Comunicati Stampa

Stati Generali dell’Economia. Presidente CNG: “Abbiamo chiesto al Presidente Conte di rendere questa occasione strumento per dare voce ai giovani che chiedono di partecipare alla ricostruzione del Paese”

Roma, 5 giugno 2020 – “Come Consiglio Nazionale dei Giovani accogliamo con entusiasmo l’annuncio da parte del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte dell’avvio degli Stati Generali dell’Economia per raccogliere le proposte delle parti sociali ed economiche per il rilancio del Paese. Siamo consapevoli degli sforzi messi in campo dalle istituzioni nazionali con misure economiche e sociali importanti emanate per fronteggiare un’emergenza senza precedenti. Tuttavia, al di là dell’efficacia delle singole misure emergenziali, non possiamo dimenticare la storica esistenza in Italia di una ‘questione giovanile’ irrisolta. Crediamo, infatti, che la crescita personale e la partecipazione delle nuove generazioni rappresentino nei fatti le sfide decisive per garantire la qualità sociale e la democrazia nel nostro Paese. Per questo abbiamo scritto al Presidente Conte perché crediamo sia questa un’opportunità unica per includere le nuove generazioni nei processi decisionali sul rilancio del nostro Paese che condizioneranno in modo profondo il loro futuro. Siamo convinti sia questo il momento per provare ad affrontare le attuali difficoltà attraverso un nuovo patto economico scritto con i giovani, per scongiurare il rischio di un aumento delle diseguaglianze tra generazioni e la possibilità, ancora una volta, che milioni di giovani pronti a fare scelte coraggiose, a seguire progetti e passioni, restino esclusi dai processi decisionali”. Così la Presidente del CNG, Maria Cristina Pisani.

La Presidente del CNG: “Precari in prima linea: i giovani professionisti dimenticati”

Leggi l’intervento della Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, Maria Cristina Pisani, su ricercaesalute.it
 
“Nell’istantanea di questi due mesi di crisi sanitaria da Covid-19 ci sono categorie di giovani che hanno lavorato in modo straordinario senza mai fermarsi a supporto del Servizio Sanitario: medici, ricercatori, infermieri, operatori socio sanitari, farmacisti.
Queste categorie professionali hanno in comune lo straordinario compito di tutelare la salute di ciascuno di noi ma anche qualcos’altro. Hanno in comune il precariato. Nonostante l’impegno del Governo per stabilizzare 35 mila risorse del comparto salute, il profilo dei giovani che intendono entrare stabilmente in questi settori resta invariato.
Gli ultimi dati ci hanno consegnato un quadro complesso, con il 70% dei giovani medici sottopagati, molti dei quali, peraltro, pagati con fortissimi ritardi. Non solo, tornando sul fronte della stabilità lavorativa, anche in questi mesi, si è fatto ampio ricorso all’uso delle partite Iva in sostituzione di un normale contratto, anche determinato, special modo nei reparti di emergenza-urgenza, dove sarebbe più che mai importante disporre di personale assunto con tutele maggiori. Le collaborazioni libero professionali non garantiscono diritti né, come ovvio, coperture e garanzie economiche previste dalla contrattazione collettiva. Proprio per questi motivi, purtroppo, il mercato offre una grande platea di giovani medici in cerca di lavoro e disposti a tutto, un’ampia platea di alte professionalità a basso costo spesso disposta a lavorare più ore per racimolare una mensilità più alta. Sappiamo ancora che più del 90% dei giovani medici specialisti in chirurgia è alla continua ricerca di opportunità all’estero, per la quasi impossibilità di diventare primo operatore in età giovanile nel nostro Paese.
Lo stesso vale anche per la categoria infermieristica. Sì perché la condizione dei giovani infermieri non è più rassicurante. Una categoria, questa, mortificata da anni di precarietà e false partite Iva, con giovani costretti a doppi o tripli lavori per potersi garantire un futuro.
E ancora, si registrano contratti a tempo determinato di tre o quattro mesi per il 95% dei giovani ricercatori italiani. Come è noto, siamo uno degli ultimi Paesi per investimenti in ricerca e nonostante ciò ad isolare il coronavirus è stata proprio una ricercatrice precaria, italiana, dello Spallanzani.
Come dimenticare, inoltre, la condizione italiana dell’occupazione dei giovani farmacisti ospedalieri, con un alto numero di precari che, nonostante ciò, svolgono funzioni importanti in strutture pubbliche e private, come i giovani dirigenti farmacisti con impiego a tempo determinato. Solo il 58% di questi risulta stabilizzato. Sono precari l’80% dei farmacisti che svolgono attività di sperimentazione clinica e il 60% di quelli che si occupano di farmacovigilanza.
Alla precarietà si aggiunge un tema centrale nella gestione di questa emergenza: la sicurezza sui luoghi di lavoro. La pandemia ha portato alla luce le falle di un sistema che non ha adeguatamente garantito tutele personali. Quasi 17.000 gli operatori contagiati tra cui moltissimi giovani alle prime esperienze lavorative.
Per questo è necessario un investimento sulle giovani generazioni del comparto sanitario, soprattutto per la loro predisposizione alla digitalizzazione. In questa emergenza epidemica si sono sviluppate con estrema velocità tecniche di gestione del paziente a livello digitale, attraverso l’uso della telemedicina e di applicativi e/o device in grado di monitorare e assistere il paziente, oltre che supportare l’operatore sanitario nel suo lavoro. Diventa quindi strategico un approccio propositivo nella stabilizzazione delle generazioni giovani del comparto che non richiedono particolari upgrade formativi e che possono diventare determinanti nell’efficientamento della gestione del Servizio Sanitario Nazionale. Un corretto turnover che oggi, più che mai, significherebbe stabilizzazione e investimento per il futuro.
Anche per questo, è fondamentale sviluppare nuovi approcci formativi capaci di coniugare la formazione universitaria con i nuovi modelli di accesso alla professione condivisi con le altre figure professionali sanitarie che diano maggior spazio ai giovani nell’ottica di una maggiore solidarietà intergenerazionale.
Le attuali istanze di questi giovani professionisti, che contribuiscono concretamente alla crescita del loro settore, evidenziano l’importanza di dare loro stabilità affinché possano essere realmente protagonisti del nostro Sistema Salute.”

Il commento della Presidente del CNG sull’Huffington Post Italia: “I giovani siano in prima linea nella ricostruzione”

Nella vita di ciascun italiano è entrato con prepotenza il rapporto quotidiano con i numeri dell’emergenza sanitaria da Covid-19: numero di malati, di nuovi contagiati, di pazienti in terapia intensiva, di chi non ce l’ha fatta e di chi, una volta guarito, ha potuto fare ritorno a casa. Sono numeri che in queste settimane ci hanno restituito un’istantanea di una realtà drammaticamente inconfutabile: è la peggiore emergenza che ci troviamo a vivere dal secondo dopoguerra.
Ci sono poi numeri la cui interpretazione non può essere così immediata ma la cui realtà potrebbe manifestarsi limpidamente in un futuro non molto lontano. Sono i numeri che riguardano i giovani, milioni di ragazze e ragazzi che vivono oggi tra paure e speranze e che la pandemia ha drasticamente messo in quarantena forzosa.
Contenuta la diffusione del contagio con il ricorso ad un rigoroso e più volte prorogato lockdown, all’inizio di quella che viene definita la “fase 2”, il rischio che corriamo – senza scadere nella retorica – è che le giovani generazioni paghino il costo più alto della crisi, considerando che il rientro al lavoro di queste ore coinvolgerà prevalentemente le fasce d’età più alte. Nelle attività che resteranno chiuse dopo il 4 maggio, infatti, sono impiegati il trenta per cento dei giovani fino ai 29 anni e il ventotto per cento di quelli che hanno fino a 39 anni.
E’ la stessa generazione che ha vissuto due crisi, senza precedenti, in poco più di dieci anni. Ci aveva pensato, infatti, già la grande recessione scoppiata nel 2008 con la spinta di meccanismi finanziari di contagio che hanno aggravato la spirale recessiva in diversi Paesi europei causando la crisi del debito sovrano, a lasciare indietro i giovani.
Oggi, davanti a previsioni di tracollo dell’economia globale che lasciano intravedere gli impatti dell’attuale crisi, di certo maggiori rispetto a quelli della grande recessione, possiamo comprendere chiaramente i costi socio-economici che ci attendono. Da qui l’importanza di quei numeri, di quei milioni di giovani, del loro futuro che dipende, oggi più che mai, dalle nostre scelte e dalle strategie che le Istituzioni nazionali sono chiamate a mettere in campo.
Se è vero, infatti, che il costo sociale diretto, chiaro e visibile, di questa crisi sanitaria è la mortalità che ha colpito in primo luogo gli anziani, soprattutto in Italia, il costo indiretto maggiore sarà a carico dei giovani, dei loro percorsi formativi e occupazionali, dei loro progetti di vita, anche in prospettiva, a causa dell’ulteriore e inevitabile aumento del nostro debito pubblico.
Da qui la necessità di scongiurare il rischio di un aumento delle diseguaglianze tra generazioni che dipendono esse stesse dalla tipologia di inquadramento per chi ha un lavoro, dalle minori possibilità di inserimento per chi ancora non ha un’occupazione e la possibilità, ancora una volta, che milioni di giovani pronti a fare scelte coraggiose, a seguire progetti e passioni, siano costretti a rimandare il loro futuro in assenza di un nuovo modello socio-economico di sviluppo del Paese che riconsideri il ruolo delle giovani generazioni.
Perché al di là dell’efficacia delle singole misure emergenziali, non possiamo dimenticare la storica esistenza in Italia di una “questione giovanile” irrisolta. L’emergenza in corso potrebbe diventare l’occasione per provare ad affrontarla, con un approccio coordinato tra i diversi settori, anche grazie alla sospensione dei vincoli comunitari di bilancio. Un nuovo patto economico per i giovani italiani sarebbe la strada migliore per far ripartire l’Italia ponendo le nuove generazioni nelle condizioni di partecipare in modo pieno alla ricostruzione del Paese.
Leggi il commento della Presidente su huffingtonpost.it

Nota della Presidente del CNG in merito ai finanziamenti della Fondazione Europea per la Gioventù (EYF) per le attività delle organizzazioni giovanili nazionali e locali

Di seguito, si riporta la nota a firma della Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, Maria Cristina Pisani, in merito ai finanziamenti della Fondazione Europea per la Gioventù (EYF) per le attività delle organizzazioni giovanili nazionali e locali svolte nell’ambito dell’emergenza Covid-19.
“Gentili Presidenti e Delegati,
la Fondazione europea per la gioventù (EYF) ha lanciato un appello speciale per le organizzazioni giovanili locali e nazionali che sono alla ricerca di finanziamenti per attività che rispondano alle esigenze locali derivanti dalla crisi causata dall’emergenza Covid-19.
Nello specifico, si potranno richiedere finanziamenti per attività che mirano a dimostrare solidarietà e sostegno a tutte le persone colpite dalla crisi Covid-19, a supporto quindi di gruppi di persone particolarmente vulnerabili, tra cui senzatetto, rifugiati e richiedenti asilo, persone con disabilità o persone che vivono in isolamento; attività che prevedono un sostegno ai servizi sanitari, sociali ed educativi o, ancora, attività di educazione e sensibilizzazione sull’importanza dei diritti umani in risposta alla crisi.
Per avere informazioni sulla procedura e sui criteri per presentare la propria candidatura, vi rimandiamo al seguente link: https://bit.ly/34YcUFV.
Nella speranza di poterci rivedere al più presto, restiamo a disposizione per qualsiasi necessità.
Di cuore.”

Maria Cristina Rosaria Pisani
Presidente Consiglio Nazionale dei Giovani

CNG: “Bene provvedimenti del Governo. Ora indispensabili misure mirate per sostenere fasce sempre più ampie di giovani in difficoltà. Ai ragazzi chiediamo di farci pervenire tutte le loro proposte”

“Il mondo dell’associazionismo giovanile non si è mai fermato davanti a questa drammatica emergenza sanitaria, svolgendo un lavoro instancabile in campo sociale, economico e sanitario a sostegno delle fasce più deboli. Tanti giovani volontari e associazioni giovanili sono in campo come volontari temporanei offrendo il loro prezioso contributo d’assistenza ai cittadini maggiormente in difficoltà. Tuttavia, riteniamo che l’impatto di questa emergenza per le giovani generazioni è e sarà pesantissimo. Solo con provvedimenti importanti e mirati, alla fine di questa emergenza potremo sostenere le enormi difficoltà a cui stanno andando incontro fasce sempre più ampie di giovani”. Così Maria Cristina Pisani, Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, l’organo consultivo cui è demandata la rappresentanza dei giovani nella interlocuzione con le Istituzioni per ogni confronto sulle politiche che riguardano il mondo giovanile.

 “Come Consiglio Nazionale dei Giovani apprezziamo le misure messe in campo dal Governo per attenuare le conseguenze drammatiche della quarantena economica e sociale. Ma siamo altrettanto consapevoli che la vera cura debba ancora arrivare. Sebbene il decreto “Cura Italia” contenga interventi importanti per famiglie, lavoratori, professionisti e commercianti, ci chiediamo quali provvedimenti verranno assunti per fronteggiare l’inevitabile shock che colpirà il mercato del lavoro nel corso di quest’anno con conseguenze preoccupanti soprattutto per i giovani. Per questo sarà importante adottare misure per fronteggiare l’inevitabile calo delle assunzioni nel 2020; favorire l’occupazione giovanile con sistemi puntuali di incentivazione previdenziali e/o fiscali per ridurre i costi del lavoro; sostenere l’imprenditorialità giovanile; rimodulare il sistema delle tasse universitarie e supportare con maggiori finanziamenti il sistema del diritto allo studio; garantire a tutti i giovani studenti l’accesso a piattaforme per la didattica a distanza; integrare iniziative di riconoscimento di contributi a fondo perduto e azioni più innovative mirate all’accesso e al mantenimento dell’abitazione in locazione;  garantire la proroga di alcune scadenze di bandi pubblici attualmente in atto; prevedere un fondo a supporto delle associazioni di volontariato” ha aggiunto la Presidente Pisani.

 “Per questo stiamo raccogliendo le istanze dei giovani e delle associazioni giovanili, mettendo in campo strumenti pratici che mirano a informarli, avere rapide risposte, creare una rete online di scambio continuo e favorire un loro maggior coinvolgimento al lavoro di proposta che consegneremo alle Istituzioni. In tempi di avversità e crisi, questo è più importante che mai. Chiediamo ai giovani – conclude la Presidente Pisani – di offrirci il loro contributo per poter anche noi partire dallo studio delle loro concrete difficoltà di questi giorni”.

Leggi di più sul sito DIREGIOVANI.IT

Lettere della Presidente del CNG a Giovani AVIS, Giovani Croce Rossa italiana e Giovani Farmacisti

In questo momento di grande difficoltà per il nostro Paese, la Presidente del Consiglio Nazionale Giovani, Maria Cristina Pisani, ha voluto rivolgersi, a nome di tutto il CNG, ai giovani dell’AVIS, ai giovani della Croce Rossa Italiana e ai giovani della Federazione Nazionale Associazioni Giovani Farmacisti che oggi sono chiamati a svolgere un ruolo importante per tutta la comunità nazionale per ringraziarli per il lavoro che, con spirito di abnegazione, stanno portando avanti in queste settimane per vincere la battaglia contro la diffusione del coronavirus.
 
Per leggere le lettere clicca qui:

Consiglio Nazionale dei Giovani
Via Adige, 26 – 00198 Roma
Tel. +39 06 94523417