Mese: Giugno 2020

Calendario dei lavori parlamentari dal 15 al 20 Giugno 2020

Calendario dei lavori parlamentari dal 15 al 20 Giugno 2020

Emendamenti.

  • Termine emendamenti martedì 23 giugno ore 18.00; termine subemendamenti giovedì 25 giugno ore 13.00. Governo – Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – legge di delegazione europea 2019 – (1721)(Doc. LXXXVI, n. 3) – Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per l’anno 2020 – (Doc. LXXXVII, n. 3) Relazione consuntiva sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea, relativa all’anno 2019. (Senato 14a – Politiche dell’Unione Europea)

Audizioni

  • Martedì 16, ore 14.00. Audizione del Ministro dell’università e della ricerca sulle iniziative di competenza del suo Dicastero connesse all’emergenza epidemiologica Covid-19. (Senato 7a – Cultura)
  • Mercoledì 17, ore 8.30. Seguito dell’audizione del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo sulle iniziative di competenza del suo Dicastero connesse all’emergenza epidemiologica Covid-19 nei settori dei beni e delle attività culturali. (Senato 7a – Cultura)
  • Martedì 16, ore 11.00. Audizioni informali di: Ore 11: rappresentanti di Reti-Public affairs Lobbying and communication – Ore 11.20: rappresentanti dell’Associazione Il Chiostro – per la trasparenza e professionalità delle lobby – Ore 11.40: Gianluca Sgueo, Global Media Seminar Professor presso la New York University di Firenze sulle proposte di legge C. 196 Fregolent, C. 721 Madia e C. 1827 Silvestri, in materia di Disciplina dell’attività di rappresentanza di interessi. (Camera I – Affari costituzionali)
  • Martedì 16, ore 12.00. Audizione del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Sergio Costa sulle recenti iniziative normative dell’Unione europea in materia di cambiamenti climatici. (Camera VIII – Ambiente)

Decreti-legge

Camera dei Deputati 

  • Dal 15 al 17. On. Delrio (PD) – Delega al Governo per riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’assegno unico e la dote unica per i servizi – C. 687 Delrio, C. 2155 Gelmini e C. 2249 Locatelli. (XII Affari sociali)

Avviso di convocazione Assemblea Generale del Consiglio Nazionale dei Giovani

Con riferimento all’Art.12 delle Norme Regolamentari, Organizzative e di Funzionamento Interne (NROFI), sentito la Presidente, il Coordinatore dell’Assemblea ha convocato l’Assemblea Generale del Consiglio Nazionale dei Giovani che si terrà domenica 28 giugno p.v.
In ottemperanza a quanto previsto del DPCM del 9 marzo 2020 recante nuove misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull’intero territorio nazionale e successivi decreti, la riunione si terrà straordinariamente online. I lavori assembleari osserveranno il seguente ordine del giorno:
Ore 9:00 Prima convocazione
Ore 10.00 Seconda convocazione. Roll Call. Votazione verbale dell’Assemblea Generale precedente.
Ore 10.15 Saluti della Presidente.
Ore 10.45 Relazione del Coordinatore dell’Ufficio di Tesoreria, del Segretario Amministrativo,
del Presidente del Collegio dei Revisori sul bilancio consuntivo 2019.
Ore 11.30 Votazione del bilancio consuntivo 2019.
Ore 11.45 Elezione componente della Commissione Tematica Diritti e Politiche di Genere.
Ore 12.00 Analisi delle misure contenute nel DL Rilancio.
Ore 12.45 Considerazioni sugli Stati Generali dell’Economia.
Ore 13.15 Discussione seminari di formazione per i giovani e le organizzazioni giovanili.
Ore 13.45 Varie ed eventuali.
Ore 14.00 Chiusura dei lavori.
Allo scopo di favorire una più attiva e consapevole partecipazione all’Assemblea Generale, si ricorda che, come da Art. 13 delle NROFI, partecipano con diritto di voto e di intervento i rappresentanti legali o loro delegati di tutte le organizzazioni che godono dello stato di socio effettivo – ai sensi dell’art. 8 dello Statuto – del Consiglio Nazionale dei Giovani in regola con i pagamenti delle quote associative.
La registrazione dei delegati dovrà avvenire tassativamente entro e non oltre le ore 23.59 del giorno 26 giugno 2020 tramite la compilazione del modulo di partecipazione disponibile al link https://consiglionazionale-giovani.it/iscriviti-allassemblea/ .

La società civile si mobilita contro i tagli all’Erasmus. L’intervista alla Presidente del CNG su Euractiv.it

Leggi l’intervista della Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, Maria Cristina Pisani su Euractiv.it
Mentre si discute del Recovery Fund proposto dalla Commissione Europea, una serie di forze della società civile hanno cominciato a denunciare delle contraddizioni tra i piani della Commissione e il piano presentato.
I governi degli Stati membri hanno infatti, fin da quando sono iniziate le trattative per la definizione del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), cercato di ridurre i contributi nazionali al bilancio europeo; inoltre la Brexit ha causato un’inevitabile e cospicua diminuzione della quota nominale del bilancio a disposizione dell’UE. Per trovare un accordo, che si ricorda deve essere unanime in seno al Consiglio, la Commissione è stata obbligata a compromessi al ribasso. Ecco dunque spiegato il motivo per cui al momento, i fondi previsti per programmi fondamentali come Erasmus+, Corpi Europei di Solidarietà ed Europa Creativa potrebbero essere tagliati nel prossimo bilancio.
Il primo a suonare l’allarme era stato il Presidente del Movimento Europeo in Italia, Pier Virgilio Dastoli, che già il 29 maggio scorso aveva denunciato con forza la riduzione del bilancio europeo per questi programmi, così come previsto nella proposta del Presidente del Consiglio europeo Charles Michel, il 26 febbraio 2020.
Il Movimento Europeo si è dunque appellato “alle organizzazioni giovanili, al mondo della cultura e, più in generale, alle organizzazioni rappresentative della società civile affinché si oppongano con determinazione a questi tagli.” Il Presidente Dastoli chiede infatti di “sollecitare il Parlamento europeo ad emendare la proposta del Consiglio europeo, accettata dalla Commissione, nei settori in cui i tagli di bilancio rischiano di mettere in discussione l’efficacia e il dinamismo delle politiche comuni.”
Sulla questione si è espresso prontamente anche il Consiglio Nazionale dei Giovani (CNG). Il delegato alla Cooperazione Europea e alla Mobilità Internazionale, Vittorio Gattari, ha manifestato disappunto per il preoccupante taglio da quasi 6 miliardi di euro, “per progetti europei di fondamentale importanza per le giovani generazioni, quali Erasmus+ e Corpo Europeo di Solidarietà.”
“Nell’ultimo anno ci eravamo già espressi, insieme ai Consigli Nazionali della Gioventù degli altri Paesi, a favore di un considerevole aumento di tali fondi poiché i programmi europei per la mobilità giovanile stimolano e facilitano non solo l’acquisizione di competenze e conoscenze e l’inclusione sociale dei giovani ma contribuiscono anche a costruire una comune identità e una reale integrazione europea. Per quanto il piano Next Generation Eu lanciato dalla Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen sia ambizioso, non condividiamo le ragioni di una riduzione dei finanziamenti per programmi che hanno garantito, sino ad oggi, ottimi risultati.
Allo stesso modo, pur essendo lieti che la Commissione Europea abbia accolto la richiesta di aumentare gli stanziamenti per l’occupazione giovanile nell’ambito del Fondo sociale europeo Plus (FSE +), permangono tuttavia dubbi sulla dotazione complessiva del FSE + che sembrerebbe diminuita rispetto alla proposta del 2018. Altresì la destinazione dei fondi per l’occupazione giovanile nel FSE + sembrerebbe rimanere al di sotto degli 8,8 miliardi di euro nell’attuale bilancio dell’UE. Per questo abbiamo scritto al Ministro per gli Affari europei Vincenzo Amendola, perché crediamo che nella cruciale fase di negoziazioni delle prossime settimane, questi investimenti debbano essere rimessi al centro della discussione reintroducendo nuovamente le risorse stimate prima dell’emergenza sanitaria. Se c’è una generazione che rischia di pagare maggiormente la crisi economica in corso è proprio quella degli studenti e giovani lavoratori”. Così la Presidente del CNG, Maria Cristina Pisani.
Anche la Fondazione garagErasmus respinge la proposta della Commissione Europea di tagliare i fondi per il programma Erasmus+ (5,4 miliardi di euro in meno) rispetto alla proposta del 2018. Secondo la Project Manager, Valentina Presa, infatti, “questa riduzione potrebbe non solo frenare la ripresa economica a breve termine, ma anche avere effetti devastanti per il progetto europeo a medio e lungo termine: un’intera generazione potrebbe perdere un’opportunità unica sia in termini economici (favorire la libera circolazione degli studenti e dei futuri lavoratori più qualificati e con una mentalità internazionale) che politici (promuovere un sentimento europeo grazie alle esperienze interculturali).D’altra parte, il taglio dei fondi per l’istruzione e la cultura non deve essere un’opzione, soprattutto se l’UE vuole investire nel capitale umano: le promesse del Recovery Fund non sono in linea con i tagli ai programmi di mobilità come Erasmus+, Corpo Europeo di Solidarietà e Europa Creativa, soprattutto in settori particolarmente dipendenti dai finanziamenti pubblici come l’istruzione e la cultura.  I giovani non dovrebbero pagare, ancora una volta, tutti i costi della crisi economica, e le autorità europee e nazionali dovrebbero rispondere alle loro specifiche esigenze utilizzando gli strumenti adeguati.”
Anche garagErasums compare allora tra i sostenitori della petizione promossa dalla fondazione Erasmo in cui si richiede (i) che il Parlamento Europeo riporti il budget complessivo dei tre programmi UE alla proposta del  2018; (ii) che la  Commissione Europea e Consiglio Europeo accettino la proposta, contribuendo ad un accordo sulla nuova programmazione UE 2021/2027; (iii) che i fondi ripristinati sui tre programmi siano destinati a progetti speciali che sviluppino iniziative utili ad affrontare eventuali, nuovi momenti di crisi sociali; (iv) che le Istituzioni europee sostengano programmi e politiche pubbliche che promuovano la libera mobilità per persone, merci, competenze come elemento qualificante dell’UE; (v)che le Istituzioni europee sostengano tutte le iniziative pubbliche e private finalizzate a formazione e valorizzazione del capitale umano, in particolare quello giovanile.
Il futuro dell’Europa dovrebbe essere orientato alle nuove generazioni e la società civile sta dimostrando che le contraddizioni in merito non saranno più bene accette.

Family Act. La Presidente del CNG: “Importante garantire sostegno alle giovani donne”

Roma, 12 giugno 2020 – “Esprimiamo soddisfazione per l’approvazione in Consiglio dei Ministri del disegno di legge recante deleghe al governo per l’adozione dell’assegno universale e l’introduzione di misure a sostegno della famiglia e delle giovani donne. Sostenere la genitorialità, contrastare la denatalità, valorizzare la crescita armoniosa dei bambini e investire sul protagonismo giovanile, nonché sulla conciliazione della vita familiare con il lavoro, in particolare quello femminile, sono segnali importanti”. È quanto dichiara Maria Cristina Pisani, Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani.
“Supportare le giovani coppie, mediante agevolazioni fiscali, per l’affitto della prima casa e le giovani donne, le mamme, le più svantaggiate, quelle che il più delle volte pagano un prezzo altissimo alla nascita di un figlio, fino all’abbandono del posto di lavoro, è un primo passo per ridurre le differenze occupazionali tra donne e uomini e ridare speranza alle giovani donne italiane. La volontà del Governo, inoltre, di investire sul valore sociale delle attività educative non formali, valorizzando le possibilità di apprendimento informale, è un’occasione importante per colmare un deficit di opportunità che ancora persiste nel nostro Paese. È quello per il quale stiamo lavorando anche con il Ministro per le Politiche Giovanili, On. Vincenzo Spadafora”. Ha concluso la Presidente Pisani.

Il mondo Erasmus italiano spiega perché non bisogna tagliare i fondi al simbolo dell’Unione. Intervista alla Presidente su Linkiesta.it

Leggi l’intervista alla Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, Maria Cristina Pisani, su Linkiesta.it
“I fondi aumentano, ma non bastano per i programmi più importanti per i giovani e cultura. Nel suo piano NextGenerationEu da 750 miliardi, la Commissione europea ha deciso di diminuire i finanziamenti per i programmi di mobilità, come Erasmus, Europa Creativa e Corpo di solidarietà europeo, previsti per il prossimo bilancio dell’Unione 2021-2027. Un passo indietro rispetto alla prima bozza del 2018 che prevedeva di aumentare i fondi per i programmi di mobilità, fermi a 15 miliardi per Erasmus+ e a 1,46 per Europa Creativa per il bando 2014-2020.
Adesso invece, come ha sottolineato la fondazione Erasmo, lanciando una petizione su Linkiesta Europea, le proposte per i tre programmi subiranno una contrazione di 6 miliardi: il programma Erasmus+ verrà tagliato di 5,4 miliardi (passando dai 30 annunciati a 24,6); Europa Creativa di 330 milioni (1,52 miliardi rispetto a 1,85) e il Corpo di Solidarietà Europeo di 365 milioni (895 milioni rispetto a 1,26 miliardi). Un messaggio sbagliato verso le nuove generazioni che aspettano con impazienza di vivere il loro sogno europeo. Soprattutto in una fase in cui la pandemia ha drasticamente ridotto la mobilità.
«Tagliare i fondi in tempo di pandemia vuol dire penalizzare non solo i giovani, ma anche tutti coloro che prendono parte a programmi di mobilità come lavoratori, professori, associazioni e anche enti e piccole realtà che vivono grazie a questi progetti», sottolinea Giacomo D’Arrigo, presidente della Fondazione Erasmo.
«Ridurre i finanziamenti previsti due anni fa rappresenta un passo indietro della Commissione: da questa crisi si potrà uscire solo investendo di più in educazione e istruzione», evidenzia Maria Pisani, presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani.
La crisi della mobilità innescata dal Covid-19, che renderà più difficile viaggiare almeno fino alla scoperta del vaccino, è uno dei punti su cui si concentra invece Giusy Sica, fondatrice di un think tank Re-Generation (Y)outh tutto al femminile e nominata da Forbes tra le cinquanta Under 30 più influenti nel 2018. Per lei «Un’intera generazione rischia di perdere un’occasione d’oro. L’esperienza all’estero è un passo importante per la formazione umana e professionale dei ragazzi, che hanno potuto riportarlo sul curriculum. Lo stesso si può dire anche per i tanti imprenditori e strartupper che hanno potuto sviluppare le proprie idee in un contesto allargato grazie a programmi come Europa Creativa, traendone beneficio».
La possibilità di avere un’esperienza lavorativa all’estero è uno dei cardini su cui si sviluppa l’attività di GaragErasmus Foundation, realtà che dal 2012 contribuisce a mettere in contatto gli studenti Erasmus con le aziende europee. Secondo la project manager Valentina Presa, «senza i giusti fondi i progetti di tanti lavoratori e associazioni e le esperienze di molti ragazzi europei rischiano di rimanere fermi al palo. Una scelta controproducente rispetto a quanto è sempre stato ribadito negli ultimi anni. In questo periodo i programmi vanno allargati, non ristretti».
In tempo di pandemia serve perciò un segnale forte. «L’Unione europea non può pensare di tradire così proprio uno dei suoi tratti più caratterizzanti come la mobilità. L’Erasmus è qualcosa di unico, un investimento sul capitale umano che altrove è impensabile. Limitare ulteriormente la possibilità per i cittadini europei di viaggiare liberamente nel Continente, a quattro anni dalla Brexit, potrebbe essere un pessimo segnale», evidenzia D’Arrigo.
Un punto sottolineato anche da Presa: «Se si fa passare l’idea che programmi come Erasmus stanno riducendo i fondi, in un momento nel quale potrebbero partire meno giovani, si rischia di farli diventare meno convenienti agli occhi di coloro che sognano di fare un’esperienza all’estero ma non hanno i mezzi economici per mantenersi».
Per Antonio Libonati, presidente dell’Associazione Italiana Giovani per l’Unesco (Aigu), «è fondamentale che l’Unione continui a finanziare tali strumenti, importanti in un momento in cui viaggiare è diventato incerto. Tagliare i fondi vuol dire una minor platea di beneficiari, maggiore incertezza e sicuramente una minore qualità, poiché sicuramente vi parteciperebbero meno giovani».
Secondo i dati diffusi a gennaio dalla Commissione Europea, nel 2018 sono stati 850 mila i ragazzi che hanno partecipato al programma Erasmus, portando così a oltre 10 milioni il numero di partecipanti al programma di mobilità dalla sua fondazione nel 1987. Anche per questo Sica ritiene che «l’Unione deve far capire l’importanza dell’investimento sulle nuove generazioni: l’Europa potrà davvero uscire dalla crisi solo grazie al loro contributo».
Un’emergenza non solo sanitaria ma anche economica e sociale, che inevitabilmente coinvolgerà i giovani. Secondo Pisani «va data loro possibilità di esprimersi, perché tutte le decisioni che verranno prese per uscire dalla crisi porteranno inevitabilmente a un aumento del debito pubblico che poi graverà sulle loro spalle. Per questo vanno ascoltati».
Perciò da loro bisogna ripartire. Per questo la petizione lanciata da Erasmo chiede al Parlamento Europeo di ripristinare i fondi per i programmi giovanili previsti nel 2018, destinandoli a iniziative speciali volte a tutelare e a valorizzare il capitale umano, in particolare quello giovanile, da future crisi. Serve però uno sforzo in più. «È necessario che l’Unione garantisca la possibilità di spostarsi in maniera sicura a tutti i cittadini europei che vorranno passare un periodo all’estero, perché l’esperienza virtuale non potrà mai sostituire quella in presenza», sottolinea Presa. Un punto su cui concorda anche Sica, che sottolinea «l’importanza di rafforzare la figura degli operatori giovanili, i cosiddetti youth worker, che rischiano di essere penalizzati da questo taglio dei fondi». Condizioni essenziali per garantire un futuro a uno dei pilastri dell’Unione e alla sua risorsa più grande, i giovani: per Pisani «senza di loro l’Europa semplicemente non può esistere».

Partecipa al lancio del Report 2020 del Global Education Monitoring (GEM)

Il 23 giugno il Global Education Monitoring (GEM) lancerà il Rapporto 2020 sull’inclusione e l’istruzione: Tutti significa tutti . Si chiede ai Paesi di concentrarsi su coloro che vengono lasciati indietro e sull’inclusione nel campo dell’istruzione – un messaggio particolarmente toccante per coloro che ora stanno ricostruendo i loro sistemi scolastici dopo l’arrivo del Covid-19.
Nel corso di un’ora, dalle 10.00 alle 11.00, verranno ascoltati ministri, insegnanti e celebrità provenienti da diversi angoli del mondo, le cui storie e gli sforzi riportano al tema del Rapporto GEM 2020. Questo Rapporto invita tutti gli attori del mondo dell’istruzione ad approfondire il concetto di educazione inclusiva per includere tutti gli studenti, indipendentemente dalla loro identità, esperienza o abilità; credere che ogni persona sia unica, abbia un potenziale e dovrebbe essere rispettata; mettere la diversità al centro dei sistemi educativi, piuttosto che vederla come un problema.
Registrati per partecipare all’evento.

Consiglio Nazionale dei Giovani
Via Adige, 26 – 00198 Roma
Tel. +39 06 94523417