Categoria: Notizie

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Maria Cristina Pisani invita la politica ad ascoltare i giovani

“I giovani non si interessano alla politica, non andranno a votare”: torna in questi giorni una frase completamente vuota.

È vero, se osserviamo le stime OSCE, meno di tre giovani su dieci in Italia hanno fiducia nelle Istituzioni. La motivazione principale? Secondo i dati dell’indagine sulle famiglie realizzata dall’Istat e analizzata dal Consiglio Nazionale Giovani nel Rapporto “Disuguaglianza intergenerazionale e accesso alle opportunità” (2022), ciò è dovuto principalmente alla mancanza di interesse nei confronti della politica, particolarmente marcata fra i giovanissimi.

Interroghiamoci allora sul ruolo della politica. Da decenni viviamo una fase storica di transizione per quel che riguarda il rapporto tra i giovani e il governo della res publica, strettamente legata alla mancanza di fiducia nella attività politica come capacità di risoluzione dei problemi sociali.

Perché, tuttavia, di questa disaffezione soffrono soprattutto le giovani generazioni? In un tempo sempre più incerto e in continua trasformazione, la politica come strumento di gestione del futuro viene messa in discussione, non è più riconosciuta come luogo di cambiamento e ciò lascia spazio ad altri attori, spezzando così il legame con i giovani.

Parlare di questo solo come una scommessa sul futuro è riduttivo, investire sui giovani non può e non deve essere solo l’idea di consentirgli un traguardo. Quella di oggi è una partita che si fonda sul presente, una pietra miliare per la ricostruzione di un Paese che è già in forte sofferenza, anche di risorse.

E la richiesta di politica, soprattutto tra le nuove generazioni che sono quelle in grado di pensare il cambiamento – in totale sintonia con la propria epoca – è ancora molto forte. È evidente, allora, quanto sia necessario che i sistemi politici si dotino di una struttura solida per gestire le sfide del futuro e rispondere a questo bisogno di politica dei giovani, affondando lì le proprie radici. Solo così tornerà saldo il rapporto tra mondo giovanile e politica: quando quest’ultima tornerà ad avere senso per le sfide di oggi e tornerà a essere il luogo dove guardare al futuro.

Il primo passo per ricucire questa frattura è credere nella partecipazione come diritto, che possiamo definire tale solo se di tutti. Eppure, il primo livello di partecipazione alla vita democratica di un Paese, il diritto di voto, verrà negato a tantissime ragazze e ragazzi fuori sede che non potranno – per svariati e comprensibili motivi – tornare a casa e votare. Ecco, dunque, che prima di legare l’astensionismo dei giovani alla disaffezione nei confronti della politica e delle istituzioni, dovremmo considerare, invece, la disaffezione della politica nei confronti dei giovani.

Le nuove generazioni, infatti, continuano a essere le grandi escluse dalle campagne elettorali e questo anche perché la popolazione giovanile è in netta minoranza rispetto all’elettorato più anziano che si considera quello più propenso al voto, oltreché con un potere economico maggiore, incidendo con ciò sia sulla scelta dei temi da trattare sia sul contenuto dei programmi.

Ma a noi non basta sentire che i giovani sono il futuro o – come suggeriscono i nuovi slogan della fast politics – il presente. Vogliamo che la politica abbandoni questo approccio giovanilistico, vuoto e indirizzato unitamente all’appuntamento elettorale.

“I giovani sono dentro i sondaggi catalogati in percentuali. I giovani stanno bene, i giovani stanno male. I giovani quali? Quelli più belli? Oppure i giovani quelli brutti? I ricchi, i poveri, i giovani cosa? I giovani che? I giovani tutti!” così cantava Jovanotti nel ‘94. L’errore è proprio considerare i giovani una categoria con le stesse esigenze, le stesse richieste, a cui poter dare una sola risposta, senza riuscire a leggere tutte le differenti domande. Noi giovani non siamo una categoria a sé, né tantomeno siamo tutti uguali! Ed è ora che la politica torni ad occuparsi delle nuove generazioni, che chiedono risposte concrete e la certezza di poter realizzare i propri progetti, una visione chiara e strategica di un modello di politiche nel quale credere ed identificarsi, recuperando spazi di partecipazione e confronto, che per le nuove generazioni significa non solo prender parte a un processo di apprendimento dove sviluppare nuove conoscenze e competenze, ma soprattutto essere protagonisti nell’elaborazione delle politiche pubbliche in grado di informare il decisore politico sulle esigenze della propria generazione e contribuire, con un rinnovato apporto di idee, al miglioramento del nostro sistema politico e del Paese.

Uscire di casa, oggi, dopo i 34 anni sposta tutto più in avanti, la convivenza, il matrimonio (eventualmente) e la nascita di figli. Non ci siamo però ancora posti il problema che siamo l’ultimo Paese d’Europa per nascite, non facciamo figli, non ci accorgiamo che i giovani stanno sperimentando sulla propria pelle le difficoltà del mercato del lavoro e del precariato, che vedono tagliarsi posizioni, penalizzare retribuzioni e diminuire stabilità. Una stabilità in cui gli abbiamo insegnato a credere e che adesso esigiamo che sia per loro una eventualità.

Abbiamo, allora, bisogno di una strategia, di ascoltare e di capire quali sono le reali esigenze di chi nel futuro farà la differenza. La Brexit ne è stato un incredibile esempio, perché ha mostrato quanto i giovani siano spesso vittime della propria inferiorità numerica. Dovremmo allora iniziare a ragionare in maniera ampia, estesa, capillare. La felicità sembra probabilmente un’utopia molto banale da raccontare, eppure è in questo Paese, l’unica via che abbiamo a disposizione.

Proprio in questo clima di insofferenza sociale, accentuato anche dalla grave situazione nazionale e internazionale in cui ci ritroviamo, negli ultimi giorni, e in vista delle prossime elezioni, moltissimi giovani hanno condiviso richieste e idee da indirizzare a tutta la classe politica. Istanze che il Consiglio Nazionale dei Giovani accoglie da tempo, indagando le condizioni di vita degli under 35 e avanzando proposte elaborate insieme ad una rete di associazioni giovanili che si fa portatrice dei differenti bisogni di un’intera generazione.

Per questo motivo sappiamo che è necessario, innanzitutto, riorganizzare l’offerta formativa per affrontare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, guardando alle nuove professioni anche tramite il coinvolgimento di enti privati e in sinergia con le imprese locali, riconoscendo inoltre le competenze acquisite attraverso l’educazione non formale e informale. Sappiamo, altresì, che sarà cruciale migliorare i sistemi di servizi per l’impiego e guidare i giovani verso il riconoscimento delle proprie competenze e mettere in campo strumenti, anche finanziari, che sostengano l’autoimpiego e l’imprenditoria giovanile e che conducano le nuove generazioni verso una vita autonoma ed economicamente indipendente.

I giovani sanno da tempo cosa domandare. Ora, la politica e le istituzioni hanno un’occasione unica: quella di tornare a essere il luogo del cambiamento e dell’amministrazione del futuro, fornendo risposte alle nuove generazioni, coinvolgendole nelle scelte decisionali e restituendo la giusta centralità alle politiche giovanili perché, come ci ha ricordato il presidente Mattarella, “la democrazia è una conquista di popolo che va rigenerata ogni giorno coinvolgendo i giovani”

Maria Cristina Pisani

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apertura procedura elettorale

Elezioni, cinque milioni di fuorisede vanno verso l’astensione forzata

Come già accaduto, anche per le prossime elezioni gli elettori che per studio o per lavoro non vivono nel comune di residenza dovranno tornare a casa per votare. La previsione è che in molti rinunceranno, ma a quasi tutti i partiti sembra non interessare.

Il 25 settembre ogni voto è fondamentale, ma secondo le stime 5 milioni di potenziali elettori rischiano di finire involontariamente nel calderone degli astenuti perché fuorisede.

Per votare dovranno rientrare nel comune in cui sono iscritti alle liste elettorali. Moltissimi di loro, però, rinunceranno per difficoltà logistiche ma anche economiche. Gli obblighi di studio e lavoro, infatti, rendono difficili se non impossibili gli spostamenti, soprattutto se lontani.

La data è particolarmente infausta per gli studenti, perché fine settembre è il momento della sessione d’esami straordinaria e delle lauree. Inoltre i fuorisede possono accedere solo ad agevolazioni parziali sui prezzi dei mezzi di trasporto pubblico, solo sulle compagnie aeree di bandiera e su Trenitalia, con riduzioni del 70 per cento del biglietto sui Frecciarossa e del 60 per cento sui treni regionali. Non solo, queste elezioni politiche sono le prime in cui si vota in un solo giorno – domenica 25 settembre – invece che in due. E anche questo sfavorisce la possibilità di tornare a casa per chi deve sostenere un lungo viaggio di andata e ritorno per votare.

Il risultato è che nella massa dei non votanti andranno considerati anche questi astenuti “involontari”, in prevalenza giovani, che non potranno esercitare un proprio diritto per cause di forza maggiore, situazione aggravata da un paradosso: gli studenti e i lavoratori italiani all’estero potranno partecipare alle elezioni grazie al sistema del voto a distanza.

Il problema è annoso e se ne discute a ogni tornata elettorale. La soluzione sarebbe a portata di mano con il meccanismo già sperimentato del voto a distanza anche dentro i confini nazionali, che è previsto in tutti i paesi europei tranne appunto l’Italia, Malta e Cipro.

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CNG all'interno dell'iniziativa governo aperto ogp

Politiche giovanili, approvata in IX Commissione la proposta di legge regionale

L’iter della proposta di legge n. 176 del 2019 in materia di “Disposizioni per le politiche giovanili” è stato aggiornato: il testo è stato approvato dalla IX Commissione, presieduta dall’Avv. Eleonora Mattia, e trasmesso alla Commissione bilancio che dovrà definire la norma finanziaria con proprio parere. Una volta terminato questo passaggio, la P.L. tornerà in IX Commissione per la trasmissione all’aula.

Questo risultato è frutto di un grande lavoro di squadra di cui anche il CNG è stato parte attiva, tramite il ciclo di audizioni consultive e i preziosi contributi che forniti che hanno arricchito il testo base.

La Presidente della IX Commissione auspica tempistiche celeri per l’approvazione definitiva.

Intervista Maria Cristina Pisani Rai Radio 1

“Con il Pnrr dobbiamo puntare a recuperare il potenziale dei nostri giovani, partendo soprattutto dal tema dell’occupazione: una vera emergenza per il nostro Paese.
Per fare questo, sarà necessario, soprattutto in questi mesi, monitorare l’andamento delle priorità trasversali contenuto nel Pnrr per le future generazioni così da integrare e rafforzare il principio di giustizia intergenerazionale.
La politica e le Istituzioni ora hanno una grossa occasione: quella di coinvolgere i giovani nelle scelte decisionali per ridare centralità alle politiche giovanili.
Il Presidente Mattarella ci ha ricordato come la democrazia sia una conquista di popolo che va rigenerata ogni giorno coinvolgendo i giovani. E questo è esattamente quello che chiede la nostra generazione: coinvolgimento diretto e maggiori spazi di partecipazione.”
Per ascoltare l’intervista completa clicca qui

Premio Nazionale sull’Innovazione Digitale

Anitec-Assinform, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, ha dato il via alla terza edizione del “Premio Nazionale sull’Innovazione Digitale”, diretta alle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado con la partecipazione di imprese, enti, ITS e associazioni culturali, il cui obiettivo è quello di promuovere e migliorare le competenze digitali della filiera scuola-impresa-famiglia. Il Premio è inserito nell’iniziativa “Repubblica Digitale” promossa dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’iniziativa intende:

  • far emergere e dar vita ad una rete di nuovi progetti promossi o realizzati dalle scuole, in modo da generare nuove partnership, tra scuola e aziende e tra le Istituzioni e l’Associazione Anitec-Assinform;
  • favorire la messa a fattor comune tra esperienze degli studenti ed il lavoro delle aziende, creando un ideale «passaggio di testimone»;
  • sostenere la diffusione della cultura digitale perché la tecnologia digitale è un forte abilitatore sia per i processi di insegnamento e apprendimento, sia per lo sviluppo delle nuove competenze digitali richieste dal mondo del lavoro.

 

Per concorrere al «Premio Nazionale sull’Innovazione Digitale» , i progetti presentati rientreranno nelle seguenti categorie:

  • ICT e disabilità: come il digitale favorisce l’inclusione.
  • Digital enablers: le nuove tecnologie per lo sviluppo dell’Innovazione nei settori dell’economia e nella società (IoT, big data, Intelligenza Artificiale, Blockchain, 5G).
  • Promozione della sicurezza del web e contrasto ai fenomeni di bullismo.
  • Digital & Data Science/Economia dei dati; la costruzione, l’analisi e l’utilizzo delle banche dati -secondo metodi statistici e scientifici, big data, tecnologie informatiche e tecniche di comunicazione- per la comprensione di un tema; la comunicazione dei risultati in un modo chiaro e che influisca positivamente sulle decisioni in un approccio interdisciplinare (scientifico e umanistico).

I progetti candidati delle scuole per essere compresi nella valutazione dovranno prevedere la presenza di almeno un’azienda del settore ICT, oltre a eventuale enti, ITS e/o associazione culturale.

Sarà un elemento di preferenza nella valutazione del progetto presentato dal team, la presenza di una o più studentesse.

 

L’iscrizione dovrà essere effettuata a partire dal 15 febbraio ed entro e non oltre le ore 12:00 del 10 settembre 2022. Il Progetto ideato dovrà essere inviato entro il temine perentorio delle ore 12:00 del 30 settembre 2022.

 

Sarà inoltre possibile collaborare all’iniziativa in qualità di Ambassador svolgendo un’attività formativa di carattere generale sui temi del digitale e delle skill tecnologiche.

Le modalità dettagliate di partecipazione sono indicate nel bando allegato oltre che nella sessione dedicata del sito associativo https://www.anitec-assinform.it/premio/premio-innovazione.kl.

Manifesto di StartNet Youth: le nostre idee per rivoluzionare la transizione scuola-lavoro

Il 13 maggio 2022 presso le Officine Cantelmo di Lecce, è stato presentato il “Manifesto di StartNet Youth: le nostre idee per rivoluzionare la transizione scuola-lavoro”, in occasione dell’evento organizzato da StartNet a cui ha partecipato anche la Presidente del CNG, Maria Cristina Pisani. 

Giovani, capaci, al servizio della comunità. Sono le ragazze e i ragazzi del Sud Italia che, attraverso la rete di StartNet Youth e sulla base delle loro esperienze nel sociale o nelle proprie start-up, hanno creato un Manifesto: una serie di proposte per migliorare i processi legati alla transizione scuola-lavoro, per contribuire in prima persona a ridurre il tasso di disoccupazione giovanile e per promuovere la consapevolezza nei propri coetanei sugli strumenti utili a costruire il progetto di vita.

IL MANIFESTO

Nel Manifesto, StartNet Youth presenta 9 proposte concrete al mondo delle istituzioni. Partendo da alcuni obiettivi dell’Agenda 2030, vengono contestualizzati e suggerite azioni migliorative per l’orientamento e i PCTO, per il mondo della formazione: docenti, famiglie, imprese, e per il ruolo dei giovani come changemaker, protagonisti della loro comunità.

Da oggi è possibile scaricare il Manifesto gratuitamente, scaricalo qui.

L’EVENTO

La presentazione del Manifesto di StartNet Youth, nel quale i giovani esplicitano le loro proposte per innovare i processi di orientamento e la transizione formazione-lavoro, è un’occasione per mostrare la partecipazione giovanile nell’ambito dell’Anno Europeo della Gioventù 2022. Per maggiori informazioni, invitiamo a visitare la pagina dedicata al nostro Manifesto sul portale europeo European Year of Youth.

Riguarda l’evento su YouTube.

Consiglio Nazionale dei Giovani
Via Adige, 26 – 00198 Roma
Tel. +39 06 94523417