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Intervista a Maria Cristina Pisani, Presidente Consiglio Nazionale dei Giovani
In un momento di grande crisi sociale, economica, morale e soprattutto in una fase difficile in cui si contano le vittime e i malesseri diffusi, causati da una pandemia che nessuno si aspettava, le eccellenze si mettono in mostra e impostano la rinascita del Paese. Questo è il segnale che sta inviando il Consiglio Nazionale Giovani (CNG) rendendo i giovani protagonisti della politica e non solo più spettatori, con l’intervista alla Dottoressa Maria Cristina Pisani, Presidente del CNG parleremo proprio del ruolo delle nuove generazioni nella società del presente e del futuro.
La Presidente del CNG Pisani: Siglato accordo con Fondazione Bruno Visentini contro divario generazionale
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“Siamo lieti di poter collaborare con la Fondazione Bruno Visentini ”, ha dichiarato la Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani Maria Cristina Pisani. “Anche alla luce dei recenti dati sul numero sempre crescente di Neet, è necessario affrontare il fenomeno dell’occupazione giovanile attraverso studi di settore per delineare proposte e interventi organici. Soltanto sporadicamente vengono effettuate specifiche ricerche sulle problematiche giovanili capaci di intercettare tendenze ed esigenze che dovrebbero mettere in condizione il legislatore di potere individuare strategie di lungo periodo. Più spesso accade che siano eventi drammatici, come l’attuale crisi, ad accendere brevemente i riflettori sulle giovani generazioni, producendo tuttavia proposte settoriali che rischiano di mancare dell’organicità necessaria alla soluzione di problemi complessi. Per questo, l’accordo di collaborazione con la Fondazione Bruno Visentini, curatrice del Rapporto sul divario generazionale annualmente presentato alla Luiss Guido Carli di Roma è per noi uno strumento importante per esercitare puntualmente la nostra funzione consultiva su tutti i provvedimenti che il Governo metterà in campo, nei prossimi mesi, per i giovani italiani”. “La collaborazione con il Consiglio Nazionale dei Giovani – aggiunge il prof. Luciano Monti, condirettore scientifico del centro di ricerca – rappresenta per la Fondazione Bruno Visentini una grande opportunità di confronto sui nuovi strumenti di contrasto all’attuale divario generazionale e la via diretta di dialogo con la rappresentanza del mondo giovanile per troppo tempo rimasto inascoltato”.
La nuova crisi ancora in corso non farà che aggravare il nostro ascensore sociale
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Entro la fine del 2020 la disoccupazione nei Paesi Ocse raggiungerà livelli record a causa della crisi attuale e si attesterà al 9,4% nel quarto trimestre. Nel nostro Paese i dati ci dicono che la situazione è addirittura peggiore: a fine 2020 la disoccupazione dovrebbe raggiungere il 12,4%. A pagarne maggiormente le conseguenze saranno sempre, e in ogni caso, le giovani generazioni che rischiano di vedere peggiorare le proprie condizioni lavorative.
Una nota positiva in questi ultimi giorni, tuttavia, c’è: l’Italia porta a casa un successo straordinario con l’accordo raggiunto sul Recovery Fund. Ma per cambiare davvero volto al Paese è indispensabile che i 209 miliardi vengano immediatamente utilizzati per avviare nuove riforme e maggiori investimenti in infrastrutture materiali e immateriali, in formazione, digitalizzazione, per garantire la ripresa occupazionale di milioni di donne e giovani chiamati a pagare il conto di un debito pubblico che aumenterà oltre il 150% nel 2021, decine e decine di miliardi che proprio loro dovranno rimborsare e per scongiurare il rischio, molto concreto, che si accentuino, ancora, le disparità generazionali nel nostro Paese.
ISTAT, la Presidente del CNG Maria Cristina Pisani: “2mln di NEET, serve Piano straordinario per i giovani”
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Adnkronos
‘I dati Istat di oggi fotografano uno scenario agghiacciante. Non è retorica. Siamo i primi in Europa per giovani Neet con 2 milioni di ragazzi tra i 15 e i 19 anni non occupati né inseriti in un percorso formativo. Giovani in bilico tra paura e desiderio. Non solo: nonostante un miglioramento degli ultimi anni, il gap tra Italia e Ue è ancora molto alto per abbandono scolastico e percentuale di laureati. Il nostro continua a non essere un Paese per giovani”. E’ quanto dichiara Maria Cristina Pisani, Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani. ”Il 22,2% dei nostri ragazzi – ha aggiunto Pisani – non studia, non lavora e non è in cerca di occupazione. La media europea non va oltre il 12,5%. In tutti questi casi l’indipendenza non è una scelta. La casa dei genitori diviene così un inevitabile senso unico. Una condizione che la nuova crisi ancora in corso non farà che aggravare. Indicatori ufficiali alla mano ci dicono che un percorso di riscatto possibile c’è ma per crearlo occorre un cambio di atteggiamento verso le nuove generazioni, un’attenzione ai talenti, un investimento nelle loro competenze e un sostegno efficace all’intraprendenza. E’ necessario che il Governo tenga conto dell’impatto asimmetrico della crisi: le risorse ottenute dal Recovery Fund dovranno essere utilizzate anche per un piano nazionale per i giovani italiani, investendo nella loro formazione, incentivando nuova occupazione anche per le giovani donne che ancora oggi vivono in situazioni di emarginazione sociale soprattutto al Sud”. ”Non chiediamo scelte giovanilistiche o di assolvere a un obbligo morale nei confronti di una generazione. La scommessa che insieme siamo chiamati a vincere è quella di costruire le basi per lo sviluppo del nostro Paese che non può non passare dalle prospettive di chi dovrà governarlo e abitarlo”, ha concluso la Presidente Pisani.
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AGI
I dati Istat di oggi fotografano uno scenario agghiacciante. Non e’ retorica. Siamo i primi in Europa per giovani Neet con 2 milioni di ragazzi tra i 15 e i 19 anni non occupati ne’ inseriti in un percorso formativo. Giovani in bilico tra paura e desiderio”. E’ quanto dichiara Maria Cristina Pisani, presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani. E in una nota aggiunge: “Non solo. Nonostante un miglioramento degli ultimi anni, il gap tra Italia e Ue e’ ancora molto alto per abbandono scolastico e percentuale di laureati. Il nostro continua a non essere un Paese per giovani”. Per Pisani “e’ necessario che il Governo tenga conto dell’impatto asimmetrico della crisi: le risorse ottenute dal Recovery Fund dovranno essere utilizzate anche per un piano nazionale per i giovani italiani, investendo nella loro formazione, incentivando nuova occupazione anche per le giovani donne che ancora oggi vivono in situazioni di emarginazione sociale soprattutto al Sud”.
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LaPresse
I dati Istat di oggi fotografano uno scenario agghiacciante. Non è retorica. Siamo i primi in Europa per giovani Neet con 2 milioni di ragazzi tra i 15 e i 19 anni non occupati né inseriti in un percorso formativo. Giovani in bilico tra paura e desiderio. Non solo: nonostante un miglioramento degli ultimi anni, il gap tra Italia e Ue è ancora molto alto per abbandono scolastico e percentuale di laureati. Il nostro continua a non essere un Paese per giovani”. E’ quanto dichiara Maria Cristina Pisani, Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani.”Il 22,2% dei nostri ragazzi – ha aggiunto Pisani – non studia, non lavora e non è in cerca di occupazione. La media europea non va oltre il 12,5%. In tutti questi casi l’indipendenza non è una scelta. La casa dei genitori diviene così un inevitabile senso unico. Una condizione che la nuova crisi ancora in corso non farà che aggravare. Indicatori ufficiali alla mano ci dicono che un percorso di riscatto possibile c’è ma per crearlo occorre un cambio di atteggiamento verso le nuove generazioni, un’attenzione ai talenti, un investimento nelle loro competenze e un sostegno efficace all’intraprendenza. E’ necessario che il Governo tenga conto dell’impatto asimmetrico della crisi: le risorse ottenute dal Recovery Fund dovranno essere utilizzate anche per un piano nazionale per i giovani italiani, investendo nella loro formazione, incentivando nuova occupazione anche per le giovani donne che ancora oggi vivono in situazioni di emarginazione sociale soprattutto al Sud. Non chiediamo scelte giovanilistiche o di assolvere a un obbligo morale nei confronti di una generazione. La scommessa che insieme siamo chiamati a vincere è quella di costruire le basi per lo sviluppo del nostro Paese che non può non passare dalle prospettive di chi dovrà governarlo e abitarlo”, ha concluso la Presidente Pisani.
Puntiamo sulle competenze dei giovani per favorire il progresso sociale – Articolo della presidente Maria Cristina Pisani su Ricerca&Salute
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Oggi, nel mondo, abbiamo la più numerosa generazione di giovani della storia. I giovani tra i 15 e i 24 anni sono 1,2 miliardi, il 16% della popolazione globale. Una grande risorsa dal potenziale immenso spesso trascurato. Eppure si stima che i giovani in tutto il mondo abbiano una probabilità 1,6 volte maggiore rispetto agli adulti di diventare imprenditori, possiedano tassi di alfabetizzazione più elevati e siano più connessi, in reti fisiche e virtuali, del resto della popolazione mondiale. In questo contesto, le conoscenze in ambito scientifico, tecnologico e dell’innovazione saranno cruciali.
Pur rappresentando la chiave del progresso sociale, i giovani si trovano tuttavia spesso relegati a un ruolo di mera comparsa nella società che li circonda: in moltissime aree del mondo non esistono concrete possibilità di una loro crescita professionale e personale ma anche nelle aree più sviluppate si registra tra i giovani il maggior tasso di disoccupazione e di precarietà lavorativa che rendono le giovani generazioni una delle categorie più vulnerabili tra le nostre fasce sociali. Confrontati agli over 40, i giovani hanno, infatti, quasi tre volte più probabilità di non trovare alcuna occupazione, di essere esposti a una più bassa qualità dei posti di lavoro, a maggiori disuguaglianze e a un più lungo e insicuro periodo di transizione scuola-lavoro. In particolare, le giovani donne hanno maggiori probabilità di essere sottoccupate e sottopagate e di intraprendere lavori part-time o con contratti temporanei.
In questo scenario, ben si colloca lo scopo principale della Giornata Mondiale delle Competenze dei Giovani, istituita dall’ONU, per celebrare l’importanza di sviluppare competenze sempre maggiori e specializzanti per i giovani come base di partenza per un loro inserimento nel mondo del lavoro, per porre l’attenzione, in particolare, sulla necessità di colmare urgentemente il gap tra formazione e mondo del lavoro.
A tal proposito, è importante responsabilizzare i giovani ma investendo nelle loro conoscenze, incrementando le loro capacità di affrontare le sfide che la società ci ha posto dinanzi e, allo stesso tempo, è indispensabile che i vari livelli di istruzione diventino sempre più orientati all’obiettivo di formare risorse che diano risposte ai moderni sistemi di sviluppo e di lavoro. Serve, per questo, nel nostro Paese, un intervento legislativo ed economico a sostegno di quelle competenze trasversali, sempre più richieste dal mondo del lavoro, per consentire a ciascuno di loro di valorizzare i propri percorsi formativi e di vita. D’altronde l’educazione oggi non è più solo quella impartita nelle aule scolastiche e universitarie, ma anche quella acquisita mediante l’azione sociale promossa dalle organizzazioni giovanili o, più in generale, dalle associazioni di volontariato. Nel corso degli anni si sono moltiplicate in modo considerevole le occasioni di apprendimento non formale connesse allo youth working/volontariato che concorrono ad inserire i giovani italiani ed europei in circuiti formativi e di accrescimento delle abilità acquisite e, proprio a tal fine, una proposta della Commissione europea ha portato, nel dicembre 2012, il Consiglio dell’Unione Europea ad adottare una Raccomandazione per invitare gli Stati membri a stabilire entro il 2018 le modalità di convalida dei risultati dell’apprendimento non formale e informale.
Il riconoscimento delle iniziative e delle attività che le organizzazioni giovanili offrono ai giovani in termini di apprendimento, di conoscenza e di crescita delle competenze individuali utili per affrontare anche i percorsi lavorativi è importante e merita un’attenzione specifica da parte delle istituzioni pubbliche. Infatti, sono moltissime le realtà giovanili che forniscono un’istruzione di qualità elevata e le cui iniziative partecipano allo sviluppo delle competenze di apprendimento permanente. Spesso si tratta di capacità e abilità utili ad acquisire consapevolezze e responsabilità verso se stessi e nei confronti di enti pubblici e figure istituzionali nonché verso soggetti privati: la codifica di specifici requisiti di convalida dell’educazione non formale può infatti produrre effetti considerevoli su tutti gli attori coinvolti. Per questo abbiamo chiesto al Ministro per le Politiche Giovanili di riconoscere anche nel nostro Paese tutte quelle competenze e capacità che oggi i nostri ragazzi e le nostre ragazze quotidianamente acquisiscono.
L’Italia è in ritardo e solleciteremo, ancora, il Governo e le istituzioni pubbliche ad assumere tutti i provvedimenti necessari per attribuire ai giovani italiani l’effettivo riconoscimento delle competenze che maturano quotidianamente contribuendo allo sviluppo sociale del nostro Paese.
Perché per elaborare un piano strategico di intervento pluriennale a supporto dei giovani sarà necessario focalizzarsi su alcune aree: garantire un maggior accesso alle conoscenze trasversali, alle opportunità di mentoring e ai programmi di apprendimento continuo; favorire una maggiore inclusività nei processi decisionali che li coinvolgono; prevedere modalità di accesso agevolato a capitale e servizi finanziari per promuovere le loro abilità imprenditoriali.
E’ tuttavia prioritario concentrarsi anche sul livello di responsabilità dei decisori politici a tutti i livelli: occorrono migliori alternative di partecipazione dei giovani ai processi decisionali e una maggiore consapevolezza delle istituzioni su quanto le competenze dei giovani e la loro creatività possano contribuire allo sviluppo di intere comunità nazionali.
Sottoscritto accordo di collaborazione tra il Consiglio Nazionale dei Giovani e Link Lab, il Laboratorio di Ricerca Sociale dell’Università Link Campus
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Roma, 10 luglio 2020 – La Presidente Maria Cristina Pisani ha sottoscritto oggi un accordo di collaborazione con Link Lab, il Laboratorio di Ricerca Sociale dell’Università Link Campus. “Siamo lieti di poter collaborare con il Professore Nicola Ferrigni, Direttore del Laboratorio, e con l’Osservatorio “Generazione Proteo” di Link Lab”, ha dichiarato la Presidente Pisani. “Sono certa che attraverso percorsi di ricerca e monitoraggio della condizione giovanile e delle politiche per i giovani nel nostro Paese, con il supporto di docenti ed esperti, sapremo elaborare proposte sempre più rispondenti ai bisogni reali e concreti della generazione che rappresentiamo e della quale promuoviamo le istanze a livello nazionale ed europeo”.
“L’accordo di collaborazione con il Consiglio Nazionale Giovani – dichiara il prof. Nicola Ferrigni – costituisce un traguardo significativo per l’Osservatorio “Generazione Proteo”, nato nel 2012 con l’obiettivo di studiare l’universo giovanile dando voce ai sogni e alle aspirazioni dei nostri ragazzi, e nel contempo trasferendo le loro istanze al mondo delle Istituzioni. Sono dunque particolarmente orgoglioso di questa collaborazione, che traduce anche a livello istituzionale quel “modello Proteo” che, da sempre, fa del dialogo, del confronto i propri assi portanti”.
Negli ultimi mesi, il Consiglio Nazionale dei Giovani ha rafforzato la cooperazione con importanti atenei italiani creando una rete di Centri di ricerca che supporteranno sul piano tecnico e scientifico il ruolo attribuito all’ente da Legge, riunendo a tal fine docenti, ricercatori e professionisti per rafforzare attraverso un puntuale supporto specialistico, l’analisi e la valutazione della condizione dei giovani in Italia mediante l’elaborazione di studi, ricerche e proposte di legge.
Oltre che con la Link Campus University, il CNG sta collaborando anche con l’Università Federico II di Napoli e Tor Vergata di Roma.