Categoria: Editoriali

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Liberi di scegliere chi vogliamo essere

L’editoriale della Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani:

Cosa vuoi fare da grande? Una domanda, apparentemente innocua, a cui siamo chiamati a dare risposta fin da quando siamo bambini. È la domanda a cui ci viene chiesto di rispondere ogni volta che prendiamo una decisione su tutto ciò che ha a che fare con l’ambito professionale, come se i veri protagonisti di queste scelte non fossimo noi ma una vuota proiezione di qualcosa che qualcuno sceglie per noi.

Arriva, infatti, sempre un momento, nella vita di ognuno, in cui ci troviamo davanti a un bivio, a una scelta. Da una parte, il sentiero delle aspettative, dell’idea di successo che gli altri hanno cucito addosso a noi; dall’altra, il cammino più incerto ma, al tempo stesso, quello che risponde maggiormente ai nostri desideri, alle nostre emozioni, al nostro sentire. Quello che traccia quella linea profonda che separa ciò che facciamo da quello che siamo.

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La speranza non delude mai

Il messaggio della Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani: «questi giorni ci invitano a riscoprire ciò che ci rende più autentici: la speranza non è mai un atto di resa, ma un potente motore di rinascita»

Sono certa che ognuno di noi, negli ultimi giorni, abbia redatto il proprio bilancio personale dell’anno che si è appena concluso: guardando indietro, recuperando gli istanti più significativi, sorridendo ai traguardi raggiunti, agli impegni rinnovati, agli affetti consolidati, soffrendo per ciò che ha perso, ciò a cui ha rinunciato o che ha rimandato a buoni propositi per il nuovo anno.

Per tutti, però, quello che ci siamo lasciati alle spalle è stato un anno intenso, segnato da giornate che ci lasciano un’eredità complessa e carica di sfide, in una stagione storica così complicata che solo l’amore può aiutarci ad affrontare, l’amore per noi e per gli altri. Un anno di conflitti, difficoltà, che ci hanno costretti a confrontarci con immagini sempre più drammatiche; un anno di crisi economiche e di emergenze sociali che hanno alimentato, ancora, un clima di instabilità e incertezza per un futuro che per definizione lo è, ma che per la nostra generazione lo è stato un po’ di più. A noi è toccato andare avanti per tentativi, in una competizione che è diventata globale, trascinandoci dietro quell’incertezza per ciò che siamo oggi, per ciò che saremo domani, per ciò che il mondo sarà, in un perenne stato di dubbio e precarietà.

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Servizio Civile Universale: Pisani, Presidente CNG: “Pilastro per il futuro delle nuove generazioni”

“Prendere parte al Servizio Civile non è soltanto una scelta personale: è un atto di responsabilità collettiva, un contributo concreto per costruire comunità più forti, coese e inclusive. È un’opportunità formativa che prepara i giovani a diventare protagonisti del nostro Paese. Quella di oggi è un’occasione per riflettere sull’importanza di un’esperienza che, da oltre cinquant’anni, rappresenta l’impegno di migliaia di giovani per la crescita delle nostre comunità.”. Così Maria Cristina Pisani, Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, in occasione della Giornata Nazionale del Servizio Civile Universale.

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Il volontariato è la forza silenziosa che cambia il mondo- La forza di trasformare il dolore in solidarietà. Una rete che si muove con una rapidità e un’efficacia che le rendono, spesso, il primo supporto per chi ha bisogno di aiuto. È la dimostrazione concreta che, di fronte alle difficoltà, nessuno è solo

I viaggi di ritorno sono spesso un’occasione per riflettere. Sono quel momento rubato alla frenesia della nostra quotidianità, che ci richiede sempre di essere rapidi, performanti, iperconnessi. Sono quel momento in cui riusciamo a entrare in contatto con la parte più significativa delle nostre esperienze, ed è così che un treno o un volo diventano una finestra su ciò che abbiamo vissuto, sulle persone incontrate, sui temi che ci hanno fatto pensare.

Tornando da Baku, dove ho partecipato alla COP29, ho pensato a lungo al cambiamento climatico – tema cruciale della nostra epoca –, alla situazione in cui ci troviamo, ai cambiamenti che, anche come generazione, ci vengono richiesti.

Ho pensato a quegli eventi climatici estremi che negli ultimi mesi hanno colpito soprattutto le regioni del Centro-Nord, come l’Emilia-Romagna, già devastata da alluvioni ripetute a breve distanza di tempo. Ho rivisto con la memoria le immagini tragiche dell’acqua e del fango che si sono infilati per le strade, nelle case, distruggendo ricordi, oggetti, esistenze. Eppure in quei momenti drammatici ritrovo tantissime immagini di speranza: la straordinaria risposta solidale dei giovani e delle comunità nei momenti di crisi.

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La violenza di genere ha radici profonde nella nostra cultura. Intervenire con attività educative rivolte ai giovani è fondamentale per un reale cambiamento culturale e sociale»

La violenza di genere ha radici profonde nella nostra cultura, nei gesti quotidiani, negli stereotipi e nelle disuguaglianze strutturali. Intervenire con attività educative rivolte ai giovani è fondamentale per un reale cambiamento culturale e sociale» spiega ad Avvenire Maria Cristina Pisani, presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani (Cng), organo consultivo per il governo sui temi che riguardano i ragazzi. Il Cng cerca di sensibilizzarli e formarli anche su questioni relative alla violenza di genere e promuove politiche per l’inclusione. Lo fa, per esempio, collaborando con istituzioni accademiche come La Sapienza attraverso un’iniziativa che ha assegnato 100 borse di studio per il corso di formazione “Culture contro la violenza di genere: un approccio transdisciplinare”, aperto a giovani non universitari. Nello specifico, il corso vedrà il coinvolgimento di approcci provenienti dal mondo accademico e della società civile, con il coinvolgimento dei Dipartimenti delle scienze sociali, politiche, mediche, giuridiche, psicologiche e umanistiche. Altre 50 borse sono state invece assegnate per il corso “Politiche e strumenti per la Gender Equality”, rivolto a coloro che abbiano conseguito almeno un diploma di Laurea di I livello. Tutti strumenti concreti per favorire un profondo cambiamento sociale, «prevenire la violenza e costruire una cultura della parità» aggiunge la presidente. Così si punta a combattere la violenza innanzitutto sul piano culturale. Il lavoro del Cng nell’ambito della formazione, tra le altre cose, cerca di aiutare i giovani a distinguere l’amore dal possesso. Un punto che non potrebbe essere più urgente. Secondo il recente Rapporto Differenza Donna, il 30% dei giovani crede che la gelosia sia una dimostrazione d’amore, percentuale che sale al 45% tra i 14-15enni, mentre il 19% considera la geolocalizzazione accettabile. Tendenze che sono «il prodotto di uno squilibrio di ruoli e della radicalizzazione di pensieri, stereotipi e modelli culturali che purtroppo, nonostante gli sforzi comuni per invertire queste pericolose tendenze, persistono ancora nella nostra società», dice ancora Pisani. È importante – continua – promuovere politiche che favoriscano una maggiore inclusione delle giovani donne nei diversi contesti in cui risultano ancora, purtroppo, troppo poco presenti.

Eppure una speranza c’è e arriva proprio dai ragazzi, che mostrano sempre più consapevolezza: «Una delle nostre ultime rilevazioni, condotte con il supporto dell’Istituto Piepoli, evidenzia che quasi il 70% dei giovani ritiene che la condizione degli uomini nella nostra società sia nettamente migliore di quella delle donne». Per quanto riguarda le forme più estreme di violenza, invece, proprio il femminicidio di Giulia Cecchettin – con tutte le proteste che ne sono seguite – ha mostrato brutalmente l’improrogabilità di affrontare «un’emergenza che, purtroppo, ancora attraversa la quotidianità di ognuno di noi». «Se ancora oggi troppe ragazze vengono barbaramente uccise, sono vittime di abusi e faticano a vedere riconosciuti i loro diritti, vuol dire che la strada da percorrere è ancora troppo lunga, ma necessaria per ciascuna di loro e per tutti noi», specifica la presidente.

«Collaborare con istituzioni accademiche come La Sapienza ci consente di unire ricerca, formazione e impegno civico», conclude. Nella visione dell’esperta, i luoghi dell’istruzione, come le università, possono essere un potente catalizzatore di cambiamento culturale, per raggiungere finalmente, un giorno, l’agognata parità di genere.
Elisa Campisi su L’Avvenire
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“Non è amore, è potere: le radici profonde della violenza sulle donne” di Maria Cristina Pisani

C’è un momento in cui le parole non bastano più. Quando la cronaca ci restituisce, settimana dopo settimana, la stessa tragedia ripetuta con volti e nomi diversi, dobbiamo chiederci: perché, ancora? Perché quello che ancora fatichiamo a capire è che la violenza contro le donne non è una questione privata, né un destino ineluttabile. È il prodotto di una società che ha normalizzato le disuguaglianze, rendendole invisibili finché non esplodono in gesti estremi.

In Italia, negli ultimi anni, abbiamo assistito a una dolorosa escalation. Ogni tre giorni una donna viene uccisa, spesso per mano di chi diceva di amarla. E per ogni vittima che fa notizia, ce ne sono migliaia che subiscono in silenzio abusi psicologici, economici, fisici. Dentro le mura di casa, sul luogo di lavoro, in una società che troppo spesso le lascia sole. E i volti di quelle ragazze, di quelle donne, che dall’inizio di quest’anno sono state uccise, private di tutto ciò che erano e avrebbero potuto essere, sono i volti di ciascuna di noi. E anche i loro sogni sono i miei, i nostri: vivere, emanciparsi, scegliere, amare, essere libere

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