Categoria: Editoriali

“Ci sono pochi giovani nei luoghi di rappresentanza. Ed è così ovunque”

Ci sono troppi pochi giovani nei luoghi decisionali e di rappresentanza, e questo rischia di creare uno scollamento tra le loro esigenze e le scelte che vengono prese da chi ha l’onore di governare i processi nel nostro Paese. Tale scollamento genera distacco e sfiducia, facendoci rinunciare tutti a un apporto che sarebbe fondamentale per un dialogo orientato alla realizzazione di azioni pienamente immerse nel nostro mondo.

Solo questa unione può costruire, infatti, una catena di fiducia: se ci sarà fiducia, ci sarà ottimismo, e con l’ottimismo riusciremo a vincere tutti.

Puoi leggere qui l’editoriale per Parlamento Magazine della Presidente del Consiglio Nazionale Giovani, Maria Cristina Pisani.

Giornata Mondiale della Salute Mentale

La qualità della nostra vita non dipende solo da fattori come il lavoro o la salute fisica. Accade spesso infatti che il benessere psicologico, le relazioni e l’ambiente in cui viviamo ci determinino molto più di tutto il resto.

Non a caso, l’indice Well-Fare, realizzato con il Consiglio Nazionale Giovani, indica che le relazioni sono un pilastro fondamentale per il nostro benessere, perché ci aiutano a sentirci meno soli. Gli amici sono spesso il primo supporto emotivo, molto più della famiglia, soprattutto per le ragazze, che in termini percentuali risultano avere più difficoltà a gestire emozioni e autostima.

Quello del disagio psicologico è un tema che per decenni è stato stigmatizzato e trattato con indifferenza e superficialità ed è ora di capovolgere questa concezione, un passo alla volta.

Potete leggere l’articolo completo a riguardo cliccando su

Pisani_Editoriali5

“Un invito ad avere fiducia” di Maria Cristina Pisani

Quando da bambina ho letto il Piccolo Principe una frase mi ha colpito su tutte, diceva che è una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto. Era un invito ad avere fiducia, un canovaccio da seguire per poter continuare a sentire i profumi delle rose, quei profumi ai quali rischiamo di rinunciare quando tante, troppe spine, hanno graffiato la nostra pelle o, peggio, la nostra anima. Sembra che l’uomo non abbia imparato dagli errori del passato, e la percezione è che tutto possa andare per il peggio. Eppure Antoine de Saint-Exupery, con questo monito, voleva incidere nella carta una lezione che aveva imparato, probabilmente a sue spese, con quello che comunemente definiamo “esperienza”. Poi però mi guardo intorno, mi soffermo a osservare le persone che incontro nella mia quotidianità e non posso fare a meno di notare che, benché abbiano storie, lavori e vite diverse, sono tutte mosse da un unico sentimento che, trasversalmente, è capace di unirle. È lo stesso sentimento che muove il mondo, l’unico che oltre l’amore è capace di definirci, di farci scegliere, di cambiare.

Clicca qui e continua a leggere su

“Quello che chiedono i giovani è solo un lavoro stabile per costruirsi una vita autonoma” di Maria Cristina Pisani

I giovani non hanno voglia di lavorare”, “i ragazzi di oggi non vogliono sudarsi lo stipendio”, “i giovani vogliono solo poltrire sul divano”.
A smentire queste favole ci sono dati, ricerche e verità che raccontano uno situazione completamente diversa.

Quello che vogliono veramente i giovani è -relativamente- semplice: un lavoro stabile e la possibilità di costruirsi una vita autonoma, senza rinunciare a tutti i loro sogni. Basterebbe parlarci per capirlo.

Per approfondire cliccate qui
File:La Repubblica logo.png - Wikipedia

Neet, il lavoro in nero coinvolge quasi il 90% dei giovani nelle città

Quasi 7 giovani su 10 appartenenti alla categoria dei #NEET lavorano o hanno svolto lavoretti in «nero», ma nelle grandi città si sfiora la cifra di 9 giovani su 10 impegnati nel sommerso.

Abbiamo cercato nuovamente di accendere una luce sul fenomeno e sulle sue possibili soluzioni tramite la nostra ricerca “Lost in Transition”, oggi in prima pagina sul sito del Sole 24 Ore.

Secondo la presidente Maria Cristina Pisani: “La ricerca mette in luce la complessità delle esperienze dei giovani NEET in Italia e sono due le evidenze più significative: in molti affermano di seguire o aver seguito privatamente percorsi di autoformazione professionale. Tanti dichiarano una piccola autonomia reddituale frutto di lavori saltuari e irregolari o di proventi da attività online.

L’ennesima dimostrazione di quanto non sia realistica la narrazione dei giovani choosy e di quanto siano estese la zone grigie di formazione non riconosciuta e quella di lavoro sommerso e in deroga.”

 

Consiglio Nazionale dei Giovani
Via Adige, 26 – 00198 Roma
Tel. +39 06 94523417